Karmaka su Kickstarter, un gioco di carte, vita, morte e reincarnazione

Karmaka è su Kickstarter in questo momento, già ampiamente finanziato e tutti ne parlavano bene. Mi sono chiesto cosa avesse di speciale e quindi l’ho provato.

Nella scatola si trovano 64 carte, una plancia, 13 gettoni, 4 segnalini e 4 riassunti per i giocatori. Scopo del gioco è reincarnarsi in forme di vita sempre superiori fino a raggiungere la trascendenza a partire dallo scarabeo stercorario.

Karmaka - contenuto

Il gioco.

Posizionato il proprio segnalino sul livello più basso della Scala Karmica e mescolate le carte per formare il Pozzo (da cui verranno pescate le carte), siamo pronti a giocare.

Le carte sono di quattro tipologie: rosse (distruzione), verdi (abbondanza), blu (scaltrezza) e mosaico. All’inizio del gioco si ricevono una mano di quattro carte e un mazzo di due coperte, per un totale di sei carte.

A turno ogni giocatore pesca una carta dal proprio mazzo, se presente, e ne gioca una dalla propria mano in uno dei seguenti modi.

  • Per ottenere punti. La carta viene posizionata a faccia in su davanti al giocatore e vale tanti punti quanti indicati nell’angolo in alto a sinistra. Il colore ha un suo ruolo, che vedremo tra un istante.
  • Per usarla nella propria vita futura. La carta viene posta a faccia in giù davanti al giocatore, che la sfrutterà “in un’altra vita” (qui potete leggerlo in inglese con l’accento scozzese di Desmond di LOST, io l’ho fatto scrivendolo).
  • Per sfruttarne l’abilità. Della carta rivelata ignoreremo il colore e i punti, attivandone però l’abilità scritta sul lato inferiore. Una volta utilizzata la carta deve venire offerta al rivale colpito dalla carta stessa o, in caso sia stata giocata per un vantaggio personale, a tutti gli altri giocatori, a partire da quello alla nostra sinistra. Chi dovesse scegliere di prenderla dovrà porla dinnanzi a sé coperta sul mazzo della vita futura, la potrà usare nella sua prossima reincarnazione. In caso nessuno la reclami, la carta viene mandata in rovina (scartata).
    Anche qui si parla di Karma, perché quel che semini raccogli: ogni azione che viene compiuta in questo modo potrebbe ritorcercisi contro in futuro.

Se all’inizio del proprio turno un giocatore non ha carte in mano né nel mazzo, il giocatore muore, è quindi il momento di fare il bilancio delle azioni compiute nella propria esistenza, ovvero valutare le carte giocate davanti a sé.

Determinato il colore con più carte, se ne sommano i punti e si verifica se sono sufficienti a passare al gradino successivo della Scala Karmica, nel qual caso si reincarnerà nella creatura successiva (salendo la scala), altrimenti otterrà un Anello Karmico, sarà possibile usare questo anello nelle prossime reincarnazioni per ottenere un bonus di +1 al valore totale delle carte.

“Mandate in rovina” le carte scoperte davanti a noi, è tempo di prendere in mano quelle coperte (“Vita Futura”). Se il numero di queste carte è inferiore a sei si pescheranno dal Pozzo tante carte fino ad arrivare a questo numero, ponendole coperte davanti a noi nel mazzo personale e saremo pronti a iniziare una nuova vita, attenzione però: la reincarnazione impiega un intero turno, non potremo quindi giocare carte.

Vince chi riesce a trascendere per primo (quarto gradino della Scala Karmica).

Karmaka banner

Il bilancio.

Di questo gioco mi è piaciuta l’idea di poter preparare la propria “Vita Futura”, determinando quindi (almeno in parte) le carte che potremo giocare successivamente, con una particolare attenzione al colore. Se nella vita attuale, ad esempio, cerco di fare punti con le carte verdi metterò da parte per il futuro quelle blu e sfrutterò le abilità di quelle rosse per rallentare gli altri, nella prossima mi concentrerò sui punti delle blu e via dicendo.

Karmaka è notevole anche dal punto di vista della grafica, benché il print and play sia (giustamente) a colori solo a metà, si nota una notevole attenzione per l’occhio del giocatore, cosa che non guasta mai.

Un gioco le cui regole si spiegano in pochi minuti, ma non banale. La durata dichiarata è di 30-60 minuti, ma con un minimo di pratica credo si possa rimanere ampiamente sotto l’ora di gioco.

Io ho usato dei bottoni come segnalini, quelli ufficiali invece sono dei meeple a forma di monaco buddista, molto carina l’idea, io però non avrei scelto il nero tra i colori ma forse il bianco, che mi sembra risaltare di più sulla Scala Karmika, anche se magari il problema si pone solo con il print and play.

A chi è adatto.

Direi che questo gioco è adatto un po’ a chiunque, dal giocatore occasionale a quello più esperto. Particolarmente indicato per chi ama i giochi con una certa interazione tra i giocatori, l’unico limite è la lingua: se non conoscete l’inglese, Karmaka non fa per voi, ed è un peccato, sulla pagina del progetto si parla comunque di supporto multilingua, tra cui l’italiano.

Il vil denaro.

A 10 giorni dalla chiusura della campagna su Kickstarter, Karmaka ha raccolto circa 6 volte il denaro richiesto. Se volete portarvi a casa una copia del gioco potete farlo con 35€ ($39), che non sono pochi, ma contate che 14,5€ se ne vanno per il trasporto, di per sé il prezzo del gioco è appropriato.

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