L’intervista: Antonio Ferrara, autore di Stay Away

Ci sono giochi che non vanno giocati tra amici, giochi che ti rendono sospettoso, ti fanno dubitare delle intenzioni di chi ti sta seduto accanto, perché tu sai che qualcuno è infetto, ma non chi. Oggi facciamo quattro chiacchiere con uno dei due autori di Stay Away!

Geek.pizza: Ciao Antonio, benvenuto su Geek.pizza

Anonio Ferrara: Ciao. Grazie per l’invito e l’opportunità.

Gp: Sei l’autore di Stay Away! con Sebastiano Fiorillo, che cosa fate nella vita?

AF: Io scrivo romanzi e in particolar modo mi piace scrivere di thriller, horror e paranormale. Sebastiano è architetto e illustratore.

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Stay Away revised editionGp: Come nasce l’idea di creare un gioco da tavolo?

AF: L’idea nasce dalla passione comune che avevamo da ragazzi per i giochi da tavolo. Ci siamo incontrati per caso e dopo aver portato a termine un paio di progetti Kickstarter ci siamo detti “Perché non fare un gioco?”.

Gp: L’ambientazione è nata assieme alla decisione della meccanica o è stata successiva?

AF: L’idea di “Stay Away!” parte dall’amore per i film di Carpenter e in particolar modo La Cosa. Come avrai notato il gioco è praticamente la trasposizione da tavolo delle atmosfere del film. L’idea che nessuno potesse sapere chi fosse “il cattivo” di turno e come quest’ultimo avrebbe potuto propagare l’infezione ci ha stuzzicato non poco. Quindi paradossalmente è nata prima l’ambientazione e poi la meccanica.

Gp: Poi un giorno… Kickstarter. Non era il vostro primo progetto, alcuni sono stati meno fortunati ma questo è andato alla grande.

AF: Sì, ci reputiamo molto fortunati, non solo perché il progetto è andato in porto, ma anche perché questo ci ha permesso di entrare in contatto con una realtà fantastica che si chiama Pendragon. Persone competenti e qualificate che auguro di incontrare a tutti coloro che intendano fare giochi, ma non solo.

Gp: Quando entra in gioco (passami il, oh, cavolo… GIOCO di parole) Pendragon?

AF: Ecco appunto. Noi siamo partiti facendo preventivi a destra e a manca e pianificando nei minimi particolari la campagna Kickstarter. Abbiamo iniziato a cercare un editore con la campagna in corso (quindi tardi) perché volevamo che “Stay Away!” avesse un seguito (molti giochi, spesso anche validi, restano autoproduzioni a cui viene data poca visibilità). Quindi abbiamo contattato l’editore che si è subito dimostrato interessato e quindi da cosa viene cosa. Ad oggi è esaurita la prima versione del gioco che ha già avuto svariate localizzazioni estere. In base ai consigli della comunità, che richiedono a gran voce anche un’espansione del gioco, è stata rilasciata la Revised Edition che contiene alcune migliorie al regolamento che sono applicabili anche alla prima versione. Insieme a degli amici stiamo anche pensando di lanciare un torneo nazionale, ma è ancora presto per parlarne.

Gp: Come è avvenuto il playtesting? Avete una ludoteca di riferimento?

AF: Il playtesting è stato fatto inizialmente in maniera “casareccia” e poi dopo ci siamo affidati a veri giocatori. È un processo importantissimo e fondamentale e per il prossimo gioco ci siamo organizzati meglio, contattando realtà sul territorio nazionale e internazionale che si sono dimostrate entusiaste.

The Last FridayGp: Dopo Stay Away!… ecco Last Friday, dove uno dei personaggi ha il volto di una mia amica, ci parli di questo gioco e della sua promozione sui social network?

AF: Last Friday è il gioco a cui avrei voluto giocare da ragazzino. Sono un fan dei film horror anni Ottanta e, anche in questo caso, è nata prima l’ambientazione e poi la meccanica (mi piace andare controcorrente). È un gioco da 2 a 6 giocatori ed è ambientato in un campo estivo su cui aleggia la maledizione di un assassino mai morto. Il gioco si svolge in quattro capitoli diversi tra di loro in modalità storia, ma si può giocare il singolo capitolo in base a propri gusti. È un gioco deduttivo adatto sia ai principianti che ai giocatori esperti ed è possibile giocarlo alla leggera o seriamente. Credo che tutti i miei giochi manterranno la filosofia del “per molti, non per pochi”. Per quanto riguarda la promozione, mi piace essere presente. Mi piace vedere le persone che si divertono a giocare al “mio” gioco. Abbiamo avuto un sacco di complimenti per “Stay Away!”, ma anche un sacco di detrattori. Stephen King dice: Non puoi piacere a tutti, ma devi almeno assicurarti di piacere a qualcuno. Quindi detto questo, reputo la promozione sui social fondamentale per l’epoca in cui viviamo. Essere presenti, rispondere ai giocatori ed essere sempre disponibili dovrebbe far parte del lavoro di qualsiasi autore. Bisogna aver rispetto per chi ha rinunciato a una pizza e ha creduto e speso dei soldi per il tuo gioco.

Gp: Quando lo vedremo sugli scaffali? Sarà sempre targato Pendragon?

AF: Il contratto con l’editore è stato firmato, ma prima di annunci ufficiali da parte sua non posso dire niente. Neanche se l’editore sarà Pendragon o meno, ma questa è la pagina ufficiale del gioco su cui poter seguire gli sviluppi. (facebook.com/thelastfridayboardgame)

Gp: La pizza, a questa domanda non si sfugge mai qui: qual è la tua preferita?

AF: Da buon partenopeo adoro la pizza, la mangerei anche tutti i giorni e preferisco la classica Margherita perché secondo me è nella semplicità che si annida il divertimento.

Gp: Ci dai qualche riferimento per trovarvi su Internet?

AF: Certo, con piacere. Abbiamo un sito internet escapestudios.net, il mio blog personale: ferraraantonio.wordpress.com/ il sito Pendragon: pendragongamestudio.com, la pagina Facebook ufficiale di Stay Away!: facebook.com/stayawaythegame e quella già segnalata di Last Friday.

Gp: Grazie mille, in bocca al lupo!

AF: Grazie a te, sei stato gentilissimo. La pizza era ottima.

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