L’intervista: Andrea Chiarvesio, Hyperborea Light and Shadow e altre cose

Quanto è stata annunciata l’espansione di Hyperborea ho colto l’occasione per fare una delle interviste che volevo fare da mesi e ho interpellato Andrea Chiarvesio, col quale abbiamo parlato di serie TV, libri e anche giochi.

Ciao Andrea, benvenuto su Geek.pizza. Come a tutti, anche a te tocca presentarti in due righe!

Gamer e game designer, amo le cose belle e buone della vita (giochi, cibi, vini, ecc…), sono cintura nera in serial televisivi, dispensatore di pessimi consigli e di buoni esempi, qualche volta viceversa.

Cintura nera? Allora voglio metterti in difficoltà: le tre serie attualmente in onda preferite e le tre concluse. A proposito, le guardi in inglese o in italiano?

Considererò “attualmente in onda” come “non ancora concluse”: un po’ scontato ma non posso non inserire Sherlock. E ci aggiungo Black Mirror, tanto per far pesare il mio gusto “british”. Devo metterci una serie americana, a questo punto, e la scelta va d’obbligo su Game of Thrones, anche se ho più di una riserva sull’ultima stagione l’impatto globale della serie non posso trascurarlo.
Concluse dovrei citartene minimo una dozzina. Facciamo the West Wing, Fringe e la prima stagione di True Detective (se fa media anche la seconda, deludente, stagione allora dico Twin Peaks).
L’ultima domanda non meriterebbe nemmeno una risposta! Diciamo che per quanto bravi siano adattatori e doppiatori italiani, la lingua originale è davvero un’altra cosa (mi sono spinto fino a vedere un paio di serie danesi con i sottotitoli, per dare l’idea).

Quando portiamo avanti il gioco sulle serie TV a cui stavamo pensando a Modena due anni fa?

Movie Trailer edizione serie TV intendi? Eh, non è facile. Alla fine i giochi “sulle serie tv” rischiano di diventare dei trivia… devo dire che il GDR “Avventure in prima serata” fa un buon lavoro di simulazione delle serie TV in generale. Se a uno dei due viene una buona idea… dispostissimo a lavorarci su!

Andrea Chiarvesio DrizzitAbbiamo letto il tuo nome sulla scatola di diversi giochi, da Kingsburg a Signorie, passando per Richard I e Drizzit fino ad arrivare a Hyperborea, di cui parliamo tra poco. Intanto una domanda difficile: a quale sei più affezionato? Scegline uno solo!

È davvero difficile scegliere. Se proprio devo, pistola alla tempia, scegliere un solo gioco, allora per forza di cose scelgo Kingsburg… diciamo che tra i miei giochi è quello le cui ragioni della nascita sono più personali.

Il tuo nome è legato a quello di Drizzit, il tuo nick su BGG è Tanis… ci vuoi dire qualcosa sulle tue letture preferite, per caso?

Leggo fantasy da sempre, non ci voleva molto ad immaginarlo, in effetti. Oggi un po’ meno spesso che in passato, perché escono sempre meno saghe originali e ben scritte.
La passione per le Dragonlance, lette da ragazzo, non è difficile da indovinare. Ho apprezzato come molti i libri di Martin, specialmente i primi, trovo interessante Heitz, Hobb è leggibile, Tolkien merita il rispetto dovuto a chi ha inventato un intero sotto-genere letterario ma ovviamente è un po’ datato. Forse il mio scrittore di fantasy preferito, alla fine è Turtledove, per quanto si cimenti più con storie di ucronie che con la fantasy classica (ma il ciclo della Legione Perduta rimane una delle saghe migliori che ho letto).

Poi nel 2015 arriva District, cosa combini con quei matti torinesi?

Intanto, sono un “matto torinese” anche io!  Ci siamo conosciuti grazie a Richard I, la District Games era alla ricerca di un gioco da pubblicare, io avevo un prototipo nel cassetto e insieme abbiamo fatto quello che ritengo un lavoro molto buono. Da cosa nasce cosa e io e lo staff di District Games ci siamo messi a parlare di altri progetti che avremmo potuto realizzare insieme.
Ci siamo accorti che per molti versi la mia esperienza nel settore (purtroppo i capelli ingrigiti lo dimostrano) era complementare alle loro energie, al loro talento e grande entusiasmo e quindi abbiamo deciso di ritagliare un posto ufficiale per il sottoscritto all’interno di District Games, principalmente (ma non solo) per lo sviluppo di nuovi giochi e di quelli esistenti. Tra non molto potrebbero esserci novità importanti a proposito, ma è ancora presto per parlarne.

Warage sbarca all’estero con una campagna su Kickstarter finanziata in 24 ore, prima di tutto complimenti, ma in secondo luogo… dove vi porta questa campagna?

