Anteprima: Xi’an di Pendragon Game Studio

La seconda giornata di Play è stata breve per me, ma sono riuscito a provare Xi’an in anteprima. Siete pronti a costruire l’Esercito di Terracotta?

Premessa, il gioco è di Marco Legato e Francesco Testini, quest’ultimo non è uno dei tanti autori che capita di incontrare, infatti ho avuto modo di conoscerlo meglio e averlo ospite a casa nostra. Io ve lo dico, per la cronaca, ma per parlare bene di Xi’an non è necessario essere amici degli autori o non voler far arrabbiare l’editore cattivo, ve lo assicuro.

In Xi’an dovremo cimentarci a costruire l’Esercito di Terracotta per accompagnare nell’aldilà Qin Shi Huang, all’anagrafe Yíng Zhèng, primo imperatore della dinastia Qin.

Partiamo innanzi tutto dalla plancia, che è divisa in 3 aree, vediamole insieme.

Partendo dall’alto abbiamo il mausoleo, diviso in 6 sezioni e un tracciato. L’azione costruzione del mausoleo ci consentirà di avanzare di un passo sul tracciato e prendere una tesserina (ce n’è una per giocatore) dalla sezione corrispondente.

Prima della seconda area c’è un tracciato che indica il turno in cui ci troviamo, la partita dura solo 6 turni.

La seconda area è il luogo dove verranno costruite le statue, è divisa in tre sezioni (A, B, C), il pavimento di ogni sezione viene scelto casualmente a inizio partita tra quelli disponibili, sarà molto molto difficile giocare due partite di fila con la stessa composizione.

La terza e ultima area è quella delle azioni, ce ne sono 4 disponibili in totale, due per zona e vengono posizionate casualmente sugli spazi. Su uno di questi verrà posizionato il Primo Ministro (che si sposta ogni turno), il primo giocatore che invierà un capomastro in quello spazio, oltre a svolgere la relativa azione, otterrà una moneta e un punto vittoria.

Durante la partita potranno essere presenti in ogni zona soltanto un certo numero di capomastri (segnalini dei giocatori), inoltre per inviare un capomastro in uno spazio dove sono presenti capomastri di altri giocatori occorre pagare loro una moneta. Appare chiaro che agire per primi può essere determinante in talune occasioni.

Sotto la plancia vengono rivelati quattro equipaggiamenti per le statue, raccogliere i set di carte (fino a 3 di legno e 3 di bronzo) garantisce un bel numero di punti vittoria.

La partita

La partita si svolge in modo molto semplice: ogni giocatore pesca 4 carte, ne giocherà 2 nella prima parte del turno e 2 nella seconda. Le carte sono 24 per giocatore (4 colori, di valore da 1 a 6), pertanto prima o dopo una determinata carta capiterà a tutti.

Delle due carte, una viene giocata per il numero che riporta in alto e l’altra per attivarla. Il numero indica l’ordine di gioco. La scelta che si presenta al giocatore è semplice: giocare per primi sacrificando un numero alto o provare a portare a casa qualche risorsa in più (le carte più alte sono, ovviamente, più potenti)?

Le carte consentono di ottenere argilla, pigmenti, denaro o aiutanti che rimarranno dinnanzi a noi e garantiranno dei bonus sulle azioni.

Una volta giocata la carta, posizioneremo un nostro capomastro su una delle quattro tessere azione, pagheremo eventuali monete a chi l’ha svolta prima di noi e quindi la svolgeremo a nostra volta. Possiamo avanzare sul tracciato del mausoleo, scolpire statue e posizionarle in una delle caselle libere, ottenendo punti vittoria, acquistare equipaggiamenti per le statue oppure dipingerle.

Avanzare sul tracciato del mausoleo consente di ottenere le tessere che vi consentiranno di costruirlo dinnanzi a voi. Se non le userete varranno 1 punto vittoria l’una, ma usandole potrete avere notevoli vantaggi durante la partita.

Il meccanismo di costruzione è molto semplice, si spende tanta argilla quanta richiesta dalla zona di costruzione (la zona A è la più economica ma garantisce meno punti vittoria). È possibile anche “firmare” fino due statue, solo voi potrete dipingerle.

Anche dipingere è molto semplice, basta spendere i pigmenti richiesti (sono sempre due, ma dipingere in zona A è più semplice) e sostituire la statua grezza scelta con una delle proprie. Si ottengono tanti punti quante sono le statue del vostro colore collegate a quella dipinta, dipingere statue a gruppi diventa quindi molto interessante e appare chiaro che firmare una statua può essere un ottimo modo per mettere i bastoni fra le ruote agli avversari. Se a fine partita avrete in mano un equipaggiamento adatta alla statua dipinta, guadagnerete punti extra. Solo uno dei colori necessari alla colorazione delle statue cambia ogni turno, fare attenzione a quali sono già usciti e a quale è destinato a sparire potrebbe essere cruciale.

La partita termina dopo 6 turni, ovvero dopo 24 carte giocate. A questo punto si calcolano i punti dati dai set di carte, dalle maggioranze di statue dipinte nelle tre zone e dalle tessere mausoleo non giocate. Chi ne ha di più è il vincitore!

Conclusioni

Se cercate di capire quale sia il tasso di incidenza della casualità, vi dico già che c’è un mazzo di carte e quel che arriva arriva, ma non tirerete mai un dado per sapere se l’azione ha avuto successo, dovrete invece saper ottimizzare le carte che avete in mano, sapendo che gli altri hanno un mazzo identico al vostro.

Il gioco a regime dura un’oretta e dimostra come non sempre serva trovare l’idea più innovativa del mondo per fare un bel gioco, quanto basti mescolare in modo accorto cose che abbiamo già visto.

Avevo già giocato a Xi’an parecchi mesi fa, quando era ancora un prototipo con i meeple al posto delle statuette in plastica (bellissime, tra l’altro) e già allora mi era parso proprio un bel gioco. Vuoi per il tema, vuoi perché ti dà proprio l’idea che le regole siano ben orchestrate: non si ha mai la sensazione che una meccanica sia stata messa lì tanto per aggiungere qualcosa, tutto sembra avere una giustificazione nell’ambientazione.

La longevità, come spiegavo sopra, è garantita da setup sempre diversi, ma non solo. Lo ha dimostrato la partita fatta a Play nella stanzetta blu di Pendragon: sono riuscito ad arrivare primo (con lo stesso numero del mio amico Gabriele Berzoni de Il Gioco) dipingendo un’unica statua, sicuramente perché per i miei avversari era la prima partita, ma anche perché ho saputo raccogliere un alto numero di equipaggiamenti. Sarà una strategia vincente anche contro dei giocatori più esperti? Probabilmente no, ma non c’è un unico modo per fare punti e sarà divertente provare a esplorare diverse vie una volta che uscirà il gioco.

Non ho il martelletto di Tom Vasel (se non seguite The Dice Tower fate finta di capire, non importa granché), ma per me Xi’an merita un bel sigillo di approvazione a forma di pizza. Vi consiglio di provarlo, uscirà a fine anno.

Rispondi