Lo spacciagiochi: Vampire Hunters su Kickstarter

I Dungeon Crawler stanno vivendo una seconda giovinezza, ma se come me avevate paura che il genere fosse un po’ stantio, sappiate che oltre un cancello oscuro, qualcuno sta lavorando per voi. Oggi vi parlo di Vampire Hunter.

Tenevo d’occhio i ragazzi di Dark Gate Games da qualche mese per un motivo preciso: hanno l’abilità di prendere un genere come quello dei dungeon crawler, e aggiungere a meccaniche consolidate qualche twist originale e interessante! È il caso di Neo Morphosis, che ci chiede di sopravvivere ad un abbordaggio spaziale dove però gli alieni hanno abbastanza sale in zucca da capire che possono farci la pelle sabotando la nave oltre che coi tradizionali attacchi diretti; i giocatori si ritroveranno a combattere una AI subdola e lottare per la propria sopravvivenza includerà anche riparare le parti sabotate o compartimentare ciò che non è più salvabile.

Anche Vampire Hunters, un gioco che già per il fatto di non usare zombie meriterebbe un applauso, mi aveva colpito grazie all’introduzione di piccole chicche come quelle dell’estrattore, un NPC che vedremo dopo, e la distruttibilità dello scenario (sfondare una finestra di giorno farà una strage, l’uso al momento giusto delle coperture altrettanto, e altre chicche qua e la); Non mi sarei aspettato, nel giocarlo, di scoprire altre caratteristiche che potrebbero davvero far spiccare questo tra i tanti dungeon crawler in uscita.

Prima di raccontarvi la nostra esperienza voglio sottolineare la disponibilità dell’autore nel valutare e integrare tutti i feedback validi ricevuti degli utenti; guardando il primissimo manuale si nota quanto sia stato stravolto a favore delle indicazioni giunte.

Certo, tutti bravi a parole. Ma in questo caso ci sono i fatti. Vampire Hunters ha vissuto una prima campagna di crowdfounding, andava a gonfie vele con oltre 90.000$ di finanziamenti. Bene l’autore l’ha sospesa per migliorare il gioco nel corso dell’anno successivo. Voglio credere che questo, con tutto quello che si sente in giro, abbia ancora un valore.

Insomma finisce che una caldissima sera mi ritrovo con i miei compari di GDTLive.net a provare la versione pre-kickstarter-quasi-definitiva di Vampire Hunter.

Vampire Hunters game 03

Il gioco può essere giocato in cooperativo e in competitivo con quasi le stesse regole ma con la possibilità, vi assicuro, di mettere in atto vere bassezze per buttare i nostri avversari in pasto ai vampiri, ed è pure in studio la possibilità di giocare con “master”. L’autore (Filippo Chirico) comincia a spiegarci le regole, in realtà molto semplici. Intanto possiamo scegliere diverse entrate e lo scopo è trovare 3 leve per aprire una porta segreta per salvare 2 umani custoditi da un tipo molto cattivo. “Si può scegliere il livello di difficoltà? Bene! io direi normal…” – “Nono, voi questa la giocate a livello difficile, cosi ve lo godete di più!”. Bene!

Di base tutte meccaniche consolidate: ognuno di noi ha una scheda con la propria carta personaggio con le statistiche, un paio d’armi base e un paio di armi speciali one-shot (tipo granate, tanto per dire). Giro la carta e vedo la versione vampirizzata del mio personaggio. Chiedo. Risposta: “Eh, sì, se muori non muori, anzi!”, sento una vocina che dice “Stai male!” dentro di me. Mentalmente segno un +, fiuto dell’arrosto in questo gioco.

Anche le meccaniche di base rispettano gli standard: hai un tot di punti azione e li spendi per muoverti, cercare, sparare, eccetera, attacchi a un certo raggio tirando un tot di dadi e facendo più di un certo valore in base all’arma che usi.

Poi cominciano le particolarità che avevo fiutato e che mi hanno portato qui, in questa calda sera di luglio: per iniziare, a fine turno di ogni personaggio si rivela una carta che determina il comportamento di tutti i vampiri della casa, alcuni effetti si applicano al giocatore di turno, altri influenzano il resto del gruppo, tra questi ovviamente ci sono i movimenti e gli attacchi. Questo rende il senso di urgenza costante e le strategie cambiano di turno in turno.

Altra particolarità sono gli eventi che si rivelano entrati in una stanza, che fanno piazzare diversi vampiri – dormienti di giorno quindi più deboli – leve da tirare e terror event, che sono brutti proprio come lasciano presagire. Questi eventi rendono una situazione prima tranquilla un vero casino e possono mettere a dura prova la nostra volontà o la nostra fede (non sono parole a caso ma statistiche dei nostri personaggi).