Dopo essersi fatto notare in Italia e aver conquistato gli apprezzamenti e il cuore di un buon numero di giocatori, era il momento di dare al gioco la dimensione internazionale che secondo noi merita. E non solo secondo noi: giocatori internazionali, tra cui molti professionisti di Magic e di altri importanti giochi collezionabili e non, ci hanno rilasciato pareri davvero lusinghieri ed entusiasti sul gioco, quindi in District Games confidiamo che questa campagna… ci porti lontano!

A proposito, siete ancora in tempo a partecipare!

Arriviamo a Hyperborea. Ci parli un po’ di come è nato questo gioco, che hai progettato assieme a Pierluca Zizzi (l’uomo col dono dell’ubiquità, lo troviamo ovunque!) e come si è arrivati a vederlo sugli scaffali con i loghini di Asterion e Yemaia?

Il gioco, o almeno il concept dello stesso, è nato da una conversazione in auto tra me e Pierluca (come del resto era in precedenza nato Arcanum). Il percorso di sviluppo è stato un po’ accidentato ed a un certo punto c’era bisogno di un team di sviluppo (io non potevo occuparmene a tempo pieno). Avendo Pierluca già collaborato con Yemaia per lo sviluppo di Al Rashid, abbiamo segnalato ad Asterion che a nostro parere Yemaia avrebbe potuto fare un buon lavoro di sviluppo anche su Hyperborea. Alla fine il gioco è una coedizione, perché Asterion e Yemaia si sono accordati in tal senso (naturalmente io e Pierluca siamo stati d’accordo e ben felici della cosa, trattandosi di due editori che stimiamo e con cui ci è piaciuto lavorare!).

A un certo punto si è deciso di cambiare una regola, che probabilmente poteva innescare delle combo micidiali. Ti era mai capitato di cambiare il regolamento di un gioco già pubblicato?

Tecnicamente, più che cambiarla abbiamo eliminato una regola, comunque no, non mi era mai successo (ma mi era successo di dover cambiare una regola una settimana prima di andare in stampa, quello sì).
Quella regola (o meglio quello specifico paragrafo di quella regola) era stata introdotta e pensata per agevolare i giocatori nelle loro prime partite ad Hyperborea, e rendere eventuali errori nel piazzamento dei cubetti meno frustranti e meno pesanti sull’esito finale.
Purtroppo, solo dopo la pubblicazione abbiamo realizzato che grazie a quella regola (applicandola alla lettera ma rovesciandone lo spirito) si poteva dare vita a una strategia “estrema” tale da dare un certo vantaggio al giocatore che la applicasse. Soprattutto, questa strategia stravolgeva il gioco come era stato pensato.
Probabilmente il 99% dei giocatori non avrebbe mai scoperto o applicato questa strategia estrema (ma, grazie ad internet, ne sarebbe bastato uno per spargere la voce), in ogni caso gli editori hanno deciso di rimuovere la regola (personalmente, avrei preferito renderla “opzionale”, perché nelle partite introduttive o comunque tra giocatori non estremamente competitivi la regola così come era stata pensata continuava ad avere un senso).
Non era certo la regola in sé ad essere “sbagliata”, quando il suo possibile abuso… pensate alle rotelle laterali delle biciclette pensate per aiutare i bambini che stanno imparando a pedalare… non sono sbagliate “in sé”, ma sbagliato sarebbe permetterne l’uso al Tour de France, qualora si scoprisse che possano aiutare i ciclisti professionisti.

Qual è la tua popolazione preferita? Non dirmi che non ne hai una!

I verdi. Mi piace muovermi velocemente sulla mappa ed esplorare le rovine. E poi Tanis Mezzelfo è un arciere, no?

Hyperborea Light and ShadowA proposito, torniamo un attimo alla letteratura fantasy? Hai mai pensato a un libro ambientato in questo mondo fantastico?

Certo che sì! Ne ho effettivamente anche già scritti un paio di capitoli. La fortuna di avere un buon amico che fa lo scrittore di mestiere mi ha aiutato a capire che… forse scrivere libri non è il mio mestiere! Credo si noti dall’abuso di parentesi tonde quando scrivo… Ci riproverò, magari, quando sarò in pensione (ammesso di arrivarci!). Per il momento, mi limito ai regolamenti, è meglio!

Arriviamo al clou, qualche giorno fa è stata rivelata l’immagine che ha fatto venire l’acquolina in bocca: la prima espansione di Hyperborea si chiamerà Light and Shadow. Luce e Ombra. Andrea Dado non ha rivelato niente, non ha detto nemmeno una parola sui cubetti neri e bianchi, anzi, non so nemmeno che ci sono.

I cubetti bianchi e neri danno varietà e flessibilità ai giocatori: quelli neri sono dei jolly, mentre i bianchi, nonostante possano essere posizionati solo su spazi multicolore e quindi siano più “deboli” degli altri cubetti, permettono di pescare immediatamente un cubetto extra dal proprio sacchetto, velocizzando il reset, che, come ogni buon giocatore di Hyperborea sa, è sempre una cosa positiva.

Sono talmente forti che, per bilanciare, non danno punti a fine partita e sono disponibili in quantità limitate.

