Lo spacciagiochi: Hall of Fame

Mi sembrava il gioco più interessante che Cosplayou ha portato a Play, oggi parliamo di Hall of Fame, con la solita combo Geek.pizza\GDT Live.

Partiamo col mettere le mani avanti, Cosplayou si rivolte principalmente a un pubblico che non conosce la distinzione tra “german” e “american”, si tratta di persone con una limitata dimestichezza col gioco da tavolo. Dico questo per sottolineare che anche un gioco che sicuramente non rivoluzionerà il panorama ludico mondiale, può risultare un’ottima forma di intrattenimento per alcuni.

Se non vi va di leggere tutto, vi ricordo che in fondo trovate il video con la recensione.

Hall of Fame è un titolo per 2-8 giocatori, ma anche da 3-6, perché le 80 carte che troverete nella scatola consentono ben tre modalità di gioco.

Tre i nomi sulla scatola: Martino Chiacchiera, Hjalmar Hach, Pierluca Zizzi, a cui si aggiunge quello del disegnatore: Massimo Fratini.

L’ultimo gioco co-creato da Pierluca che ho provato non solo mi è piaciuto, ma mi ha pure fatto conoscere una persona molto simpatica, per cui ero molto ben disposto. Se siete curiosi… è un prototipo che spero veda presto la luce, ne avevo accennato tempo fa.

Ma torniamo ad Hall of Fame.

Le 80 carte raffigurano altrettanti personaggi piuttosto famosi, sia reali, sia di fantasia. Forse alcuni di voi classificheranno Sherlock Holmes come fittizio, ma “I believe in Sherlock, Moriarty was real”.

Modalità 1: identikit

Il testimone, potete sceglierlo a caso, pesca una carta, la osserva segretamente, ne pesca altre 11, le mescola e le pone scoperte sul tavolo.

A ogni turno dovrà scegliere una delle sei carte dalla propria mano (gioca una, pesca una). La posizionerà sul tavolo in verticale o in orizzontale, a seconda che questa abbia qualcosa in comune con la carta che vuole fare indovinare agli altri partecipanti o meno.

Giocare Babbo Natale in verticale potrebbe voler dire che il personaggio che il testimone vuole fare indovinare è Marx (per via della barba) o Robin Hood (personaggio che dona ai poveri) e così via. Giocarlo in verticale potrebbe portare, invece, a eliminare dagli indiziati quegli stessi personaggi.

A ogni turno verranno rimosse delle carte dal tavolo: una nel primo turno, due nel secondo, tre nel terzo, quattro nel quarto. Il quinto turno è l’ultimo, rimangono solo due carte sul tavolo, ma solo una porterà la squadra a vincere.

Hall of Fame carte

Modalità 2: Tutti quelli che

L’obiettivo è portare a casa più carte possibili. A ogni turno si incassano le carte vinte nel precedente e se ne scoprono sul tavolo una meno di quelle appena incassate. A questo punto il giocatore dichiarerà: “Tutti quelli che…”, completando la frase in modo tale da poter vincere quante più carte possibili tra quelle sul tavolo. Beh, non esattamente: chi troppo vuole, nulla stringe. Se la frase consentirebbe di far proprie più di cinque carte, il giocatore è obbligato a lasciarle tutte sul tavolo. Una volta terminato il mazzo, vince chi ha incassato più carte.

Modalità 3: Hall of Fame

E qui arriviamo al titolo del gioco. Questa modalità è più caciarona delle precedenti, si tratta di un meccanismo che ben conosciamo, soprattutto per via di Dixit. Ogni giocatore ha una mano di cinque carte e tutti, a turno, ricopriranno il ruolo del giudice. Il giudice gioca una delle carte che ha in mano con una richiesta legata al personaggio stesso: “La miglior compagnia per Vincent Van Gogh”, ad esempio. Tutti i giocatori sceglieranno una carta segretamente, il giudice le mescolerà e le metterà in ordine secondo il proprio gusto (senza sapere a chi appartengono) e assegnando punti di conseguenza.

Le conclusioni

Insomma, potrà non fare scalpore come gioco, ma è proprio la scatoletta che si può portare in giro ovunque e giocare a una delle tre modalità anche su un asciugamano sulla spiaggia sotto l’ombrellone o su un prato accanto al cestino da picnic.

L’unica pecca che devo segnalare è il carattere che è stato scelto per scrivere i nomi dei personaggi. È di difficile lettura e spero che in una eventuale ristampa venga cambiato in favore di qualcosa di più immediato. È vero che spesso e volentieri il disegno non richiede la lettura del nome del personaggio, che è riconoscibile a colpo d’occhio, ma credo sarebbe un miglioramento alle carte.

Ah, sono carte oversize, niente bustine. Da maniaco dell’imbustamento ci sono rimasto un po’ male, ma ne comprendo le ragioni. Come dicevo all’inizio, il pubblico a cui punta Cosplayou non è quello di giocatori (imbustatori) incalliti e la tipologia di gioco richiedeva carte un po’ più grandi delle classiche 65×100 (come quelle di 7 Wonders, per capirsi), la scelta che è stata fatta è piuttosto logica.

Se state scegliendo cosa portarvi in vacanza io un pensierino ce lo farei, ha un volume molto contenuto e un prezzo ancora più contenuto! Lo trovate, come sempre, da Magic Merchant.

Come d’abitudine, vi lascio con la recensione di GDT Live

Rispondi