Animali fantasticamente tradotti e dove non trovarli

Ovvero: perché le traduzioni del mondo magico di Newt Scamander non mi fanno (circa) dormire la notte.


L’altro giorno ho visto Animali antastici e dove trovarli e non intendo darne un giudizio perché sono ancora abbastanza confusa e propendo per un «ma era necessario?» e «sì ma vogliamo più animali carini e coccolosi come lo Snaso»

A parte ciò, la cosa che più mi ha fatto pensare una volta uscita e dal cinema, e dopo aver riletto il libro negli ultimi giorni per fare un ripassino, sono state le traduzioni dei nomi degli animali fantastici.
La scelta traduttologica per la saga di Harry Potter è stata a grandi linee: «traduciamo quasi tutti i nomi, perché in inglese spesso sono nomi parlanti o comunque hanno un riferimento preciso, quindi cerchiamo di rendere questa cosa e chi se ne frega del concetto di estraniamento». La faccio breve su questo punto o devo iniziare a scrivere una seconda tesi di laurea perché l’argomento ‘traduzioni di Harry Potter’ mi affascina un sacco grosso come la borsetta di Hermione.

snaso-animali-fantastici
Comunque, se il libro è ambientato in Inghilterra, perché dovrebbero esserci nomi italianizzati? In parte, appunto, per veicolare il senso aggiunto che la Rowling aveva dato loro, e in parte perché le prime traduzioni furono fatte pensando che il libro fosse un’opera per ragazzini, non potendo sapere la futura evoluzione della saga il cui tono e complessità crescono assieme a Harry e al lettore. Un ragazzino di 12 anni circa non avrebbe compreso tutti i significati legati a un nome che si trovava davanti, quindi spesso la traduzione è stata necessaria. Inoltre, utilizzare tutti i nomi in inglese avrebbe prodotto quel senso di estraniamento che avrebbe fatto sì sentire che la storia era ambientata in Inghilterra ma che avrebbe tolto appunto quei bei significati aggiunti che un ragazzino (o comunque un lettore con una conoscenza dell’inglese media) non avrebbe carpito. E sarebbe stato un triste impoverimento della trama narrativa a mio avviso…
Quindi, buona parte dei nomi sono stati tradotti in italiano creando spesso parole geniali (tipo ‘ricordella’), altri abbastanza inutili (vedi Oliver Baston). Ovviamente la traduzione italiana c’è stata anche per gli animali fantastici: snasi, ricciocorni schiattosi, acromantula, avvincini etc.
Va però fatta una distinzione: alcuni esseri citati in Harry Potter e da Newt Scamander nel suo manuale di magizoologia, sono in realtà tratti direttamente dal folklore di varie culture: per esempio i berretti rossi sono delle specie di goblin di origine irlandese, poi ovviamente ci sono i draghi, le fate, le fenici, gli gnomi, i ghoul, i grifoni, i lepricani. E potrei andare avanti ancora e ancora.
Altri esseri sono invece nati dalla fervida immaginazione della Rowling e sono stati battezzati, come spesso accade per altri personaggi, incantesimi, etc con nomi geniali che richiamano l’essere stesso e la sua natura.
In Animali Fantastici E Dove Trovarli, sia nel libro che per riflesso nel film, i nomi tradotti sono quelli che ritroviamo anche nella saga originale, mentre tutti gli altri sono stati lasciati semplicemente così in inglese.
Mi chiedo il perché di questa scelta, considerato che la saga ha quasi tutti i nomi tradotti e alcuni nomi di animali che ritroviamo nel breve libro sono davvero lampanti.
Vediamo qualche esempio:
l’ashwinder è un serpentello che nasce dalle ceneri dei fuochi magici, dove ash sta per ceneri e winder riporta a sidewinder, il crotalo. Davvero non si poteva trovare un termine che nascesse dai campi semantici di ‘serpente’ e ‘cenere’?

camuflone-animali-fantastici
Datemi un piccolo camuflone da appartamento e nessuno si farà male.

Oppure il demiguise, l’esserino peloso tipo yeti con gli occhioni che si vede nel film: l’errore qui è lampante. Nella saga era stato tradotto con camuflone, che per quanto ricordi i mufloni e l’animaletto sembra uno yeti, trovo sia veramente geniale. In Animali Fantastici non viene tradotto ma demiguise fa pensare a disguise, appunto ‘camuffarsi’. I peli di camuflone servono infatti a confezionare il mantello dell’invisibilità.
E il dugbog? Una piccola creatura delle paludi e infatti bog significa pantano. (dug potrebbe essere inteso come passato di dig, scavare, ma non ci giurerei)
Sfogliando il libro ci troviamo poi davanti al golden snitchet cioè un piccolo uccellino tondo e velocissimo. Vi suona famigliare? Probabilmente sì, perché è il boccino d’oro del Quidditch, che prende il nome dal volatile usato in precedenza per giocare. Non potevano tradurlo proprio con ‘boccino d’oro’, visto che il termine è quello in inglese?
Ci sono poi:

  • i graphorn, animali con le corna (horn guarda caso);
  • gli horklump che affondano i tentacoli nel terreno. Clump significa zolla, la K potrebbe essere stata scelta perché, cito, «gli horklump sono animali tipici della Scandinavia» e klump in svedese vuol dire sempre zolla, massa compatta;
  • i malaclaw, simili a grosse aragoste. Indovinate cosa significa claw? Chela. Considerato che il malaclaw non è commestibile e non ha un temperamento allegro, ‘mala’ non mi sembra messo lì a casaccio;
  • i mooncalf sono vitelli (calf) che danzano alla luce della… luna. Moon… Vitellunare?
  • il quintaped, una specie di ragno peloso con cinque zampe. Non sto nemmeno a spiegarvela per non offendere la vostra intelligenza.

Sicuramente ci sono un sacco di altri riferimenti che non ho carpito, visto che spesso l’autrice fa riferimenti più complessi a varie mitologie, a scienza (Sirius Black e tutta la famiglia Black che ha nomi astronomici….) e persino letteratura (Mrs Purr in inglese è Mrs Norris, chiaro riferimento al personaggio Mansfield Park di Jane Austen)

Non sono così arrogante da dire che i libri sono stati tradotti male, perché spesso e volentieri Harry Potter ha optato per delle scelte traduttive molto interessanti e geniali, e tradurre il mondo della Rowling è estremamente difficile, perché potete vedere dalla pseudo-analisi sopra quanto certi nomi siano meravigliosamente fantastici e ricchi di significati da scoprire.

Mi chiedo semplicemente perché Salani si sia prodigata a tradurre i nomi di Harry Potter (e ritradurre con una nuova edizione), per poi mollare lì tutto con Animali Fantastici. Chiaramente non potevano immaginare che ne sarebbe uscito un film, perché la considero ancora una cosa ridicola essendo un libricino scritto per beneficenza, ma forse sarebbe bastata una seconda edizione ritradotta e un po’ di fantasia per rendere giustizia su carta, e quindi su pellicola, a questi bellissimi nomi.

Rispondi