Rompicapi controcompetitivi – I dieci cappelli

Oggi vi proponiamo il primo di una serie di giochi logici, giochi controcompetitivi, prendetevi qualche minuto, non sono banali, ma non temete, vi daremo una mano.

Per avere una mano vi basta interagire con gli autori sulla pagina Facebok dei Giochi controcompetitivi (non dimenticate di lasciare un mipiace!), ma bando alle ciance, ecco il rompicapo.

Quattro cappelli sono troppo pochi per voi, questa settimana passiamo a… dieci! Stesso macabro setting: Abelardo di Chiaravalle non si contenta di torturare fisicamente o condannare i propri prigionieri, per il proprio perverso lazzo li sottopone ad estenuanti prove di astuzia. Così, radunati dieci tra i suoi prigionieri li mette in fila in modo che ognuno vede solo quelli che lo seguono, non quelli che lo precedono, dopodichè descrive il gioco a cui andrà a sottoporli: ad ognuno di voi sarà messo in testa un cappello, il quale può essere di due colori: o bianco o nero. A partire dall’ultimo (quello che vede il cappello di tutti gli altri) e ad andare in ordine verso il primo, ognuno di voi dovrà pronunciare una ed una sola parola: o bianco, o nero. Se la parola pronunciata è il colore del proprio cappello, allora il prigioniero guadagna la propria libertà, altrimenti viene ucciso all’istante. Abelardo è un bastardo, ma condivide con noi la passione per la controcompetizione, pertanto, per volerla inculcare se non altro ai sopravvissuti, dice loro: vi concedo un’ora per accordarvi sulla migliore strategia, vi anticipo che potrà consentire a nove di voi di salvarsi di sicuro e al decimo di salvarsi il 50% delle volte. E quindi eccoci giunti ai quesiti per te:

  1. Qual è la soluzione che ha in mente Abelardo? (sempre che tu non riesca a pensare ad una soluzione migliore, ma…)
  2. Noi dei giochi controcompetitivi crediamo che Abelardo (ovvero la soluzione proposta accademicamente) abbia fatto i conti senza l’oste, per cui… ecco il secondo quesito: perché la soluzione di Abelardo non è percorribile?

Potrete dire la vostra sulla pagina Facebook!

Aggiornamento: ecco la soluzione.

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