Un’altra cosa ben riuscita è che, rovistando nelle stanze, al posto di trovare armi già belle fatte e finite, troveremo dei materiali utili a costruirle durante la partita; basta spendere focus. Tutti gli oggetti che potremo comprare o montare, le abilità che potremo imparare e usare sia durante la partita, che a cavallo tra una missione e l’altra richiederanno focus, in pratica punti esperienza accumulati uccidendo vampiri e eseguendo altre gesta eroiche.

Può sembrare semplicistico forse, ma l’immediatezza è uno dei cardini del gioco e garantisce velocità e divertimento; chiudere una bella sessione in 4 a un dungeon crawler in un’oretta e mezza con Vampire Hunters si può!

Ben presto appaiono vampiri un po’ ovunque, alcuni da sotto il pavimento e ci trascinano nelle cantine (figata). altri li ammazziamo nel sonno. I più forti riusciamo a trascinarli all’aperto grazie all’estrattore, un NPC che (se prendiamo a tempo debito il token “gancio”) al nostro turno, aggancerà il mostrone e lo trascinerà fuori dal maniero, ed essendo giorno, la fine è nota! Inoltre se da soli non ce la facciamo possiamo produrre degli attacchi “combo” usando due personaggi assieme (ovviamente sono devastanti)! Insomma il gioco come potete intuire ha la sua giusta dose di tamarraggine, tra grafica, caratteristiche particolari, comportamenti dei mostri e altre chicche, solo che sembra facile, un po’ mi preoccupo, poi arriva la notte.

Oddio.

La notte.

Questa sicuramente è la caratteristica che più mi ha colpito, cambia sostanzialmente un set di tre regole ma il gioco ne esce stravolto, la difficoltà impenna e FISICAMENTE vedrete lo sciame risvegliarsi ed aggredirvi!

È stato un po’ angosciante, quindi di impatto, quindi bello, e dire che giocavamo senza miniature! Uno dei cambiamenti più significativi è che se prima i vampiri muovevano dopo il giocatore di turno, di notte agiscono PRIMA, lasciando il giocatore inerme e relegando agli altri il tentativo di farlo sopravvivere fino al suo turno; inutile dire che è quasi impossibile sopravvivere tutti allo sciame, anche perché di notte i mostri diventano più forti, numerosi e veloci.

Vampire Hunters game 02

Si trasforma il primo di noi, e anche qui c’è una chicca che mi è piaciuta tantissimo anche perché risolve qualcosa che invece mi stava piacendo poco. In pratica una volta trasformati… come dire, non siamo completamente sbarellati, vero che il nostro obiettivo personale cambia (bisogna ucciderli, gli umani) ma comunque restiamo abbastanza sani di testa da poter dare ancora una mano ai nostri amici, se lo vogliamo.

Problema: all’inizio di ogni turno da vampiro, pescheremo una compulsione, un obiettivo da portare a compimento entro la fine del nostro turno, che spesso ci spingerà a fare cose sgradevoli, poco compatibili con gli obiettivi dei nostri ex-soci.

La compulsione è una trovata. A un certo punto eravamo trasformati in 3. Allora ci siamo detti, bene. L’unico umano si rifugia al sicuro, e noi tre andiamo ad ammazzare gli umani cosi vinciamo lo scenario. Anche questo può lasciare un po’ disorientati: “ma come, noi saremmo i buoni, e per vincere e continuare con la campagna facciamo fuori degli umani?” In realtà, a parte il fatto che in ambientazioni come queste quasi mai esiste il buono 100% e il cattivo 100%, la spiegazione “ambientata” è che se si supera la missione, si possono poi “curare” i nostri compagni vampirizzati, questi torneranno umani e la sessione dopo saranno pronti a spaccare culi pallidi.

Sotto questo punto di vista… cos’è il sacrificio di un paio di umani a  confronto di una squadra addestrata di cacciatori di vampiri? Insomma.. lo “scambio” ci può stare, no? Certo completare la missione con tutti i cacciatori ancora umani, o comunque con l’obiettivo “buono” dà tutto un altro gusto.

In effetti ho suggerito all’autore la possibilità di modificare la campagna (già pronta) in maniera tale che prevedesse dei “bivi” a seconda che le missioni siano completate come “buoni” o come “cattivi”, vedremo. In ogni caso Abbiamo passato una piacevole serata, veloce, adrenalinica e maledettamente difficile. Ho confermato la sensazione iniziale, i ragazzi di Dark Gate Games riescono davvero a prendere meccaniche note e familiari e ad aggiungere un sacco di belle idee (oltre che artwork e miniature) per impacchettare un prodotto che qualunque appassionato del genere credo dovrebbe guardare con attenzione non appena verrà lanciato su Kickstarter!

Per tenervi aggiornati, ecco qualche link: le pagine Facebook di Dark Gate Games, quella di GDT Live e quella di Geek.pizza.

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