L’espansione non si limita a questo… una meccanica totalmente nuova vi permetterà di avere truppe d’elite, di allargare la mappa o di sconvolgerla, e le pedine dei “ghost” diventeranno decisamente più attive. Ma non fatemi rivelare troppo, è ancora presto!

Una cosa però posso anticiparla: l’espansione avrà sulla scatola come autore non solo il mio nome e quello di Pierluca ma anche quello del bravissimo Maurizio Vergendo (capo sviluppatore di Hyperborea, Al Rashid e Dojo Kun), in quanto una parte delle meccaniche dell’espansione le dobbiamo al suo contributo!

Light and Shadow uscirà per Essen / Lucca, giusto? Sto già pensando alle dimensioni della scatola e a come incastrarla sui miei scaffali…

Altra domanda per l’editore, questa! Sì penso che per Essen / Lucca l’espansione ci sarà. Quanto alle dimensioni, credo – ma non lo so per certo – che sarà una scatola piccolina, tipo le espansioni di 7 Wonders o di Dixit, per capirci. E tutto il materiale che contiene dovrebbe tranquillamente essere ospitabile nella scatola del gioco base, quindi lo spazio extra sullo scaffale potrà ospitare altro!

Andrea Chiarvesio e la musaNel fine settimana sei stato al Castello per l’appuntamento ludico di Red Glove. I nostri amici di GDT Live sono “media partner” della manifestazione ed erano rimasti molto contenti di provare il tuo prototipo a Modena. Ci anticipi qualche novità sul gioco?

Stiamo lavorando ai materiali, il tappeto di gioco, i villaggi e le “fiches” sono importantissime per il gameplay. Stiamo anche discutendo sul nome (non può certo chiamarsi “Skikkering” … o sì? Lettori, che ne pensate?), ci sono alcune ipotesi, la più gettonata al momento è Stonewars… lo sviluppo di regole e truppe è completato, anche se alle quattro razze che erano disponibili da provare a Modena se ne sono nel frattempo aggiunte altre due (ma editorialmente credo che nella prima uscita ci saranno solo le quattro già viste).
Sono molto curioso e ansioso di vedere qualcosa della grafica ma… ci si sta iniziando a lavorare solo adesso!

Il gameplay lo vedete nel video… non è un “semplice” gioco di dexterity, ma la selezione delle truppe e un uso intelligente delle stesse fa la differenza. Alcune truppe ed eserciti sono state proprio “pensate” per ovviare al fatto che un giocatore non sia bravissimo a schiccherare… certo, se eravate piccoli campioni di biglie o Subbuteo partirete avvantaggiati, è innegabile!

Oltre a Skikkering \ Stonewars a cosa stai lavorando?

Un gioco (titolo di lavoro “Mangaka”) ispirato al fumetto Bakuman, dove il sogno dei giocatori è quello di diventare affermati autori di fumetti manga… il gioco è integrato con una app per cellulare che simula le reazioni del pubblico dei lettori. Il tema mi appassiona ed è originale, e l’implementazione al momento sta venendo bene… non è facile calibrare il livello di complessità (vorrei rimanesse giocabile anche dai giocatori occasionali, e nello stesso tempo vorrei provare ad inserire tante caratteristiche specifiche dell’affascinante mondo dei creatori di manga – che in fondo ha alcuni aspetti in comune con quello degli autori di giochi!).

Oltre a questo, svariati giochi su commissione di cui purtroppo temo di non essere autorizzato a dire nulla, il progetto/i per District Games a cui accennavo sopra e… ho un paio di gestionali nel cassetto ma non ho il tempo per svilupparli (no, non ho intenzione di diminuire le serie tv da guardare)! Dovrei aprire una pagina Patreon, smettere di lavorare per pagarmi le bollette e farmi finanziare dai giocatori l’attività di designer a tempo pieno… che ne pensate? 😀

Beh, pensiamoci! Potresti avere delle sorprese!

Hai sconfitto lo spettro che infestava le rovine di questa regione dai confini stranamente regolari. Hexagonum la chiamavano gli antichi.
Un mercante ti ringrazia calorosamente, ora non sarà più costretto a una lunga deviazione per portare le sue merci alla vicina città. Come ricompensa ti offre di usare per te un anello magico in grado di far comparire una pizza. Che pizza scegli?

Se l’anello è monouso allora qualcosa di sfizioso come una pizza fontina e speck. Se invece ha più cariche, meglio una margherita così da poter personalizzare di volta in volta… anche con i gusti delle pizze, così come con i giochi, mi piace cambiare e sperimentare invece che rimanere fossilizzato sempre nello stesso genere!

Grazie mille per essere stato con noi, torna a trovarci quando ti pare!

E’ stato un piacere, torno quando mi volete!

1 commento su “L’intervista: Andrea Chiarvesio, Hyperborea Light and Shadow e altre cose

  1. NoooOoooOoOoOOO! Bakuman! Uno dei miei fumetti preferiti! Non riesco neppure ad immaginarmi un gioco su un tema del genere! Già è difficile pensare che possano aver fatto un MANGA del genere!

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