L’intervista: Yu-Chen Tseng ed Eros Lin e il loro Burano

Appena ho visto la foto di questo gioco in un articolo su Essen ho deciso che dovevo parlare con Yu-Chen Tseng ed Eros Lin, ideatori di un gioco da tavolo ambientato nell’italianissima Burano.

Quando ho cercato notizie online ho letto: “Un po’ Monopoly, un po’ Risiko”, “Un Monopoly in salsa veneziana”, il tempo di scuotere desolato il capo e ho scritto a Yu-Chen, ecco la nostra chiacchierata.

Ciao ragazzi, benvenuti, presentatevi in due righe!

Yu-Chen: sono un’ingegnere digitale, adoro i giochi di strategia e Burano è il primo gioco che ho creato.

Eros: Sviluppo giochi a tempo pieno, due anni fa, con alcuni soci, ho aperto un’azienza, Emperors4 Games. Abbiamo un sito che promuove giochi da tavolo e negozi di giochi a Taiwan.

Avete sviluppato Burano, ma non è il primo gioco di Eros, come vi siete incontrati?

Stanno nascendo molti gruppi di giochi da tavolo a Taipei, ci si incontra per giocare ogni fine settimana. Ci siamo conosciuti in uno di questi gruppi, chiamato ROCK e stiamo insieme da più di due anni.Burano 01

Burano è ambientato in Italia. È nata prima la meccanica o l’ambientazione? E come vi è venuta in mente?

Un nostro amico è stato a Burano e ha girato l’Italia l’anno scorso, noi non ci siamo mai stati. È nata prima la meccanica, l’idea di impilare cubetti colorati. I cubi sembrano casette colorate e sapevo che ci sono molte case colorate in Europa, ma mi ha stupito che ci fosse un’isola chiamata Burano che si abbinava perfettamente a ciò che avevamo in mente.

Anche vedendo Jumbler Rumble sembra che a Eros piaccia usare i cubetti nei giochi non solo come segnalini che rappresentano lavoratori e via dicendo, ma proprio come elemento di costruzione. C’è qualche altro gioco che ti ha ispirato a farlo o è una cosa che magari facevi già da bambino?

Beh, ci sono molti giochi che usano cubetti come elementi di costruzione e non come lavoratori, come Terra Mystica (il ponte) e Santiago (il canale). Uno degli obiettivi che ci siamo posti creando Burano era quello di creare un qualcosa di 3D sia dal punto di vista visivo sia da quello della strategia. È stato logico usare i mattoncini delle costruzioni che usavamo da piccoli.

Quali giochi pensate vi abbiano influenzato nella creazione di Burano?

Ne abbiamo giocati davvero troppi, quindi le influenze saranno tantissime. Le maggiori vengono senza dubbio da Stefan Feld, perché ne siamo grandi fan. Nelle foto su BGG si vede che abbiamo usato componenti di Trajan e The Speicherstadt per il nostro prototipo.

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Mi piace moltissimo la grafica, come siete arrivati al disegno finale?

Il lavoro dietro alla grafica è frutto di un sacco di pazienza e di attenzione. Per fortuna abbiamo avuto un bravissimo editor e un eccellente pittore.

Vedremo a breve un’edizione italiana di Burano?

Molte case europee ci hanno contattati recentemente, ma non c’è ancora nulla di definitivo.

Quando verrete a visitare l’Italia una pizza la offro io (nota: l’offerta non comprende il costo del biglietto aereo), che pizza scegliete?

Yu Chen: La quattro formaggi e la Margherita sono le me preferite, ma devo dire che mi interessa più provare la pasta fresca e il gelato 😛

Eros: a me la pizza piace col pomodoro e il prosciutto.

Ebbene, quando ci incontreremo avremo modo di discutere se il prosciutto debba essere crudo o cotto, intanto vorrei ringraziare Eros e Yu Chen, sperando che riescano a stringere presto un accordo per portare in Italia questo gioco.

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