Star Wars Rebels 3×10, la recensione

In Visions and Voices, l’episodio 3×10 di Star Wars Rebels, Maul ed Ezra effettuano un importante scambio di informazioni grazie alla magia delle Nightsister: ne parliamo qui.

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Ezra è tormentato da inquietanti visioni di Maul, che gli appare come un fantasma all’interno della base ribelle di Atollon; esse sono causate dall’ex-allievo di Palpatine, che desidera stringere un patto con il giovane, con l’obbiettivo di scambiare i frammenti di verità che i due hanno ottenuto durante il pericoloso rituale avvenuto alla fine di Holocrons of Fate. Per riuscire ad ottenere entrambi una maggiore comprensione di ciò che hanno visto nella luce accecante generata dai due oggetti, dovranno recarsi su Dathomir ed utilizzare il potere magico delle sue ormai defunte abitanti.

Visions and Voices torna dopo sette episodi ad occuparsi della scioccante rivelazione che ha iniziato a strappare il velo di mistero attorno al destino del maestro Jedi Obi-Wan Kenobi all’indomani dell’esecuzione dell’Ordine 66: più che fornire nuovi indizi agli spettatori, l’episodio si occupa di fare chiarezza nella mente dei personaggi, facendo in modo che sia i ribelli che Maul abbiano le stesse informazioni basilari, sulla base delle quali programmare le loro prossime azioni. La squadra dietro Star Wars Rebels ha deciso di assumersi un grande rischio avvicinandosi così tanto al cuore della trilogia originale, e sarà interessante vedere dove giungerà tutto ciò alla fine della stagione. Quello che i personaggi sanno per ora non è molto – forse addirittura meno di quanto ci si aspettava precedentemente – e sicuramente altri episodi saranno dedicati a questa linea narrativa nella seconda metà della stagione, che arriverà sugli schermi televisivi americani diverse settimane dopo l’uscita di Rogue One: A Star Wars Story, diretto da Gareth Edwards.

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Maul, insieme alla promessa di futuri sviluppi elettrizzanti, porta con sé in Visions and Voices il proprio pianeta natale, del quale avevamo smesso di avere notizie dopo Star Wars: The Clone Wars. Dathomir è ormai un luogo desolato e disabitato, un grande cimitero abitato da fantasmi pericolosi. Star Wars Rebels ci mostra, in questa terza stagione ancor più che nelle altre, che fine hanno trovato i tanti differenti pianeti che hanno fatto da sfondo alle guerre dei cloni. Tanto per Dathomir che per Geonosis l’ascesa dell’Imperatore si è tradotta in uno sterminio sanguinoso, perpetrato nel silenzio delle istituzioni.

La galassia che si avvicina a conoscere il terribile potere della Morte nera è sempre meno multietnica e sempre più governata con il pugno di ferro. Mandalore è stato una delle tante vittime lasciate da Palpatine nella sua scia, ed in Visions and Voices c’è qualche riferimento al suo travagliato passato, in particolare, ovviamente, per la parte della sua storia politica che si è intrecciata con quella di Maul. Un’arma ritorna sulla scena e abbandona l’altare sul quale il suo proprietario l’aveva collocata per finire nelle mani di un altro personaggio, e non è chiaro per cosa quest’ultimo potrebbe utilizzarla, o dove ciò potrebbe portare, anche se pare abbastanza prevedibile che sarà interessante da osservare.

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Visions and Voices non è un episodio narrativamente complesso, anzi, il suo senso è estremamente chiaro e la sceneggiatura è alquanto lineare. Questo, in ogni caso, non lo rende meno godibile, forse solo meno incisivo di quanto avrebbe potuto essere. È tuttavia vero che il mistero al centro della vicenda non è tale per gli spettatori fin da Una nuova speranza, quindi dedicargli più tempo, o rendere lo scioglimento più convoluto, avrebbe potuto risultare deleterio. Quello che si dipana sullo schermo davanti a noi è un episodio dal sapore introduttivo per qualcosa che in fondo non ha bisogno di preamboli; un aperitivo in attesa della portata principale, che forse potremo gustare verso il termine della stagione.

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