Lo spacciagiochi: Parsec su Kickstarter

Se vai a Play e hai tutto il giorno una fretta del diavolo, un gioco per attrarre la tua attenzione deve avere quel “quid”. Io non so se Parsec ce l’ha ma sicuramente mi ha fatto rallentare spesso nel mio peregrinare modenese.

Non c’è niente da fare. Davvero! puoi anche cominciare a prepararti 3, o 4, o 5 mesi prima di una manifestazione come PLAY, ma stai certo che ci sarà sempre, SEMPRE qualcosa che non ti aspettavi e che ti incuriosirà. E meno male! In realtà, credo che sia proprio questo che crea la spinta ad andare ad una convention di giochi da tavolo. Voglio dire… se arrivassi al corrente già di tutto… dove sarebbe il bello?

Insomma, tutto questo per dire che a Modena, quest’anno, sono stato preso dalla curiosità per un paio di giochi dei quali ero all’oscuro, ma per via dell’agenda fin troppo fitta che avevo organizzato, non ho potuto approfondire debitamente la loro conoscenza; ma è qui che interviene il buon Dottore, che dopo avermi chiesto che ne pensavo di “Parsec” si è cuccato un mio vago: “Boh! l’ho intravisto su Kickstarter, e adocchiato a Modena, ma a parte aver seguito un paio di mani e averci sbavato sopra, non so granché!”. Ora può darsi che Francesco (ancora) non fosse conscio del fatto che per me sbavare è un riflesso incondizionato quando vedo ambientazioni sci-fi e navicelle a prescindere dalla qualità del gioco, ma sta di fatto che questa mia reazione gli è bastata per prender contatto con il nostro (nuovo) amico e socio dell’autore del gioco Ranieri (sua la parte commerciale e grafica del progetto), che a sua volta si è prodigato per chiarirci un po’ di cosa stiamo parlando, ma soprattutto dipanare qualche scelta curiosa fatta in sede di campagna Kickstarter.

Parsec carte eventoEbbene cari i miei avventurieri spaziali Parsec, di Giangiacomo Borghese (che ha curato anche parte della grafica) è proprio ciò che sembra: un bel 4X (per chi non lo sapesse significa eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate – esplora espandi sfrutta stermina) ad ambientazione fantascientifica, quindi con tutto ciò che ci aspetteremmo da un titolo del genere con però al suo arco un paio di frecce molto interessanti come elementi di deckbuilding e la modularità, e non solo nel tabellone. Il gioco stesso è infatti venduto, o per meglio dire è finanziabile, in 3 moduli, ognuno di essi consente a 2 giocatori di sedersi al tavolo potendo quindi variare il numero di giocatori da 2 a 6 a seconda di quanti se ne acquistano. Ogni modulo inoltre aggiunge una sezione di mappa, nuove fazioni (ce ne sono ben 12, tutte caratterizzate) e nuove carte evento.

La suddivisione in tre moduli, che lo ammetto, mi ha lasciato perplesso  alla prima lettura della campagna Kickstarter, ha quindi due motivazioni principali; la prima adattare il costo del gioco in base al numero di giocatori di nostro interesse, il secondo quello di poter rilasciare un solido, e raro, gioco 4x per 2 giocatori. Ad ogni modo inutile dire che il tabellone apparecchiato con tutti i componenti per 6 giocatori sa di epico, ma non è solo questo che mi ha attratto a Modena, c’entra anche lo stile grafico che ricorda da vicino quello dei videogiochi del genere e che tradisce il background professionale dell’editore, coinvolto appunto, nello sviluppo di videogames su diverse piattaforme.

La modularità inoltre consente di affrontare sempre partite diverse a seconda di come si combinano mappa e fazioni in gioco. Già da questa prima parte si è capito quale sia un punto cardine del gioco ovvero la variabilità; ma ce n’è un altro ed è più radicato nel gameplay: l’uso delle carte Evento. Sono suddivise in 4 categorie – naturali, strategiche, bonus e permanenti – a loro volta suddivise per rarità: comuni, non comuni, rare e uniche. Ogni giocatore andrà a costruire il proprio deck acquistandole o rubandole, ma ciò che conta è che è vitale costruire il mazzo con criterio poiché gli effetti sono i più disparati: teletrasporto di merci, apertura di un buco nero, tecnologie militari, di navigazione, spionaggio, unità extra di ogni tipo, eventi naturali, diplomazia e molto altro ancora. Come ogni buon gioco 4x ovviamente è possibile costruire alleanze, e scambiare risorse, ma per i tipi più pratici si può reperire i beni dei quali si ha bisogno con la cara e vecchia guerra: eliminare una unità avversaria infatti consente di guadagnare l’intero suo valore in risorse.

Parsec tabellone

Insomma non vedo l’ora di provare Parsec, da quel che ho letto finora ho la sensazione che sia un tentativo ben riuscito di prendere le dinamiche più solide e rodate dei titoli 4x, e svecchiarle con meccaniche più moderne, un mix che potrebbe essere davvero efficace!

Una cosa che mi ha colpito particolarmente è che i ragazzi di Parsec sembrano davvero convinti della solidità del gioco a 2, aspetto che in un 4x generalmente, anche per sua natura a volte, difficilmente risulta ben sviluppato. Non posso che fidarmi sulla parola per il momento e sul fatto che il gioco è in testing da ben un anno e mezzo, quindi i feedback in questo senso devono essere stati ben precisi!

Vi lascio i link alla campagna su Kickstarter e al sito del gioco, fatene buon uso!

Bene per ora è tutto e ci risentiamo in sede di recensione, ciao!

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