Il pilota: Heroes Reborn

Heroes è stata una delle serie più epiche degli ultimi anni, il suo ritorno merita una apparizione nella rubrica Il pilota, anzi, ne meriterebbe anche due! Attenzione agli spoiler.

Ricorderete che Claire aveva aperto il vaso di Pandora, il mondo sa che esistono persone con dei poteri e le chiama “evo”, da “evoluti”.

Ci troviamo in uno dei luoghi dove tutto ha avuto inizio, Odessa, Texas. Noah Bennet (Jack Coleman) chiama Claire, lei non risponde al telefono e lui le lascia un messaggio in segreteria. Scopriremo che non si sentono da anni.

A Odessa sta per iniziare un summit di tre giorni organizzato dalla Primatech intitolato “Evo e umani insieme”. Tra il pubblico ci sono persone normali ed Evo, Noah vede una ragazzina saltellare in un costume da cheerleader.

La scritta Odessa, Texas con quel font, il luogo, le musiche… Heroes è tornato, non ci sono dubbi. Sono passati pochi istanti dall’inizio e già ci si sente a casa.

Il momento idilliaco ha ben presto fine, un’esplosione gigantesca distrugge gran parte di Odessa, uccidendo gran parte dei presenti. Il 13 giugno verrà ricordato per questo avvenimento, la scritta “un anno fa” però ci rivela che è solo un flashback. Oggi gli Evo scappano ovunque, inseguiti dalle forze dell’ordine che vogliono iscriverli tutti in un registro.

Volume 1: Awakening.

Facciamo la conoscenza di Tommy (Robbie Kay, Peter Pan in Once Upon a Time), lui e la madre sono in fuga ma non riescono ad arrivare in Canada. Durante la loro fuga vediamo per un attimo diversi albi di 9th Wonder, un fumetto che non ha bisogno di presentazioni.

Per imparare a controllare i suoi poteri, Tommy si reca a una riunione segreta di evo a cui presenzia anche Luke (Zachary Levi, Chuck nell’omonima serie). La TV ricorda i fatti dell’anno prima, di cui si sarebbe dichiarato responsabile Mohinder Suresh.

Luke si rivela essere uno psicopatico, un anno prima lui e la moglie hanno perso il figlio a Odessa e ora i due cercano vendetta contro tutti gli evo. Tommy riceve uno SMS e lascia la riunione poco prima che Luke e Joanne (Judi Shekoni) uccidano tutti.

Heroes Reborn

Capitolo uno: Brave New World

La narrazione di questo doppio episodio ricorda un po’ quella di Sense8, ci sono diversi protagonisti, le cui vite stanno per incontrarsi, si fa un po’ fatica a ricordare tutti i nomi, solo alcuni ci sono ben noti e non sono molti. Per aiutare lo spettatore, a metà del pilot (che è un episodio doppio) tutti i personaggi vengono presentati con un sottotitolo, grazie!

Noah Bennet vende auto ad Austin, Texas. Ha una fidanzata con cui sta per sposarsi. Per qualche motivo si fa chiamare Ted. C’è un uomo che lo pedina, non lo vediamo in volto, ma in macchina, sul sedile, ha due fascicoli e vediamo le foto di Mohinder Suresh e Angela Petrelli.

Carlos (Ryan Guzman) è un ex soldato, ha avuto una medaglia per aver salvato tre commilitoni e tiene un discorso alla Linderman Junior School (Sì, Linderman, avete letto bene), ma è tutt’altro che un eroe, ha un problema di alcolismo, il fratello, Oscar, è un meccanico e ha un figlio, Josè. Josè ammira un giustiziere che si fa chiamare El Vengador e protegge il quartiere. Oscar non sembra essere un grande fan di El Vengador, invece.

Tommy - Heroes Reborn

A Carbondale, Illinois, scopriamo che a Tommy piace Emily (Gatlin Green), una ragazza che fa la gelataia e che esce con un tipo che fa il bullo con lui. Tutti e tre frequentano la Pinehearst High School (e abbiamo finito con le scuole che hanno nomi legati a Heroes).

Tommy è seguito costantemente da un signore che, per praticità, chiameremo L’uomo con il Cappello (Pruitt Taylor Vince). Se in Heroes avevamo gli occhiali di corno per identificare Noah Bennet qui abbiamo il cappello che contraddistingue questo personaggio. L’uomo con il Cappello ha un potere che catalizza con una monetina. Probabilmente ne ha una per ogni occasione, perché gira con una ventiquattrore piena zeppe di monete. Se ve ne mostra una sta per usare il suo potere mentale su di voi. Può far dimenticare le cose come René l’haitiano (ma non blocca i poteri) o convincerti a fare qualcosa, come Matt Parkman (ma non può leggere nel pensiero, almeno per quanto ne sappiamo).

