Esperienze di gioco: And Then We Held Hands

Oggi cerchiamo di sorprendervi con And Then We Held Hands, un titolo molto particolare, disponibile in print and play, che probabilmente non conoscete.

Come in ogni cosa, anche nei boardgame esistono quei nomi (di giochi o autori) forti, che ormai non si discutono più. Ma esistono anche molti giochi assolutamente sorprendenti e che si discutono fin troppo poco. Naturalmente questi varieranno per ciascuno di noi, in base a gusti, esigenze e bagagli personali.

Oggi voglio parlare di uno di questi “piccoli gioielli” che merita sicuramente uno spazio nella nostra esperienza ludica. È infatti un titolo particolare, che ha tutto il diritto di essere assaggiato in prima persona – e venire eventualmente promosso con piacere o considerato in modo situazionale.

and-then-we-held-hands materialiIl gioco è And then we held hands, che ho scoperto in Italia grazie alla recensione di TeOoh  e che ha riscosso numerosi consensi anche all’estero.

Si tratta di un cooperativo, rigorosamente per due giocatori e particolarmente adatto alle coppie. Ha inoltre il notevole vantaggio di essere a costo zero; esso infatti è disponibile qui come print & play. Stampate i file, tagliate le immagini e preparate i mazzi di carte, trovate due coppie di segnalini e siete pronti!

Se volete proporre al vostro partner un cocktail game (e una esperienza di gioco) dal sapore molto particolare, allora restate ben sintonizzati.

And then we held hands (sottotitolo Fix what is broken) è un gioco da giocare in completo silenzio. I due giocatori fanno la parte di una coppia in crisi, sull’orlo della rottura: e, si sa, quando c’è tanto risentimento e tante cose nascoste, pur parlandocisi non si riesce più a comunicare.

Ecco perché – come dice il sottotitolo – per riparare ciò che è rotto dovremo saper curare l’armonia di coppia senza poterci scambiare parole o gesti.

Il gioco ci chiede di muovere la nostra pedina lungo tre cerchi concentrici, costellati di nodi colorati che simboleggiano le emozioni primarie: Felicità, Rabbia, Tristezza, Calma (Verde, rosso, nero, blu). Entro ciascuno di questi cerchi devono essere completati degli obiettivi, ossia far arrivare la pedina esattamente sull’emozione (quindi sul colore) richiesto dalla Carta Obiettivo di turno.

and then we held hands emozioniCiascun obiettivo appartiene a uno dei due giocatori, ma può essere realizzato da entrambi: ricordiamoci che qui ciò che conta non è l’obiettivo individuale, quanto il benessere della coppia.

Per muovercisi si usano delle Carte Emozioni, in mano a ciascun giocatore, rappresentanti diversi stati d’animo. Ciascuno di essi è dato dalla combinazioni di due colori/emozioni primarie: rabbia + rabbia = irato (rosso/rosso), tristezza + rabbia = tradito (nero/rosso), ecc.; ogni carta ha due lati colorati, ma solo uno alla volta è scoperto e giocabile.

Per ogni passo fatto dalla pedina su un nodo colorato, si deve giocare una carta del colore corrispondente. Questa carta può essere presa liberamente dalla propria mano o dalla mano del partner, entrambe scoperte. Naturalmente non si può parlare, nel fare queste giocate. Ci si deve fidare l’un dell’altro, adattandosi a quel che il proprio partner fa.

Le emozioni inoltre sono positive o negative, a coppie. Ciascuna di esse altera il Bilanciamento Emotivo del giocatore, di passo in passo, facendolo oscillare fra + e – 2. Ogni volta che il bilanciamento emotivo si assesta a 0, ossia in condizione di equilibrio emozionale, il giocatore di turno potrà pescare nuove carte con cui rinnovare la propria mano.  

Viceversa, se il giocatore resta sbilanciato verso uno dei due lati, dovrà continuare il cammino con le carte che già ha.

Scopo del gioco è superare i tre Cerchi concentrici (tre livelli) e arrivare ad entrare nel Cuore centrale, ma sarà possibile farlo solo se il bilanciamento emotivo del giocatore è a 0 e se il partner sarà in grado di entrare a sua volta al centro nel turno immediatamente successivo, sempre con bilanciamento a 0.

and then we held hands cerchi

Tutti gli altri casi (se i giocatori non entrano simultaneamente nel cuore; se terminano le carte emozioni; se non ci sono più possibilità di movimento per uno dei due, o se il bilanciamento emotivo sballa oltre il +-2) indicheranno una sconfitta della coppia, che non ha saputo ricreare l’armonia.

Il gioco, in meno di un’ora della sua durata, permette veramente di vivere la particolare e sottile esperienza di prendersi cura dell’altro come atto intimo e non esternato, senza  poter dire “sono riuscito a far questo” né sentirsi parole di ritorno.

Esistono tante piccole scelte di gioco che hanno delle valenze implicite, e che grazie al silenzio imposto resteranno taciute (potendo però essere colte da giocatori sensibili). Sottrarre una carta al partner o cavarsela con una propria, completare un obiettivo oppure bilanciare le proprie emozioni in modo da rendere disponibili anche al partner carte nuove: vi farete spesso domande di questo tipo, mentre aggiusterete ciò che è rotto.

Il tocco finale poi, la ciliegina sulla torta, sarà la condizione di vittoria. Aver cura che, se fate il passo finale, anche il partner sia nelle condizioni di farlo senza poterglielo chiedere. Dovrete essere voi a capire, leggendo la situazione dell’altra persona.

In piccolo, entro quello che è un sistema di gioco, And then we held hands vi darà l’esperienza di avere verso l’altro attenzioni più profonde e delicate del normale.

Per un gioco, è davvero un grande risultato.

Consigliatissimo, per un aperitivo di un’oretta che lasci qualche emozione davvero sfumata e particolare; unica accortezza nel proporlo, non va giocato a luci basse (i colori devono essere chiaramente distinguibili).

Provatelo, e fateci sapere che sapore ha per voi questo And then we held hands.

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