Lo spacciagiochi: Le Havre

Dopo aver zappato la terra in Cina e sviluppato la propria fattoria nel XVII secolo, oggi vi porto nel porto di un antico porto francese del 1800: Le Havre.

Le Havre – Il Porto, è un gioco di Uwe Rosenberg da 1 – 5 giocatori, per la durata indicativa di 30 – 150 minuti (salvo pensatori al tavolo).

L’ambientazione

L’ambientazione è, come sempre, pretestuosa e ci immerge nell’antica città francese di Le Havre, che in francese antico vuol dire proprio “il porto”, nella quale dovremo sviluppare i nostri affari e diventare i commercianti più ricchi della città.

Nella scatola

All’interno troviamo un tabellone diviso in 3 plance di robusto cartone, 5 dischi che rappresentano il nostro lavoratore, 5 barchette (una per giocatore) e una vera e propria marea di segnalini risorse (ben 420!), da tenere d’occhio da entrambi i lati e le monete. 7 segnalini “mare” che cadenzano i turni di gioco e a chiudere il tutto un centinaio di carte che rappresentano navi, edifici o prestiti.

Il setup

Si “montano” i tre pezzi del tabellone principale e si posizionano negli appositi spazi le 8 risorse. Successivamente, secondo un preciso criterio, vengono posizionate le 30 carte edificio “normali”, le 6 carte edificio “speciali”, le 3 carte edificio “iniziale”, i segnalini mare e le offerte iniziali sui banconi vendita. I giocatori iniziano con 5 franchi e un limitato numero di risorse.

La partita

Il turno di gioco è estremamente semplice:

  1. Si fa avanzare la propria barchetta fino a raggiungere il primo segnalino “mare” libero;
  2. si rimpinguano i banconi descritti sul segnalino mare su cui siamo capitati;
  3. si sceglie la propria azione fra 2 possibili: prendere tutte le risorse presenti su un singolo bancone, o far entrare un lavoratore in un edificio ed eseguirne l’azione descritta, eventualmente pagando al proprietario dell’edificio il costo dell’utilizzo.

Durante il proprio turno, senza seguire un ordine prestabilito, un giocatore può, se lo desidera:

  • Comprare un edificio “cash”, utilizzando i franchi dalla sua riserva personale;
  • vendere un edificio di sua proprietà alla metà del suo costo d’acquisto;
  • prendere un prestito di 4 franchi dalla banca;
  • ripagare un prestito precedentemente fatto pagando 5 franchi + un interesse di 1 franco per turno trascorso.

Quando il turno di gioco finisce, si innesca la carta “raccolto” che farà produrre grano a chi ha già grano, bestiame a chi ha già bestiame, si dovrà sfamare il lavoratore e verrà rivelato un nuovo edificio, speciale o normale.

La carta raccolto successivamente diventerà una carta “nave” (sui due lati ci sono disegni esplicativi) che saranno acquistabili o producibili dai giocatori e che forniranno aiuti non indifferenti.

Alla fine vincerà il giocatore più ricco, cioè quello con più franchi, sommando anche il valore degli edifici personali e delle navi, più eventuali bonus e meno eventuali prestiti fatti e non ripagati.

Per costruire edifici e/o navi servono risorse, e in questo gioco ne abbiamo ben 16: 8 risorse base che si evolvono e diventano altrettante risorse “lavorate” che permettono di costruire di più e meglio. Inevitabilmente chi gestirà meglio queste risorse, sarà il vincitore.

Conclusioni

Le Havre è considerato da molti “il più bel gioco di Rosenberg”, e personalmente non sono totalmente in disaccordo con questa affermazione. Le Havre è un gioco elegante, fluido che scorre senza intoppi che parte con poche azioni disponibili e si amplia e ramifica fino ad avere un numero elevatissimo di azioni da compiere con un singolo lavoratore.

Non è un semplice gioco di gestione risorse: qui bisogna gestire le risorse delle risorse delle risorse, in pratica risorse al cubo! Se non si ha una attenta e accorta pianificazione a lungo termine, non si va avanti.

L’interazione è indiretta ma può essere molto cattiva, poiché se occupo un edificio, fino al mio prossimo turno nessuno potrà usare quell’edificio, che magari è l’unico che permette quell’azione e potrò scombinare i piani degli avversari.

La coperta è estremamente corta, si rischia di prendere delle mazzate veramente forti se non si riesce a sfamare il lavoratore, e in questo è fondamentale accaparrarsi le navi per sfamare e fare soldi.

La longevità è tra le più elevate mai viste: l’ordine degli edifici normali è sempre diverso mentre si usano 6 edifici speciali a partita e nella scatola ve ne sono 36!

Menzione speciale per la scalabilità: ci troviamo di fronte a un gioco superbo da 1 a 5, senza alcuna limitazione o difetto. Posso dire di aver giocato a tutti i giochi più famosi del maestro tedesco (ad eccezione di Merkator) ed è, a mio avviso, il migliore per scalabilità: solitario eccellente, fantastico in 2 (probabilmente il miglior gioco per 2 mai fatto da lui). Occhio che in 5, se ci sono pensatori al tavolo la durata potrebbe davvero essere proibitiva, ma il difetto è del giocatore, non del gioco.

Se non lo avete mai provato e vi piace il genere, provate questo gioco e non ve ne pentirete. Se agricola è da 10 e lode, Le Havre è 10 e lode meno.

Arrivederci e alla prossima.

Piero

P.S. se vi è venuta voglia di provarlo, trovate Le Havre su Magic Merchant.

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