Lo spacciagiochi: Alle porte di Loyang

Oggi si parla di agricoltura. Grano, zucche, rape, cavoli, fagioli e porri coltivati in Cina circa 2000 anni fa. Dove? Alle porte di Loyang, ovviamente!

Alle porte di Loyang è un gioco di Uwe Rosenberg per 1-4 giocatori della durata di 30 – 120 minuti (30 solo in solitario) edito in Italia da Stratelibri, ma andiamo con ordine e partiamo da…

La storia

Cina, 2000 anni fa: Loyang è diventata la capitale della dinastia Han e una delle 4 grandi capitali della Cina antica. La ripresa economica della rifiorente città richiede un migliore rifornimento di generi di prima necessità. Questi sono forniti dai contadini locali che semineranno (e produrranno, eccome se produrranno) nei loro campi appunto grano, zucche rape e tutto il resto sopra citato. Questi prodotti verranno venduti e riseminati e con il ricavato si faranno investimenti, rappresentati dal cammino verso la prosperità.

Nella scatola

Cartoncino: 4 strane plance a forma di T, 12 gettoni soddisfazione e 38 monete con un buco quadrato al centro.

Legno: 4 segnalini giocatore

All’interno della scatola (modello Agricola) troviamo 4 strane plance a forma di “T”, 4 segnalini giocatore, 110 carte tra campi privati, campi pubblici, clienti abituali, clienti occasionali, mercati e aiutanti.

Il setup

Ogni giocatore riceve 10 monete e le plance personali, le riempie con i prodotti raffigurati sulla plancia e piazza l’omino sulla casella 1 del cammino della prosperità. A questo punto mischia le 8 carte “campi privati” (che le tiene coperte accanto alla plancia) e pone la carta campo privato da 9 spazi, scoperta, a fianco delle altre. In questa fase di preparazione, i giocatori devono comprare 1 merce dal mercato e seminarla sul campo da 9 spazi (spiegheremo poi cosa vuol dire “seminare”).

A questo punto può iniziare la partita.

La partita

Il gioco si articola in 9 turni. Ogni turno è diviso in 3 fasi:

  • Fase raccolto
  • Fase carte
  • Fase azioni.

Durante la fase raccolto ogni giocatore raccoglie un (leggasi 1) prodotto da ogni campo seminato davanti a sé e lo piazza sul proprio carretto. (in questa fase non c’è limite ai prodotti che possono stare sul carretto), inoltre rivela la prima carta del mazzetto campi privati e la mette davanti a sé, in questo momento rimane vuota.

Arriviamo ora alla la fase carte dove emerge un’originale twist: vengono distribuite 4 carte a testa e ogni giocatore dovrà obbligatoriamente giocare esattamente 1 carta dalla mano e 1 carta dalla pila degli scarti. se il giocatore non può o non vuole, può decidere di scartare una carta (mettendola nella pila degli scarti comune) e passare il turno all’avversario. Se si rimane con 1 carta in mano, il giocatore dovrà giocarla per forza e dovrà obbligatoriamente scegliere una carta dagli scarti e giocarla anch’essa. L’ultimo a giocare le due carte sarà il primo a giocare nella successiva fase azioni. Tra le possibili carte ci sono:

  • campi pubblici, al costo di 2 monete si compra un campo privato su cui seminare;
  • aiutanti, con abilità particolari;
  • clienti abituali;
  • clienti occasionali (entrambi i tipi di clienti danno ricompense se soddisfatti, occhio che gli abituali si arrabbiano se non vengono soddisfatti).

Durante la fase azioni, ogni giocatore può giocare un qualsiasi numero di azioni scelte tra le possibili e potrà ripetere ogni singola azione quante volte desidera.

I giocatori potranno:

  • seminare gli ortaggi sui campi privati appena girati o pubblici appena acquistati (seminare consiste nel piazzare un ortaggio dal carretto a un campo che lo permette e riempire tutti gli spazi di quel campo con altri ortaggi uguali presi dalla riserva);
  • comprare ortaggi dal negozio (se ve ne sono);
  • vendere ortaggi al negozio (se c’è spazio);
  • aumentare il cammino della prosperità pagando una moneta per la prima casella e il numero scritto sulla casella dove ci si sposta per le successive;
  • comprare un pacco doppio, cioè pagare una cifra pari al numero massimo tra aiutanti e mercati posseduti per pescare 2 carte aggiuntive e giocarle (questa è l’unica azione che si può fare solo 1 volta per turno).

Attenzione: il carretto può conservare 1 merce tra un turno e l’altro (con 2 monete lo si migliora e lo si porta a una capacità di 4 unità). Se a fine turno avanzano prodotti, devono essere messi nella riserva generale.

Al termine del nono turno, chi è più avanti sul cammino della prosperità vince, in caso di parità vince chi ha più soldi, in caso di ulteriore parità, chi ha più ortaggi.

Conclusioni

Il gioco è stato pubblicato nel 2009 ma è stato creato nel 2005, prima del notissimo Agricola, e infatti a ben vedere qui troviamo le basi per il futuro best seller.

Alle porte di Loyang è un gioco di pura gestione di soldi e risorse (ben 6). Se non si fanno bene i calcoli e non si programma a lungo termine, il gioco sfugge di mano e si passano turni dove si produce ben poco.

La fase carte dona al gioco una varietà di possibilità davvero elevate e lo speciale draft ha un sistema davvero originale di scelta delle carte che poi decide anche la possibilità di essere primo a giocare la fase azione che è un sottile gioco di nervi stile poker (passatemi il paragone) non da poco e davvero elegante.

Il fattore alea è limitato alla pesca delle carte ma non compromette mai la nostra pianificazione, anzi, al massimo la aiuta.

I materiali sono buoni, i “vegemeeples” sono davvero belli da vedere e le carte di buona fattura, tuttavia consiglio sempre di imbustarle poiché vanno mischiate spesso.

Il gioco gira splendidamente in 2 (usuale per il genio tedesco) e molto bene in 3, in 4 diventa eccessivamente lento e macchinoso e vanno applicati degli accorgimenti (in sintesi, lo sconsiglio vivamente in 4).

Ora è difficile da recuperare se non di seconda mano o in qualche sito tedesco, ma se vi capita di essere in 2 – 3, provatelo e potrebbe essere una bella scoperta. Se nel frattempo volete cimentarvi con Agricola o qualche altro gioco di Rosenberg, potete fare

Buona coltivazione.

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