L’intervista: Luca Feliciani e la mostra di Mythomakya

Come saprete ho provato Mythomakya e mi è piaciuto. Avendo scoperto che c’è una mostra dedicata a questo gioco a Torino Comics (15-17 aprile 2016) ho fatto quattro chiacchiere con Luca Feliciani, autore del gioco.

Abbiamo già ospitato Luca su Geek.pizza in passato, all’epoca era stato molto molto abbottonato, non ci aveva rivelato quasi nulla del gioco che stava per uscire, vediamo cosa ci racconta questa volta.

Bentornato!

Ciao, grazie a voi per avermi contattato!

Non capita tutti i giorni di vedere una mostra su un gioco da tavolo, potremo farlo questa settimana a Torino Comics, intanto dacci delle coordinate.

Certo, per tutto il Torino comics (15-17 aprile), sarà esposta una mostra su Mythomakya. Questo vuol dire che, oltre ai classici tavoli dimostrativi dove giocare, potrete visitare uno spazio dedicato grazie al quale scoprire come è nato e si è sviluppato il gioco fino al lancio di Lucca, a novembre 2015.

Torino Comics 2016

Cosa potremo vedere in questo spazio?

Diverse cose: Per esempio vedrete come sono state sviluppate le illustrazioni, come è stato scelto il nome e il logo, quando e come è nata l’idea del gioco e qual era l’idea iniziale del progetto. Non vorrei anticipare troppo, ma nella mostra si racconta anche come si è arrivato a scegliere Mirka Andolfo come illustratrice!

So che ci sono state delle selezioni, ma potremo discuterne anche con lei? Ho una copia del gioco da fare autografare a tutt’e due…

Sì, Mirka sarà presente anche per il suo editore di fumetti. Quindi puoi farti autografare da lei la scatola e farti fare uno sketch sulla copertina!

Tornando alla mostra, come è nata questa idea e perché?

Come spesso accade, quasi per caso! Ero al Jolly Joker caffè (un game bar di Torino) e si parlava della storia di Mythomakya, la quale, seppur breve, è abbastanza poco lineare. Per caso era presente uno degli organizzatori della fiera e… venerdì inizia!

Il perché ci siamo impegnati in questa cosa non banalissima è più difficile da spiegare.

Diciamo che è un periodo in cui il settore del gioco da tavolo sta acquisendo una certa importanza: Play a Modena, per esempio, ha fatto notizia su diversi canali informativi (anche in TV!) e sempre più gente si sta approcciando a questo settore che per anni era dato per morto. Sento però che a volte c’è una specie di pregiudizio sui prodotti che escono perché “sono solo giochi da tavolo”.

Ecco, nella mostra io racconto come, anche per un “prodotto” semplice come Mythomakya, ci sia un lavoro dietro abbastanza importante e impegnativo. Ci sono idee, c’è professionalità e c’è tanta passione. Figuriamoci per tutti gli altri giochi!

Inoltre, credo sia importante sottolineare che la fiera di Torino è sempre stata sbilanciata sul fumetto e questa scelta dimostra come ci sia la volontà di puntare anche sui boardgame.

Mythomakya banner

Senz’altro il tuo è un gioco adatto a far avvicinare chi arriva dal mondo dei fumetti, per due motivi: è decisamente giocabile da chi muove i primi passi in questo mondo e per il nome di Mirka Andolfo, correggimi se sbaglio…

Certo, come spesso viene detto, è un gioco che, al livello di meccaniche, rischia di essere “poco” per un hard gamer. Quello che viene sottolineato meno è che funziona benissimo con chi si approccia per la prima volta a questa passione, meglio ancora se proveniente dal mondo del fumetto, come dicevi! Quindi, unendo le due cose, gli hard gamer, possono usare Mythomakya per introdurre i loro amici a questa passione!

Ci puoi anticipare altro?

Stiamo preparando qualche sorpresa, per esempio sarà in vendita uno sketchbook pieno di bozzetti, disegni, lavorazioni di Mirka e qualche sorpresa! Inoltre, se date un’occhiata alla nostra pagina Facebook, vedrete che abbiamo pubblicato una pagina di fumetto… se volete vedere come va a finire veniteci a trovare!!!

Prima di chiudere ho due domande, la prima: come sai ho apprezzato i dettagli delle illustrazioni (omaggio ai Cavalieri dello Zodiaco in primis), sono tutti dovuti a Mirka o c’è stato un lavoro di squadra?

Beh, non posso negare che abbiamo lavorato molto in squadra; di sicuro però è innegabile il suo talento nell’integrare idee (spesso strampalate!) a disegni esteticamente belli e coerenti!

Chiudiamo con la domanda di rito, modificata per l’occasione. Se Mythomakya fosse una pizza, che pizza sarebbe?

Mmmmmm…. una pizza margherita fatta da un artigiano; semplice, genuina e per tutti!

Grazie mille, ci vediamo a Torino!

Ciao!

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