Ren Shimosawa (Toru Uchikado) è un gamer giapponese. Sbloccando un livello di Evernow ha scoperto l’indirizzo di Miko. Rivedere i sottotitoli che vagano per lo schermo, accanto ai volti di chi parla, a mo’ di fumetto riporta alla mente i primi dialoghi tra Ando e Hiro. Ren riconosce Miko Otomo (Kiki Sukezane), è Katana Girl, la protagonista di un fumetto collaterale al videogioco. La storia del fumetto racconta come Katana Girl trovi una katana nascosta sotto il pavimento dello studio del padre e in un flash ci vengono in mente Hiro e la sua katana e i fumetti di Isaac.

Noah tende un tranello al suo stalker e lo affronta, si tratta di Quentin Frady (Henry Zebrowski), che lavorava per la Renautas, un’azienda che controllava la Primatech. A differenza di Noah, che non ricorda nulla, Quentin sa del suo lavoro alla Primatech, Noah\Ted gli chiede se è un “truther”, uno di quelli che cercano scuse per giustificare l’attentato di Mohinder, quello in cui è morta Claire. Quentin però sostiene che Mohinder non abbia a che vedere con l’esplosione. Sulle prime si potrebbe liquidarlo come uno dei cospirazionisti che mischia evo a scie chimiche, ma Noah inizia a pensare che ci sia del vero nelle sue apparenti farneticazioni. Che gli Evo siano veramente lì per salvarli dalla Renautas? Tra le sue cose Noah trova una pistola e un biglietto di una ditta di oculistica di Dallas, Texas, e che prima aveva sede, guarda un po’, a Odessa.

Noah indaga sul suo passato, ma si trova davanti a una receptionist che lo minaccia con una pistola, decisamente non si occupano di oculistica lì. Da una porta esce una persona che ferma la ragazza: “Va tutto bene, è un amico”. Quanto tempo che non ti vedevamo, René! L’Haitiano (Jimmy Jean-Louis) restituisce gli occhiali con la montatura di corno a Noah, per la gioia di noi spettatori, ma poi tenta di ucciderlo con una garrota. Nella collutazione René muore (esigenze narrative o di contratto?), ma prima rivela a Noah che è stato proprio lui a chiedergli di ucciderlo se fosse tornato a indagare sul suo passato. “Hai creato il piano perfetto”, aggiunge, per poi chiudere con un criptico “It’s coming”. Ma cos’è che sta arrivando?

Heroes Reborn - Malina

L’avevamo già visto nel trailer ma lo rivediamo ora: una ragazza, evidentemente una evo, dice “sta avvenendo più velocemente del previsto, non penso di poterla controllare ancora per molto”. Penso parli della stessa cosa. Non ce lo dicono ancora, ma si tratta di Malina (Danika Yarosh), la potete vedere qui sopra.

Qualcuno tende un’imboscata a El Vengador, la donna aggredita in realtà era in combutta con i due assalitori. Il vigilante, raggiunto da diversi colpi di pistola riporta ferite mortali ma riesce a fuggire. Pensavamo che fosse Carlos, il soldato alcolista, ma invece è il fratello, Oscar. Carlos appresa la verità promette al fratello in fin di vita di badare al nipote, ma per lui è impensabile prendere il posto del fratello come vigilante. Al funerale scopriamo che il prete era a conoscenza del segreto di Oscar e che, insieme, aiutavano gli evo a fuggire oltre confine tramite tunnel sotterranei. Carlos nel nascondiglio sotto l’officina capisce che c’è un gruppo di poliziotti che opera in maniera clandestina dietro la morte del fratello e inizia a indagare. Entro la prossima puntata lo troveremo con la maschera in testa, poco ma sicuro.

Miko decide che è ora di prendere coraggio e aprire la porta dello studio del padre, che scopriamo essere scomparso da un tempo imprecisato. Sotto un’asse trova LA katana. Sì, quella. Sulla fodera un biglietto del padre riporta questa frase: “Salvami, la spada è la chiave”. Questo è un altro di quei “momenti nostalgia”. La katana, la musica… e poi la frase. Se non è un rimando alla frase più celebre di Heroes non so cos’altro possa esserlo. Miko e Hiro hanno qualcosa in comune, non esitano ad abbracciare la loro missione. Quando la ragazza sfodera la katana viene catapultata nel videogioco creato dal padre: Evernow nei panni di Katana Girl. Ren torna a trovare Miko, entra in casa e la vede combattere nel gioco contro molteplici assalitori, decide quindi di aiutarla loggandosi col suo personaggio e gettandosi nella mischia urlando LEEEEEEEEROY JENKINS!

Parallelo senza capo né coda. David Blue in Stargate Universe interpreta il genio geek Eli Wallace (ricordate la maglietta rossa con la scritta YOU ARE HERE?) e entra nel programma Stargate proprio risolvendo un enigma all’interno di un videogioco. Qualche tempo prima in Moonlight interpretava un altro geek, Logan Griffen, in un episodio si getta allo sbaraglio per strada urlando proprio LEEEEEEEEROY JENKINS!

Non c’entra niente, ma volevo condividere questa mia elucubrazione con voi.

