National Geographic Star Wars: gli Acklay

In questo episodio di Star Wars National Geographic trattiamo la terza ed ultima creatura vista nell’Arena di Geonosis nel film “L’Attacco dei Cloni”: l’Acklay.

Acklay arenaL’Acklay era senza ombra di dubbio la creatura preferita dal pubblico geonosiano nella già citata Arena in quanto questa violenta e feroce belva offriva uno spettacolo raccapricciante ogniqualvolta balzava sulle vittime inermi.

Questi animali erano tra i più pericolosi e mostruosi predatori della Galassia. Il loro aspetto era a dir poco spaventoso poiché gli Acklay erano molto alti (oltre tre metri) ed erano muniti di zampe terminanti in giganteschi artigli affilati che venivano utilizzati come armi letali.

Per muoversi molto velocemente queste creature si servivano di artigli esoscheletrici, ipertrofici e rivestiti di pelle coriacea.

Gli Acklay erano originari del fertile mondo di Vendaxa, dove avevano subito un processo evolutivo molto singolare, adattandosi all’ecosistema del pianeta nativo, popolato da creature mastodontiche. Per questo motivo i suoi artigli terminavano con punte acuminate fatte di corno che erano in grado di perforare qualsiasi cosa.

Grazie alle loro caratteristiche gli Acklay erano predatori pressoché infallibili. Possedevano molte risorse per trovare le prede, che raramente riuscivano a fuggire. I tre occhi di cui erano dotati offrivano una vista incomparabile mentre 413A42MPWFL (1)l’udito molto fine consentiva loro di cacciare anche durante la notte.

Queste creature erano dotate anche di una appendice posta sotto la mandibola che captava i segnali bioelettrici emessi da tutti gli esseri viventi.

Per difendersi dagli attacchi di grosse belve (compresi i propri simili) questa specie aveva una lunga cresta ossea che si estendeva dietro il cranio.

La parte più vulnerabile di un Acklay era lo stomaco, molle ed elastico per adattarsi al tipo di cibo digerito.

Rispondi