Verso Play 2017 – Pendragon Game Studio

Nella quinta puntata della strada verso Play andiamo a disturbare il dragone di Pendragon, ma senza dimenticare il link alle puntate precedenti!

Forse ricorderete che esattamente un anno fa, parlando delle novità che Pendragon avrebbe portato a Play 2016 avevamo parlato di Coloni Imperiali, l’anno scorso toccava agli atlantidei, quest’anno ci spostiamo in centroamerica e incontriamo gli Aztechi in questa espansione del gioco di Ignacy Trzewiczek: 110 carte, una scheda e un segnalino fazione, 9 gettoni statua e 37 gettoni benedizione.

Questa nuova espansione include una nuova popolazione e un nuovo concetto di gioco, per questo oltre al mazzo azteco troviamo carte per tutte le altre popolazioni (atlantidei inclusi, ovviamente). Nella fase di produzione, gli Aztechi ottengono gettoni benedizione e tra le azioni disponibili c’è ora la preghiera, che permette di attingere al mazzo comune per ottenere risorse a seconda del colore della carta (o delle carte) nella parte superiore del mazzo. Per chi ama poco così tanta casualità… niente paura, i gettoni benedizione vi permettono di calmierare l’effetto del caso. Insomma, pare che Trzewiczek sia riuscito a mettere d’accordo i giocatori con un’anima più american e quelli più amanti dei german. Bravo!

Fermi, non scappate, non è finita qui!

Pendragon porterà anche la seconda mini espansione di Coloni Imperiali, dopo “Perché non possiamo essere amici”, ecco “Tre è un numero magico”. 67 nuove carte, tra comuni e specifiche delle popolazioni ma non per gli Aztechi, questa espansione, infatti è uscita prima che gli Aztechi volessero dire la loro su chi ha l’impero più potente. Il concetto che questa espansione introduce è quello del set. Ogni tre carte dello stesso colore si ottengono dei bonus, con una spesa contenuta, quindi, si aggiunge longevità a Coloni Imperiali.

Dopo le espansioni, arriviamo a un gioco fatto e finito, parliamo di Warehouse 51, di Bruno Faidutti, Sérgio Halaban, André Zatz per 3-5 ricchi collezionisti della durata di 30-45 minuti.

Su questo gioco ho sentimenti contrastanti, partiamo da quello negativo. È chiaramente ispirato a Warehouse 13, una serie TV che ho adorato ed era anche l’ambientazione di un’ideina di gioco da tavolo che ho da un po’, quindi… sono stato battuto sul tempo, frak! Per contro sulla scatola leggiamo nomi ben più importanti del mio e quindi di certo ispira una certa fiducia.

Warehouse 51 è un gioco di aste, a me questo tipo di meccanica non esalta, ma c’è chi la trova molto entusiasmante, se sarete bravi a giocarvi le barre d’oro a vostra disposizione riuscirete a raccogliere potenti artefatti quali la Lampada di Aladino, Excalibur o il Sacro Graal e portarveli a casa per fare un sacco di punti vittoria, ma… sì, c’è un ma, anzi due. Vincere un’asta avvantaggia economicamente l’avversario accanto a voi, per cui non pensiate di poter fare incetta di tutto quel che passa sul tavolo e anche se doveste riuscire ad avere gli artefatti che tanto cercavate… siete sicuri che siano veri? Già, alcuni degli oggetti in vostro possesso potrebbero essere falsi…

Da quel che ho potuto vedere, le meccaniche sono molto ben pensate, la grafica è molto bella, in una cinquantina di carte e una manciata di gettoni i tre autori sono riusciti a mettere insieme delle ottime idee.

Ci vediamo a Play 2017, 1 e 2 Aprile a Modenafiere, se poi non riusciste proprio a resistere e doveste comprare qualcosa nel frattempo, fate un salto sul sito di Magic Merchant per scegliere fra centinaia di titoli a disposizione!

Rispondi