Idea G 2016: una piacevole sorpresa

Non sapevo esattamente cosa fosse Idea G, non sapevo nemmeno quando fosse, ma una volta saputo sono partito con la consorte alla volta di Torino e siamo rimasti entusiasti.

Il fato cerca di metterci i bastoni tra le ruote, col navigatore che ci fa fare un giro incomprensibile (al ritorno abbiamo preso la tangenziale in un attimo, all’andata abbiamo attraversato Torino) e un impegno a fine pomeriggio che ci costringerà a scappare molto prima di quanto avremmo voluto, ma il bilancio finale è molto positivo.

Nota: se non sapete cosa sia Idea G fate un clic qui e lo scoprirete.

Riesco finalmente a vedere da vicino Spartaco Albertarelli e a incontrare di persona Mario Sacchi di Post Scriptum e TeOoh di Recensioni Minute. Rivedo con piacere Massimo Bianchini di Asterion\Asmodée e Pierluca Zizzi e faccio la conoscenza di Francesco Testini. Ecco Tang Garden, il primo dei due (solo due, sigh) prototipi provati sabato a Idea G 2016.

Tang Garden, di Zizzi\Testini, è un gioco dove si intrecciano diverse meccaniche (asta, piazzamento di tessere, piazzamento di lavoratori) condite con l’attenzione per l’estetica. L’appagare gli occhi non è solo piacevole per il giocatore, è anche lo scopo del gioco, dacché ci troveremo a lavorare in un giardino cinese. Sarà nostro compito decorarlo e renderlo il più bello possibile per i canoni dei personaggi.

Tang Garden

Come funziona: ogni giocatore ottiene un personaggio, tutti i personaggi possiedono un’abilità passiva (che si attiva a fine partita) e, alcuni, una attiva (che influisce costantemente sul gioco).

All’inizio del primo round si tiene un’asta per accaparrarsi fino a 4 tessere paesaggio e porle sul tabellone, cercando di posizionarle su caselle con un bonus (un po’ come Scarabeo, per capirsi). I bonus consentono di avanzare il proprio livello di padronanza di acqua, pietra e vegetazione o a posizionare dei paesaggi o degli sfondi (paesaggi grandi) sul contorno del tabellone. Non amando le aste ho molto apprezzato il meccanismo che consente a chi ha acquistato meno di poter spendere i soldi avanzati in altre tessere, decorazioni e punti vittoria. Il fatto che avere la padronanza assoluta di uno degli elementi non serva a niente, perché la cosa importante è l’equilibrio tra di essi è un dettaglio che non avevo ancora visto in giro, molto carino.

Svolte due di queste fasi si svolge il primo piazzamento di personaggi, tutti diversi tra loro, che dovremo cercare di volgere nella direzione più consona ai loro gusti. L’imperatore vuole vedere i draghi, la concubina il sole, l’imperatrice i fiori di loto (ma anche il sole), il poeta è affascinato dalla natura in generale e così via.

Il gioco termina dopo tre cicli di 2 aste e 1 personaggio.

Parere: sarà anche un prototipo, ma sembra che gli ingredienti ci siano tutti e dal punto di vista delle scelte grafiche mi sembra azzeccatissimo. Se chi pubblicherà questo gioco vorrà fare una cosa superlativa eliminerà le basette di plastica, farà un tabellone con gli incavi per incastrare sfondi e paesaggi e il livello estetico salirà notevolmente.

Il secondo titolo che abbiamo provato è Samhain di Mauro e Alessandro Chiabotto. Il titolo, ci fa osservare Mauro, non si pronuncia Samhain ma /ˈsɑːwɪn/ (un po’ “saauin”, per capirci), molti di voi sapranno che è il capodanno celtico, ma pochi sapranno delle lotte che si verificano tra i clan per eleggere il capo tribù.

Samhain

Il regolamento di Samhain è piuttosto complesso a prima vista, ma possiamo riassumerlo così: a ogni round si possono usare i membri del proprio clan per attivare una delle 12 aree da cui è composta la plancia. Ogni riga è dedicata a una divinità (divisa in notte e giorno), con aree di costo e potenza crescenti man mano che si va verso destra. Pregare una divinità può aumentare il favore della stessa, può far ottenere materiali, equipaggiamento, punti vittoria e qualche azione particolare (uccidere un membro di un clan avversario, resuscitarne uno, ecc.). La prima partita vi risulterà sicuramente un po’ ostica, ma già dopo alcuni round i meccanismi di passaggio tra notte e giorno e le combinazioni tra gli effetti delle aree risulteranno nettamente più comprensibili e l’apparente complessità verrà ridimensionata.

Interessante anche questo gioco, che vedremo in autunno su Giochistarter, decisamente da tenere d’occhio anche per la cura che l’autore ha messo nell’ambientazione, che giustifica le azioni che potremo compiere nel gioco.

Un vero peccato non aver provato altri giochi, un rammarico speciale per “Quello degli indiani, nell’altra sala, in fondo, che si sviluppa su tre anni” consigliatomi da TeOoh, chissà se avrò un’altra occasione di giocarlo. Purtroppo abbiamo sottovalutato la portata di questo evento, ma l’anno prossimo non ripeteremo questo errore.

Chiudo con un grazie a tutti i ragazzi (di variegate età) all’ingresso, che sono stati molto cordiali e disponibili, proveremo presto l’Elfenland di seconda mano che abbiamo acquistato da loro.

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