Heroes Reborn - Miko

Miko viene tramortita ma riesce a uscire dal gioco e Ren la aiuta a riprendersi, dopodiché i due si avventurano in stile Trinity + Neo in un palazzo pieno di guardie per salvare il padre di lei (che però non è Morpheus). Lei entra nel videogioco, lui la supporta dall’esterno. Quando Miko però esce dalla realtà virtuale si ritrova in un luogo reale, un palazzo che si vede da casa sua, il luogo dove è tenuto prigioniero suo padre.

Luke e Joanne trovano Tommy in gelateria, per salvare sé stesso ed Emily il ragazzo è costretto a usare i suoi poteri. Tocca i due e li fa sparire. Dove sono finiti? Non si sa.

Tommy è pronto a fare le valigie e cambiare di nuovo città, ma Emily gli assicura che il suo segreto con lei è al sicuro. Lui le racconta che da piccolo era stato chiuso in una stanza senza finestre e piena di giocattoli.

Brad, il ragazzo di Emily, vede Tommy usare il suo potere e lo ricatta: se vuole che mantenga il segreto dovrà far sparire il patrigno, un ubriacone violento. Tommy, all’ultimo si tira indietro ed è l’Uomo con il Cappello a risolvere una cosa, “convincendo” il patrigno di Brad ad andarsene di punto in bianco. Brad questo non lo sa e quindi è molto grato a Tommy.

Luke e Joanne sono in una stanza chiusa. Piena di giocattoli. Avete già letto questa frase?

Noah raccoglie un improbabile compagno, Quentin, insieme si recano a Odessa e cercano nelle macerie della Primatech, scoprendo che non erano presenti al summit né Claire né Molly Walker, quindi non sono morte nell’esplosione. Vi ricordate di Molly Walker? Era in grado di localizzare ogni persona dotata di poteri (all’epoca non li chiamavamo evo).

Alcuni livelli più sotto, nella stessa struttura, Luke e Joanne riescono a evadere dalla stanza. La Primatech è ancora in funzione e, nella fuga, uccidono chiunque si pari loro davanti. Noah sente gli spari e trova i cadaveri dei suoi ex colleghi. Uno di essi gli rivela che “Epic verrà avviato comunque l’indomani” e che tutto ruota attorno a Molly.

Questo personaggio, a differenza di altri, non viene presentato, il che mi ha dato subito da pensare. Parlo di una donna che abborda un tipo al Dragon Lounge, un locale dove si gioca d’azzardo. L’uomo gioca ai dadi e, con la vicinanza della donna, vince diverse volte di fila. I due finiscono per allontanarsi insieme ed è subito chiaro che lei lo sta per fregare. Taylor (Francesca Eastwood) invece rivela di lavorare per il Dragon Lounge e sa che lui è un evo, gli intima quindi di restituire il denaro. Lui reagisce tentando di ucciderla stile Sylar. Non ditemi che la mossa alla Darth Vader con cui la solleva e il modo in cui la sbatte contro il muro sono messi a caso, perché mancava solo il gesto col dito. Taylor riesce a scappare, aiutata anche da Zoe, una ragazza che avevamo intravisto al Dragon. L’ennesimo ribaltamento dei fronti avviene quando scopriamo che Zoe è la ragazza dell’evo che ha tentato di uccidere Taylor. I due l’hanno attirata in una trappola per rapirla. L’uomo fa una telefonata e ciò che dice rende subito evidente l’importanza del personaggio che non ci era stato presentato: “Abbiamo catturato Molly Walker”.

Da dove viene questa paura, questa ricerca, questo bisogno di nascondersi in un passato più semplice, quando il futuro è inevitabile?

Questa frase racchiude lo spirito di Heroes, in ogni momento della storia sono presenti dei reazionari che vogliono chiudere le porte all’incessante corrente del cambiamento. Neri, Ebrei, gay, evo. Il futuro è inevitabile e Heroes Reborn ce lo racconta con nonchalance, come sanno fare molte storie di fantascienza. Vorrei dire una cosa azzardata: credo che a Gene Roddenberry, l’uomo che ha esplorato strani e nuovi mondi con Star Trek, Heroes Reborn sarebbe piaciuto.

Il pilot paga il solito pegno di dover introdurre gli spettatori in un mondo nuovo, forse può risultare un po’ confusionario in alcuni momenti, coi vari passaggi da un personaggio all’altro, ma a confronto col pilot di Sense8 questa è una passeggiata.

Heroes Reborn - Luke e Joanne

Noah e Tommy sono decisamente i protagonisti, ma sono certo che Miko e Ren giocheranno un ruolo non indifferente. Abbiamo visto poco Luke e Joanne, visto l’odio che quest’ultima ha per gli evo non mi stupirebbe scoprire tra un po’ che lei stessa è un’evo.

La valutazione complessiva, per quanto mi riguarda, è positiva. Tanti gli elementi di Heroes che ritornano, un po’ diverso il tono della storia, ma Heroes non è mai stata una comedy.

In 11 episodi si possono raccontare parecchie cose, incrociamo le dita e diamo fiducia a Tim Kring e al suo staff.

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