Anteprima: Wendake su Kickstarter

Parte oggi a campagna su Kickstarter per Wendake, ecco perché vi consiglio il nuovo gioco di Placentia e Post Scriptum.

Dopo il successo della campagna del 2016 con Kepler, che spesso viene citato come uno dei “cinghiali” italiani più interessanti degli ultimi anni, l’accoppiata Placentia \ Post Scriptum torna su Kickstarter con questo gioco che introduce una meccanica molto interessante nell’ambito della scelta delle azioni disponibili nel turno di un giocatore.

Grazie a Mario di P.S. ho avuto modo di leggere il regolamento del gioco, vediamo a grandi linee cosa si è inventato Danilo Sabia, l’autore di Wendake.

Innanzi tutto partiamo dal nome. Probabilmente negli ultimi due anni avete sentito parlare di Grandi Laghi, questo il titolo provvisorio del gioco, ma a Play 2017 è stato annunciato il titolo definitivo: Wendake.

La storia

Il 1756 era un anno bisestile, Tex non cavalcava ancora Dinamite e Ken Parker non era ancora noto come Lungo Fucile. Se in Europa in quell’anno scoppiava la Guerra dei sette anni, nel Nord America si combatteva già da un pezzo, dacché Gran Bretagna e Francia avevano colonie in quelle aree. Era la Guerra franco-indiana, come la chiamano i Britannici, la Guerra di conquista, come invece la chiamavano i Francesi. I Britannici inizialmente subirono pesanti sconfitte, ma riuscirono infine a ribaltare le sorti del conflitto, utilizzando anche le prime armi batteriologiche. L’esercito di Sua Maestà, infatti, distribuì agli indiani coperte infette dal vaiolo per diffondere letali epidemie tra la popolazione.

La stessa spregevole tecnica verrà usata molti anni dopo da Brennan e Teller, e fu così che Lilith trovò la morte, ma questa è un’altra storia…

Il gioco

Wendake è la parola con cui la tribù dei Wyandot (anche noti come Uroni) indicava il proprio territorio di appartenenza. Questo popolo viveva nella zona dei Grandi Laghi insieme agli Irochesi, Shawnee, Potomac, Seneca e molti altri. In questo gioco abbiamo voluto ricreare le tradizioni e la vita quotidiana di questi nativi, specialmente fra il 1756 e il 1763, quando in quest’area si combatteva la Guerra dei Sette anni fra Francesi e Inglesi.

Solo l’incipit del regolamento già potrebbe essere sufficiente a considerare di sostenerlo, ma andiamo oltre.

In questo gioco utilizzeremo guerrieri, cacciatori e donne per raccogliere punti nelle sfere economica, militare, spirituale e delle maschere. Dovremo avere tenere d’occhio diversi aspetti della nostra tribù: ci saranno risorse da gestire e territori da controllare e verrà calcolato solo il punteggio inferiore su ogni coppia di sfere. Insomma, non si può tralasciare nulla se si vuole vincere.

Nella scatola

4 pannelli plancia (se ne usano solo 3 per partita), 4 segnapunti da assemblare (2 coppie di tracciati), 4 plance azione, circa 150 tessere di cartoncino, un centinaio di gettoni, 100 cubetti risorse, una novantina di altri segnalini in legno… e non so cos’altro ancora, perché il comunicato stampa cita “oltre 500 elementi di gioco”. Sarà interessante vedere quanto peserà la scatola.

La partita

La partita si divide in sette anni (turni), in ognuno di essi, i giocatori svolgeranno 4 azioni, di cui una è riservata al cambio dell’ordine di gioco (il primo a scegliere questa azione sarà il primo a giocare nel turno successivo, ecc.)

Come già accennato, le azioni sono parecchie, ben 11, e serviranno a potenziare la vostra tribù, muoverne i membri, usarli per raccogliere, pescare e cacciare, attaccare le tribù nemiche o sfruttare i rituali tradizionali per ottenere altri vantaggi.

Fate attenzione quando commercerete con i bianchi, la possibilità di essere infettati dal vaiolo è reale e vi costerà cara.

Come ci spiegava Gabriele nel suo articolo su Il Gioco, la modalità di attuazione delle azioni è molto interessante: dinnanzi a noi avremo una griglia contenente 9 tessere azione, una volta scelta la prima, dovremo scegliere la seconda e la terza sulla riga, sulla colonna o sulla diagonale di cui fa parte questa tessera. A fine turno scarteremo una delle tessere azione e potremo reinserirne una nuova, più potente, a scelta tra quelle disponibili in una riserva comune. Se la cosa vi sembra complessa, vi suggerisco di dare un’occhiata all’articolo che vi ho segnalato poco sopra, un’immagine vale mille parole (specie se è una GIF animata).

Ve l’ho anticipato sopra: su ogni coppia di tracciati punteggio, viene considerato solo quello inferiore, pertanto sarà imperativo bilanciare le azioni e ottenere più tessere Tartaruga e tessere Progresso possibile.

Conclusioni

Nella pagina su Kickstarter potete trovare video che vi parleranno in modo più approfondito del gioco, io oggi vi dico perché, a mio avviso, vale la pensa spendere 49€ per Wendake.

Partiamo dall’ovvio: ci sono dietro Placentia e Post Scriptum, realtà tutte italiane di comprovata affidabilità, che, nel corso degli anni, ci hanno consentito di realizzare opere d’arte a Firenze (Florenza), costruire svettanti fari sulle coste della Bretagna (Bretagne), salvare la popolazione animale dal diluvio universale (Ark & Noah) – anche se, va detto, non hanno risolto quella faccenda dei due Leocorni – e, infine, di viaggiare per il cosmo alla ricerca di pianeti da esplorare (Kepler 3042).

Da quanto ho potuto vedere, l’ambientazione è molto presente e ancor più curata, vi basti pensare che per decidere il titolo definitivo di questo gioco e rifinirne i dettagli, è stato ingaggiato un esperto della cultura delle tribù coinvolte. Se anche voi, come me e l’autore, siete appassionati del genere western (io più di Tex, Danilo più di Ken Parker) non potete perdervi Wendake.

L’idea della matrice delle azioni è innovativa e interessante, appare evidente come questa, da sola, garantisca un’altissima rigiocabilità, cosa che accontenterà i giocatori più accaniti.

L’edizione Kickstarter, inoltre, include una “tasca” esclusiva, che i primi 100 finanziatori potranno personalizzare (un po’ come era avvenuto con la carta Terra di Kepler, ma più in grande).

Perché no, per completezza vi dico anche i motivi per cui questo gioco potrebbe non fare al caso vostro.

  • Non è un german senza interazione diretta come Kepler. Se non vi piace la possibilità di interagire con gli avversari, lasciate stare.
  • Non è un gioco per giocatori alle prime armi. Vi consiglio di affilarvi le zanne su qualcosa di più semplice prima di approcciare un gioco del genere, che richiede una notevole pianificazione.

Vi lascio nuovamente il link alla campagna su Kickstarter, fatene buon uso, io l’ho già fatto…

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