Editori e localizzatori di giochi da tavolo

Oggi ospito l’amico Milo Terzo e una sua riflessione sull’audacia, l’essere editori e il localizzare giochi. Un pensiero da giocatore per giocatori.

Audentes fortuna iuvat, “Il destino favorisce chi osa”, è una celebre locuzione latina di Virgilio. E nello specifico si tratta dell’esortazione ad attaccare Enea, rivolta da Turno ai suoi guerrieri.

Who dares, wins, “Chi osa vince”, altro non è che la versione anglofona di questo motto, adottato in epoca moderna dai S.A.S. (Special Air Service), uno dei corpi speciali di sua Maestà Britannica più famosi e temuti al mondo.

Già. Osare, rischiare… giocarsela fino infondo. Il rischio fa parte del gioco. Qualsiasi sia l’ambito umano, ne comporta una dose fisiologica, di rischio, elevata o modesta che sia.

Ma persino quando il rischio è ben calcolato, bisogna mettere in conto gli imprevisti del caso. Perché per quanto si osi o ci si comporti da persone audaci, il destino ha già messo in conto che un certo numero di noi fallirà.

È la statistica, bellezza, ma anche una quantità infinita di variabili solo parzialmente controllabili – se non addirittura assolutamente fuori controllo – che popolano l’esistente umano e che si esprimono per lo più sotto forma di errori ed imprevisti. Tutto è estremamente relativo. Situazionale.

Variabili che incrociano di continuo le nostre vite, modificando ogni volta, tanto o poco che sia, le traiettorie delle nostre esistenze.

Siamo come foglie al vento, avrebbe detto il poeta. E per la miseria se aveva ragione!

Cesare sul Rubicone
Un giocatore di “american” ante litteram, Cesare e i dadi tratti.

Ovviamente, neppure il mondo del gioco da tavolo può sottrarsi a questa regola di vita.

Parlando infatti di un’azienda di giochi da tavolo, ciò che è realmente definibile in partenza è la percentuale di rischio che si vuole e che può assumere, nel momento in cui decide di muoversi sul mercato ludico.

Ed arrivati a questo punto, stringiamo ancor di più il campo della nostra analisi a due specifiche operazioni commerciali attuate quasi quotidianamente da un qualsiasi marchio che si occupa di giochi da tavolo: localizzare ed editare.

Queste due parole, a loro volta, definiscono due ruoli ben precisi. Quello del localizzatore e quello dell’editore.

Spesso le aziende possono ricoprire entrambi i ruoli. Ma anche così, localizzare piuttosto che editare un gioco da tavolo, restano due azioni ben distinte tra loro. Vediamo perché.

Localizzare un gioco da tavolo significa in buona sostanza puntare sulle fortune di un titolo dal successo già certificato negli altri paesi dove è stato precedentemente distribuito.

Ed è palese che chi ha più liquidità parte avvantaggiato nella capacità di aggiudicarsi i diritti di localizzazione dei titoli più appetibili sul mercato. Perché di fatto, piaccia o meno, questo è quello che spesso distingue maggiormente una grande azienda da una più piccola: i soldi disponibili da investire nella propria attività.

L’unica vera incombenza nella localizzazione di un titolo è curare in maniera ottimale la traduzione dell’edizione nella propria lingua. Dettaglio non da poco. Anzi.

Di fatto però, si condivide un prodotto finito, che è già stato creato e testato da altri.

La sicurezza supera l’incertezza. La percentuale di rischio è decisamente bassa.

VudùEditare un gioco da tavolo invece significa crearlo da zero, sperando – ma senza averne la certezza – di aver realizzato un buon prodotto, che forse potrà essere un successo.

E sì, lo sforzo creativo e produttivo è sicuramente maggiore rispetto alla semplice traduzione da un’edizione ad un’altra.

Nel creare da zero un prodotto le “incombenze” sono molteplici, per essere a dir poco eufemistici.

Ed anche se nessuno lo vorrebbe, si deve necessariamente mettere in conto la possibilità di commettere degli errori perché si tratta di una prima volta assoluta. Errori che si vanno a sommare ai famosi imprevisti del caso (quasi sempre indipendenti dalla nostra volontà) dei quali si parlava all’inizio di quest’articolo.

“Solo chi non osa non sbaglia”, era solito dire Henry Ford.

L’incertezza supera la sicurezza. La percentuale di rischio è decisamente alta.

Quindi, per riassumere, la parola chiave quando localizzi un prodotto è (relativa) sicurezza, mentre quando lo editi è (assoluta) incertezza.

Sicurezza ed incertezza. E il discrimine sta tutto nella misura del rischio assunto, basso o alto. Quanto sei disposto a rischiare veramente.

Non sempre si tiene nel dovuto conto questa differenza. Anzi, probabilmente quasi mai. E forse la verità è che molti semplicemente neppure la conoscono.

Ed ecco così spiegato incidentalmente il motivo reale di questo mio pezzo.

Insomma, la grandezza (e la relativa liquidità) di un’azienda, la sua capacità di penetrare il mercato nei modi più vari (dalla pubblicità alla capillarità della distribuzione) e le operazioni effettuate a diversi livelli di rischio (localizzare e/o editare un prodotto), sono solamente una parte dei parametri di cui bisognerebbe tenere sempre debitamente conto prima di esprimere un giudizio che possa dirsi, a mio modesto parere, davvero ponderato.

Sono parametri sostanziali che aiutano a farsi un’idea della volontà e/o capacità di osare da parte di un’azienda.

E dai quali far derivare le valutazioni e le critiche (anche le più legittime e severe) a questo o a quel prodotto ludico.

Perché, concludendo, quello che poi alla fine voglio sottolineare è che vincere osando poco è una cosa; ma vincere osando molto – e commettendo pure alcuni errori nel provarci – beh… è tutta un’altra questione.

Rispondi