Lo spacciagiochi: C’era una volta

C’era una volta è un gioco di narrazione, limitatamente competitivo, che ho sempre trovato molto divertente. La nuova edizione che Raven ha pubblicato mi sembrava l’occasione giusta per parlare di questo gioco.

C'era una volta - scatolaLa copia che ho ricevuto dagli amici di Raven presenta una scatola completamente diversa dalla precedente, si tratta di quella già usata nelle edizioni pubblicate all’estero che, a mio avviso, è meno compatta, ma molto più accattivante.

Le modifiche non finiscono qui, perché le carte sono diverse, sia nei contenuti (tra le altre cose è scomparso il mio cavallo di battaglia: “Qualcuno rimane ferito”), sia nella grafica.

Il gioco ha ormai 12 anni ed è stato creato da Richard Lambert, Andrew Rilstone e James Wallis, ma nonostante l’età non smette di essere un bel passatempo per giocatori di tutti i tipi.

Ogni giocatore riceve all’inizio della partita delle carte narrazione e una carta lieto fine, l’obiettivo è quello di sbarazzarsi di tutte le carte raccontando una storia che contenga gli elementi che rappresentano, fino ad arrivare al lieto fine.

Le carte contengono elementi narrativi di diversi tipi (aspetto, evento, oggetto, luogo, personaggio). Durante il proprio turno un giocatore cercherà di portare avanti il racconto per utilizzare gli elementi fino a non sapere più cosa dire o essere interrotto da un altro giocatore tramite una delle proprie carte. Il nuovo narratore ovviamente cambierà completamente la storia, cercando di indirizzarla verso il proprio finale.

Il risultato è una storia tendenzialmente sconclusionata, che vi darà modo di ridere con gli amici per circa mezz’ora.

Un suggerimento? Date un nome a tutti i personaggi che compaiono nella storia, magari chiamando il cattivo come il giocatore che vi ha rubato il ruolo di narratore pochi minuti prima. “… fu così che il malvagio mago Nicola rapì la principessa Federica nascondendola nella Torre del Corvo”.

La scatola: il disegno in copertina è molto bello, si apre a libro ma per finta, le carte si estraggono da un “cassetto” che esce da uno dei lati corti. L’interno è molto spartano, l’incavo in cartone però è spazioso e consente di riporre le carte anche se imbustate, cosa che apprezzo sempre moltissimo. Fate attenzione a come trattate la parte inferiore però, è piuttosto facile strapparla.

Le nuove carte (114 carte storia e 51 carte lieto fine): questa grafica mi piace di più, la superficie è coperta maggiormente dai disegni ma questo non influisce sulla leggibilità dei nomi degli elementi.

Per chi è: si tratta di un gioco più o meno competitivo, ma l’obiettivo è quello di farsi due risate in compagnia (2-6 giocatori).

Per chi non è: se siete troppo timidi non riuscirete mai a interrompere il narratore, rimanendo in un angolo ad annoiarvi. La soluzione potrebbe essere quella di cambiare gioco, ma io vi suggerisco invece di provare a buttarvi, non serve essere dei bardi per inventare una storia!

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