Recensione: Atman. Predatori nell’inconscio

Atman. Predatori nell’inconscio è un romanzo noir/fantascientifico di  Massimiliano Irenze. Un intreccio tra molte storie diverse che raccontano squarci di vita di personaggi curiosi, con Torino come sfondo. Eccovi la mia recensione, attenzione piccoli spoiler!

Titolo del libro:  Atman. Predatori nell’inconscio

Autore: Massimiliano Irenze

Editore: CSA Editrice

Trama: Torino è sconvolta per l’arrivo di Tanko, la rockstar del momento, il cui attesissimo concerto si terrà nello stadio comunale di lì a qualche giorno. Come se non bastasse l’incontenibile eccitazione generale a dar grattacapi al commissario Gabetti, una serie di omicidi, dal carattere inspiegabile, turba le notti della città. Tra le illazioni di chi vi vede la firma di un vampiro e le indagini di un ufologo che raccoglie le testimonianze di cittadini convinti di essere vittime di rapimenti alieni, scorrono le vite della gente comune: di adolescenti alle prese coi turbamenti di un’età ingrata, di un barista donnaiolo che si diverte a raccontare le sue prodezze a dei ragazzini, di un gigante biondo alto due metri che dice di provenire da un posto lontano, di un giovane uomo convinto di essere vittima di un sofisticato complotto volto a rovinargli il futuro.

Recensione: Lo ammetto, lo stile di questo libro mi ha da subito appassionato. È fresco, giovanile e divertente. I personaggi ricordano un po’ quelli di alcuni romanzi della beat generation, i loro caratteri spesso sono crudi e surreali, il che rende il libro divertente e i protagonisti interessanti.

Le vicende si svolgono a Torino, che viene descritta come una città un po’ misteriosa e ricca di avvenimenti sovrannaturali, come l’arrivo degli alieni, dei vampiri e di associazioni segrete che ricordano i Man in Black.

Mi ha colpito particolarmente il Diario del Suicida. All’interno del libro infatti, le pagine del diario di un ragazzo che ha scelto di suicidarsi, intervallano i capitoli ed io le ho trovate particolarmente ben scritte ed interessanti. Raccontano infatti del punto di vista del ragazzo sulla società, sull’umanità, sui valori moderni, su cosa è importante e spiegano in qualche modo che cosa lo ha portato a scegliere il suicidio. Queste pagine spesso fanno riflettere su quanto sia assurdo il mondo in cui viviamo. Un mondo che nel libro è ancora più assurdo, visto che si assiste all’arrivo di alieni asessuati e strani personaggi edonisti.

Il finale mi ha un po’ lasciato l’amaro in bocca, perchè l’ho sentito come troppo veloce ed un po’ forzato. Ho trovato un po’ forzata la scelta di spiegare gli eventi assurdi ricollegandoli ad alcune leggende quali i rettiliani, e mi è dispiaciuto davvero che le storie finissero “prematuramente”: mi ero affezionata ai protagonisti, anche a quelli secondari e speravo che avessero più spazio per raccontare la fine delle loro vicende.

Ad ogni modo, è stato un libro piacevole da leggere ed è una lettura che consiglio a tutti gli appassionati di vicende surreali, crude e fantascientifiche.

Trama via Amazon

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