Anteprime da Cartoomics: Warstones e Warehouse 51

Ieri sono riuscito a fare una scappata a Cartoomics e, tra le cose, ho avuto modo di provare due giochi che non vedremo sugli scaffali prima di Play 2017: Warstones e Warehouse 51.

Non ero mai stato a Cartoomics, una fiera che è un po’ un calderone di cose geek, ho avuto modo di rivedere persone che non incrociavo da un pezzo e la cosa mi ha fatto molto piacere, cito solo La 501a Italica Garrison, Yavin 4, EmpiRA e lo STIC AL, ma le associazioni erano parecchie. Sicuramente non sono riuscito a salutare qualcuno, purtroppo il tempo è quello che è e la confusione non aiuta. Spero di poter parlare presto di voi tutti su queste pagine.

Eravamo in quattro e ci siamo concentrati sui giochi da tavolo, grazie alla gentilezza dei dimostratori di Red Glove, Oliphante, Ghenos e Pendragon abbiamo provato diversi giochi, ma oggi vi parlerò di due titoli in particolare che Red Glove e Pendragon ci hanno concesso di provare in anteprima.

L’appuntamento con Red Glove era per le 11.30 di mattina e ci siamo seduti attorno a un tavolone coperto da un tappetino, su due dei lati delle fiche (oh, si scrive così, non facciamo battute 😀 ) su cui erano incollati dei tondi di carta, ecco gli eserciti che stavano per scontrarsi.

Warstones è un gioco di Andrea Chiarvesio e Maurizio Favoni che Red Glove porterà a Modena per Play 2017, un gioco di biccellate, schicchere, pittoli, flick… e non solo.

Partiamo dalla premessa, per come ce l’hanno raccontata Alex, Simona e Federico di Red Glove: gli autori hanno preso Warhammer, hanno tolto un chilo di pagine di regole ed ecco Warstones.

All’inizio della partita vengono concordati i punti da spendere per costruire il proprio esercito, nel nostro caso, per una partita veloce, abbiamo usato 200 punti, con 400 l’esercito diventa molto più affollato, ma avere una scelta limitata rende il tutto più strategico.

La partita prevede da 2 a 4 giocatori. 1 Vs 1, 2 Vs 2 o anche 2 Vs 1 (che però potrà utilizzare il doppio dei punti per costruire il proprio esercito). Nel nostro caso erano disponibili solo 2 eserciti: Non Morti e Umani, ma ne sono previsti altri (acquistabili anche come pack aggiuntivi).

Nel proprio turno un giocatore può usare 5 punti azione, per spostare dalla riserva alla base le proprie unità (il costo dipende dal tipo di unità), muoverle sul campo di battaglia (farlo dalla base costa 1 punto azione, ma muoverne una già sul campo di battaglia ne costa 3), attaccare l’esercito avversario in un settore dove si detiene la maggioranza, attaccare un villaggio. Il villaggio distruggerà sempre almeno una delle vostre unità, ma è l’unico modo per fare punti vittoria.

Lo spostamento delle unità (le fiche) avviene con una ditata, riuscire a giocare di sponda, spostare le unità avversarie, ecc. sono tutte finezze che vi permetteranno di ribaltare una partita, ma solo se avrete scelto con attenzione quali unità utilizzare. I diversi eserciti dispongono di unità con peculiarità e sinergie diverse, starà quindi a voi comprendere come sfruttare al meglio il vostro, facendo attenzione però alle possibilità delle truppe dei vostri nemici.

In definitiva, da persona che non si metterebbe a giocare a Warhammer né a giochi come Flick ‘em up o Pitch Car, devo dire che qui ho trovato delle idee interessanti, la mera ditata non ti fa vincere la partita, ci c’è una pianificazione iniziale dettata dalla strategia che si intende adottare e, solo la tattica del turno fa affidamento sulla vostra destrezza.

Sicuramente a Play ci sarà modo di provarlo e io vi consiglio di dargli una possibilità, ma quando lo farete, chiedete sempre agli avversari quali sono le capacità delle loro unità, riuscirete a pianificare meglio e godervi di più la partita.

