Buffy, compie 20 anni, perché vale ancora la pena guardare questa serie?

Ho visto Buffy da poco, non avevo mai seguito la serie TV, eppure, a distanza di quasi 20 anni mi ha colpito ed ecco perché dovreste guardarla anche voi se non l’avete mai fatto.

La mia cultura geek aveva una seria lacuna e, fortunatamente, la mia fidanzata ha provveduto a farmela colmare, nel 2015 infatti ho visto tutta la serie di Buffy (e ho comprato anche i fumetti, che devo però ancora leggere).

Tutto questo articolo è concepito per essere letto anche da chi non ha mai visto Buffy – The Vampire Slayer, qualche minimo spoiler dovrete concedermelo per forza ma saranno limitatissimi.

Ecco perché, a mio avviso, vale la pena guardarla anche a 20 anni di distanza.

Buffy – The Vampire Slayer, o Buffy l’ammazzavampiri come forse la conoscete, è una serie TV, ma innanzi tutto nel 1992 Joss Whedon scrisse un film, che ebbe un limitato successo e non lo soddisfò. Il pilot della serie TV dedicata a Buffy nasce proprio come sequel del suo copione originale e non quello del film che poi venne girato.

Vale la pena spendere due parole sulle differenze tra la serie e il film, perché ci sono i concetti chiave che hanno portato Buffy – The Vampire Slayer a diventare una serie cult.

Buffy è all’ultimo anno del liceo nel film, mentre lo sta iniziando nella serie. I suoi genitori nel film sono facoltosi ma poco presenti, nella serie Buffy viene cresciuta da Joyce e ne riparleremo tra poco, l’omologo di Giles nel film non è identificato come Osservatore e non ha un ruolo particolare nella vita della ragazza.

Perché sono differenze importanti? Perché Buffy è una serie che parla di crescita e questi tre punti sono cruciali. Buffy Summers si è trasferita da poco a Sunnydale con Joyce, la madre (il padre non fa parte del quadretto familiare) e incontrerà Giles, il suo Osservatore, che la accompagnerà (inizialmente suo malgrado) nei suoi doveri di Cacciatrice assieme a due inseparabili amici: Xander e Willow.

Joss Whedon ci racconta una storia di ragazzi che crescono e devono affrontare le avversità che la vita mette loro davanti. In questo la metafora dei vampiri e dei demoni in generale è molto azzeccata.

I copioni degli episodi nascevano proprio considerando quali problemi e quali emozioni di Buffy si volevano trattare e come li avrebbe affrontati nella sua battaglia contro il soprannaturale.

Buffy è una serie che non è invecchiata nemmeno dopo 20 anni, le problematiche del crescere tra mille problemi, magari con un solo genitore o con un concetto di famiglia che va oltre la mera biologia, sono tutti già lì.

Buffy è una serie dove la biondina stupida che viene uccisa nei film horror è una ragazza che diventerà una donna forte, che non ha bisogno del principe azzurro per essere salvata. In questa serie non troverete mai distinzioni di genere.

Gli amici, i parenti, le relazioni sentimentali, la sessualità, il concetto di diverso, il perdono e persino la morte sono temi in cui Buffy ha aiutato ad aprire una strada poi battuta da molti. Anche se dopo Battlestar Galactica il cattivo\non cattivo è stato sdoganato, difficilmente negli anni ’90 avreste trovato una serie TV dove uno dei cattivi è uno dei personaggi più belli e sfaccettati e, soprattutto amati. Forse più della protagonista.

Se oggi Game of Thrones è famosa per il coraggio che mostra nell’uccidere i suoi personaggi (protagonisti inclusi), allora che dire di Buffy?

Senza Buffy forse non avremmo avuto la moltitudine di serie urban fantasy che invece abbiamo visto in questi anni (d’accordo, qualcuna avremmo potuto benissimo risparmiarcela), non avremmo mai visto Firefly, Dollhouse o Doctor Horrible’s Sing-along Blog giusto per citare alcuni degli innumerevoli gioielli di casa Whedon.

Buffy è una serie dove in un episodio si parla per 17 minuti su 44, e questo viene nominato agli Emmy Award (è senz’altro uno dei più notevoli). In un altro episodio non abbiamo praticamente musica nella colonna sonora e credo di poter dire senza tema di smentita che sia il più commovente e straziante mai visto in una serie TV. Ancora, in un altro ancora si canta, ma decisamente non è il solito “episodio musical”, molto probabilmente vi rimarranno in testa alcune delle canzoni, inoltre all’epoca Whedon corse un grosso rischio, mentre oggi è cosa comune.

Mi risulta un po’ complicato dire di più senza rischiare spoiler. Angel, Spike, Tara, Anya e i conigli… cose da dire ce ne sarebbero, tuttavia non voglio rovinarvi la visione, se ancora non avete avuto modo di recuperare questa serie.

Per ogni generazione c’è una cacciatrice, ma c’è una cacciatrice che è stata scelta da parecchie generazioni, ed è “Buffy, Slayer of The Vampyrs”. (Ma questa la capirete soltanto verso la fine della settima stagione).

Purtroppo non potete trovarla su Netflix, ma ecco qualche link:

  • Cofanetto DVD (Stagioni 1-7) in lingua inglese (sottotitoli inglesi)
  • Cofanetto DVD (Stagioni 1-7) per collezionisti in lingua inglese (sottotitoli inglesi)
  • Cofanetto DVD prima stagione in lingua italiana e inglese (audio\sottotitoli)

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