Battlestar Galactica – Moore: i Cylon non hanno mai avuto un piano

All’ATX Television Festival si è svolta una mini reunion di Battlestar Galactica e Moore ha ammesso che i Cylon non hanno mai avuto un piano.

Nel weekend ad Austin, Texas, si è svolto l’ATX Television Festival (ne abbiamo parlato ieri nell’articolo su Alias) e per Battlestar Galactica erano presenti: Edward James Olmos (William Adama), Mary McDonnell (Laura Roslin), Katee Sackhoff (Starbuck), James Callis (Gaius Baltar), Tricia Helfer (Numero Sei), Grace Park (Boomer/Numero Otto), Michael Trucco (Sam Anders) e il produttore esecutivo Ronald D. Moore.

A distanza di 8 anni la sintonia tra i membri della “Famiglia di BSG” sembra non essere scemata, con gli attori e lo showrunner a loro agio tutti insieme sul palco che raccontano come siano ancora in contatto e Katee Sackhoff che aggiunge “Vivo vicino all’aeroporto, quindi mi becco le visite al volo” . LA Times ha riportato alcuni degli aneddoti che traduco per gli altri fan che, come me, portano Battlestar Galactica nel cuore dopo tutti questi anni (sì, “always”, come Snape).

Baltar e Six all’ospedale

Callis ha ricordato quando ha battuto la testa cadendo ed è stato portato di corsa al pronto soccorso. La ferita di per sé “non era nulla di che, ma in quel momento ero coperto di sangue finto e sembravo messo malissimo. Mi portano dentro e [il personale dell’ospedale] mi vede conciato così e mi fanno “Che … sta succedendo?”

Anche Tricia Helfer ha ricordato di quando, in un’occasione simile, avrebbe dovuto spiegare come si era fatta male: “Arrivi al pronto soccorso e ti chiedono: ‘Cosa stavi facendo?’. ‘Beh, stavo morendo, ero in un garage sotterraneo e stavo uccidendo una persona perché voleva che mi uccidessi e facessi il download, ma io non volevo…’, Come glielo spieghi?”

In effetti si potrebbe rischiare di finire in un ospedale psichiatrico…

Non avevano un piano

I Cylon “hanno un piano”? No, ecco… no.

Moore ha spiegato che era solo una frase a effetto che piaceva al coproduttore esecutivo David Eick, una cosa che sarebbe piaciuta agli spettatori, avrebbero avuto modo di pensarci in seguito. In realtà non ci hanno mai pensato e, ha aggiunto Moore: “Per i successivi 14 anni della mia vita mi sono sentito chiedere: ‘Qual era il piano?’, per farla breve, non c’era alcun piano.”

L’11 settembre

Anche se Moore aveva visto la serie originale del 1978, da cui è nato il “reboot”, ha noleggiato il pilot (immagino la VHS) per fare un ripasso.

Mi colpiva molto l’idea di fare una serie del genere in quel momento storico, perché quando ho visto quel pilot tre mesi dopo l’11 settembre, aveva tutto un altro significato. Un attacco apocalittico all’improvviso, che distrugge quei mondi… ho subito pensato che fare una serie così in quel momento era un’occasione per parlare di ciò che stava accadendo nel mondo.

Starbuck cambia sesso

Dopo che Sackhoff ha detto al padre che era stata scelta per interpretare Starbuck, questi le ha consigliato di guardare la serie originale, al che è andata al negozio di videocassette e ha scoperto che il suo personaggio nella serie originale era un uomo (Dirk Benedict), si è poi recata in un Internet cafè per vedere cosa dicevano i fan, venendo a sapere della sollevazione che i fan avevano messo in atto scoprendo del cambio di sesso. “L’ho scoperto in quel momento, ehm…”

Vista l’intransigenza di tanti fan non stupisce che ci sia stata una sollevazione, ma a questo punto mi sa che dire “Starbuck” evoca immediatamente l’immagine di Kara Thrace, per cui, è bene ricordare che prima si tocca con mano e poi si giudica.

C’è stata un’incursione di Jamie Bamber (Lee Adama) via Skype, che però era quasi inintelligibile, e il saluto dell’Ammiraglio a cui, ovviamente, tutto il pubblico ha risposto all’unisono.

So say we all!

Fonte: LA Times

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