Nel pomeriggio siamo passati da Pendragon e, dopo una partitina a Tokaido, che ogni tanto ci sta sempre, abbiamo disturbato Silvio, che ha tirato fuori dalla borsa la scatola di Warehouse 51.

Di questo gioco avevamo già parlato nella rubrica “Verso Play 2017” quando abbiamo dedicato un articolo a Pendragon, ma averci giocato mi permette di dirvi qualcosa in più.

Gli Stati Uniti sono falliti, ci racconta Silvio, e hanno deciso di vendere i tesori conservati nel Magazzino 51 ai migliori offerenti. Questo va un po’ contro l’ambientazione che uno si aspetterebbe nel vedere una grafica sulla scatola che richiama evidentemente Warehouse 13, nel telefilm infatti il Magazzino ospita gli artefatti e li tiene lontani da qualsiasi governo, perché gira e rigira finirebbero per usarli in modo improprio. In questo caso, invece, avremo la possibilità di mettere le mani sulla Cornucopia, gli Stivali delle sette leghe, Excalibur o il Corno dell’Unicorno (che però, Silvio, ricordati, è FALSO!).

Sì, nel gioco non tutti gli artefatti che potremo acquistare saranno veri, scopriremo solo alla fine della partita con assoluta certezza se abbiamo fatto un buon affare con i nostri lingotti d’oro.

I giocatori ricevono una plancetta\promemoria, che indica come si ottengono i punti a fine partita e 10 lingotti a testa. Nel centro del tavolo troviamo alcuni lingotti aggiuntivi (sarà possibile impegnare un artefatto in nostro possesso per avere 5 lingotti, ma riscattarlo ne costa 10) e quattro mazzetti di carte, di quattro colori.

Tra i giocatori saranno posizionate delle carte “Falso”, ogni giocatore potrà guardare le carte alla sua sinistra e alla sua destra, ma nessuno avrà una visione completa.

Scelto un giocatore casuale, questi rivela una delle carte da una delle pile sul tavolo e parte l’asta, chi offrirà più lingotti otterrà l’oggetto e lo porrà dinnanzi a sé. I lingotti pagati dal giocatore, vengono consegnati al giocatore alla sua sinistra, in tal modo non si potrà fare incetta di carte a discapito degli altri giocatori, bisognerà fare scelte oculate.

Alcuni degli artefatti ottenuti sono maledetti e danno dei malus, altri benedetti e danno dei bonus, ma tutti hanno un valore da 1 a 3 punti. Alla fine della partita (ovvero quando le quattro pile saranno esaurite) si calcola quanti punti di ogni colore ha ciascun giocatore, solo i primi due ottengono punti vittoria, inoltre si prendono 5 PV per ogni set di carte (1 per colore) e 1 PV per ogni 5 lingotti avanzati. Prima di fare questo, tuttavia, si rivelano le carte “Falso”, chi ha acquistato gli oggetti corrispondenti dovrà scartarli, quindi non avranno alcun valore al fine del calcolo del punteggio.

Il gioco si presta moltissimo a bluff spudorati anche grazie alle aste chiuse, in cui la puntata dei giocatori viene rivelata simultaneamente.

Anche questo gioco sarà disponibile a Play e, anche se il numero minimo di giocatori è 3, vi consiglio di provarlo almeno in 4 o 5, si tratta infatti di uno di quei giochi di brevissima durata che prevedono un’alta interazione verbale tra i presenti e una predisposizione a prendere e farsi prendere in giro. Poi, ovviamente, vince il più bravo, quello con il loghino rosso sulla maglietta, anche perché non aveva artefatti falsi, mentre il grande capo di Pendragon ne aveva ben due… così, per dire… 😉

Nel ringraziare ancora una volta gli amici di Pendragon e Red Glove, vi saluto e vi do appuntamento a Play.

Nell’attesa che arrivi aprile, vi ricordo la nostra rubrica sulle novità delle case editrici, non perdetevela!

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