Il pilota: Sense8

Una serie scritta da i fratelli Wachowski e J. Michael Straczynski, psichedelica, disordinata, in onda su Netflix che ha un nonsoché che la rende piuttosto interessante.

La durata è inusuale, 1 ora e 6 minuti, è un episodio introduttivo, i personaggi sono tanti e il tempo ci voleva tutto. Benché gli episodi siano tutti disponibili non ho voluto vederli perché voglio basare questa recensione unicamente sulla visione del pilot.

Iniziamo in un edificio abbandonato, pieno di macerie. Una donna è stesa su un materasso, si tratta di Angelica (Daryl Hannah) e pare essere in crisi di astinenza. Assume una qualche sostanza e compare Jonas, il suo uomo (L’attore si chiama Naveen Andrews, non Sayid Jarrah, lo ricordo ai fan di LOST). Compare è la parola giusta, perché in realtà la donna è sola ma i due riescono a interagire in qualche modo. La donna ha un compito sul quale è riluttante, ma Jonas la convince che verrà data loro la caccia, nati o meno, quello è l’unico modo per dare loro la possibilità di battersi.

“Loro” sono i protagonisti di questa storia, anzi, di queste storie. Sono tutti interconnessi tra loro (hanno momenti di condivisione delle sensazioni) e tutti hanno una visione di Angelica nell’edificio abbandonato. Quando un personaggio misterioso compare capiamo che è connesso solo alla donna, Jonas non può vederlo, ed è evidentemente qualcuno che aveva a che fare con lei, forse la teneva prigioniera. L’uomo capisce che c’è qualcosa di strano: “You’re giving birth”, le dice: “Stai dando alla luce”. È questo che fa connettendosi con le persone che la “vedono”? Lo scopriremo più avanti, forse. Intanto pur di non essere catturata Angelica si suicida.

Sigla: vediamo posti di tutto il globo, sono in qualche modo legati ai protagonisti? Alcuni pare lo siano, altri no. La musica incalzante ci accompagnerà per tutto l’episodio, fateci l’abitudine. Vi danno fastidio due uomini che si baciano? Cambiate serie (e secolo, non siamo più nel Medioevo) perché ci sono nella sigla e c’è un Gay Pride nell’episodio.

Ecco i personaggi.

Sense8 cast

Will (Brian J. Smith, Matthew Scott in Stargate Universe) è un poliziotto di Chicago, scopriremo che è figlio un poliziotto qualcuno appartenente a una banda criminale ha sparato, ma non nutre odio per tutti quelli che finiscono nelle gang, salva infatti la vita a un ragazzino che ha avuto la peggio in uno scontro tra bande. Will ha una visione di Angelica che si suicida, si sveglia sudato e va a bussare alla porta del vicino, da cui proviene musica da discoteca ad alto volume. Aperta la porta scopre che la stanza è vuota.

La musica non proviene dalla stanza del vicino ma da una discoteca di Londra, dove Riley , interpretata da Tuppence Middleton (un nome che ricorda Mary Poppins, Helen in The Imitation Game) fa la DJ.

Ha visto anche lei Angelica morire, ma ha dato la colpa a qualche sostanza assunta, mentre Nyx, un conoscente del suo ragazzo la definisce “risonanza limbica” (titolo dell’epsodio), una connessione tra due persone resa possibile da una molecola presente in ogni cosa vivente, una rete sinaptica ecobiologica. Insomma, chiamiamo le cose col proprio nome: è la Forza.

Nyx le farà provare una sostanza che amplifica la sua interconnessione con gli altri, ma quando si risveglierà scoprirà che il suo ragazzo voleva rubare la droga di Nyx assieme a un amico, la scena si conclude tipo stallo alla messicana, con tutti che si sparano e muoiono, tranne Riley.

Lito Rodriguez (Miguel Ángel Silvestre) è un attore sudamericano che interpreta un gangster assetato di sangue in un film, la visione di Angelica lo ha disorientato e non ricorda le battute.

Sun interpretata Bae Doona (sì, giuro, c’è Sayid e lei si chiama Sun!) è una donna d’affari, sorella del presidente della società e sta per dare un pugno in faccia a un tipo sessista quando vede Angelica e si blocca.

Kala (Tina Desai) è una farmacista indiana che deve sposarsi a breve con un uomo ricco e fisicamente prestante, l’unione farebbe felici i suoi genitori ma non lei, che non lo ama. Kala deve uscire e cerca un ombrello in una giornata soleggiata perché sente il suono scrosciante della pioggia, ma è in Germania che sta piovendo. Si stanno svolgendo le esequie del nonno di Wolfgang (Max Riemelt), un fabbro berlinese con una vita non esattamente dedicata alla legalità e problemi irrisolti col defunto padre, che si dilettava a scassinare cassaforti. Alla fine riuscirà a dimostrare di essere più bravo di lui.

A Nairobi Capheus (Aml Ameen) guida un pullman per pagare le cure per la madre. “Quando le strade sono una giungla non può esserci che un solo re”. Il mezzo ha dei disegni di un lottatore sulle fiancate su cui campeggia la scritt “Van Damn”. I clienti, tuttavia, scarseggiano e preferiscono il “Bat Van” (giuro!).

A San Francisco Nomi (Jamie Clayton), blogger transessuale ed ex hacker, sta facendo sesso con la sua ragazza (Freema Agyeman, Martha Jones in Doctor WhoTorchwood). Lo strap on indossato da Freema ha i colori dell’arcobaleno, inguardabile.

Nomi (a destra) e la sua ragazza.
Nomi (a destra) e la sua ragazza.

A Chicago Will trova l’edificio dove è morta Angelica, ma il partner crede che sia tutta una fantasia e lo chiama “Mulder”. Si sbaglia, è tutto vero: Will vede Riley, che è sotto l’effetto della sostanza datale da Nyx, e riesce a interagire con lei, scoprendo che hanno avuto la stessa visione.

Il pilot finisce qui, ve l’ho raccontato in modo compatto senza saltare di palo in frasca come hanno fatto ovviamente gli autori (altrimenti sarebbe stato piuttosto noioso). I personaggi hanno i background più disparati e vi troverete sballottati per il globo cercando di capirci qualcosa, mentre imparerete a conoscere gli otto protagonisti, ma credo sia del tutto normale.

Considerato che la serie va in onda su Netflix e che quindi non bisogna aspettare una settimana per vedere come va avanti la storia, non mi stupisce che il pilot non ci getti direttamente nel mezzo della storia. Il senso di sballottamento è forte, non potete guardare questa serie facendo altro, dovete prestare attenzione. Avete visto Cloud Atlas? Vi è piaciuto? Ecco, date una possibilità a questa serie, perché credo abbia notevoli potenzialità.

Ora vi saluto e vado a guardare il secondo episodio.

3 commenti su “Il pilota: Sense8

Rispondi