Anteprima: Master of The Galaxy su Kickstarter

Ormai è una tradizione, Ares Games lancia una campagna su Kickstarter e noi ve ne parliamo, oggi tocca a Master of The Galaxy, una campagna finanziata in un battibaleno!

La storia

La galassia è vasta, ricca e aperta a ogni specie in grado di vincere la gravità del proprio pianeta natale e colonizzare lo spazio. Nove antiche razze sono pronte a reclamare stelle e pianeti e in futuro faranno parte di un grande impero ampio migliaia di parsec. Tutti avranno un posto, ma soltanto una razza sarà la fondatrice e sovrana dell’Impero Galattico.

Sappiamo tutti come è andata a finire con Palpatine, ma veniamo a Master of The Galaxy

Nella scatola

9 carte specie, 18 carte leader, 27 carte sviluppo, 9 carte conflitto e 9 carte governo, 36 basi spaziali, una plancetta sbloccata grazie a uno stretch goal, la plancia centrale, 200 cubetti risorsa, 9 gettoni buco nero, 4 sacchetti di stoffa e 4 cartoncini riassuntivi.

Per gli utenti Kickstarter c’è inclusa una carta leader aggiuntiva e l’espansione “Più veloce della luce”, che include 12 miniature di astronave.

Il gioco

Master of The Galaxy è un gioco di Timofey Bokarev e Konstantin Seleznev per 2-4 giocatori, con meccaniche di bag building, deck building (o quasi) e controllo di aree che ricade nella categoria 4X, come si evince immediatamente dalla scritta sulla scatola: Explore, expand, exploit, exterminate. Esplora, espanditi, sfrutta, stermina.

La partita

Il setup è leggermente diverso a seconda del numero dei giocatori, al fine di non regalare troppo spazio sulla plancia i gettoni “buco nero” renderanno inavvicinabili alcune zone: dovrete vedervela coi vostri avversari, poco ma sicuro.

Durante il setup riempirete il vostro sacchetto con 5 cubetti per colore (25 in totale), otterrete una razza, dopodiché sarete pronti a giocare.

Quando si pescano carte da un mazzo si va incontro a una notevole casualità, ma in questo gioco è possibile contrastarla. Le carte pescate sono due, si può decidere di tenerne una e scartare l’altra, oppure di scartarle entrambe e prendere (alla cieca) la prima carta del mazzo.

È possibile vincere in tre modi: 1) costruire tutte e 9 le stazioni spaziali in vostro possesso, 2) ottenere 5 simboli supremazia dello stesso tipo e 3) conquistando la base di un avversario. Ad aiutare l’ambientazione, abbiamo le tipologie di supremazia che si possono raggiungere (culturale, economica, diplomatica, scientifica o militare), cinque: una per colore dei cubetti che dovremo utilizzare per attivare le nostre abilità.

Durante il proprio turno si estraggono tre cubetti dal proprio sacchetto e si utilizzano o sulle proprie carte, o sul tabellone. In quest’ultimo caso sarà possibile colonizzare un pianeta o tracciare una rotta verso un altro sistema solare.

Se avete familiarità con questo tipo di meccanica (e sicuramente è così se avete giocato a Hyperborea o Orleans), sapete che durante la partita dovrete cercare di arricchire il vostro sacchetto con cubi dei colori che più si confanno alla strategia che avete deciso di adottare. Colonizzare i pianeti è un modo per ottenerne, ma anche qui servirà ottimizzazione: usare un cubetto di colore diverso da quello del sistema, fornisce meno cubetti aggiuntivi.

Carte e tabellone ospitano cubetti di tutti i colori, ma dovrete scegliere con molta attenzione quali utilizzare qualora possiate scegliere tra più colori (ad esempio per tracciare una rotta verso un altro sistema solare), per ottimizzare il vostro sacchetto.

Un’altra nota interessante è che non tutti i cubetti torneranno in vostro possesso, una volta completato il progetto in cui li avete impegnati: alcuni potrebbero dover tornare nella riserva generale (“Perdite irrecuperabili”).

Si tratta, come dicevamo, di un gioco di esplorazione e sfruttamento delle risorse, pertanto oltre a colonizzare i pianeti, occorre avere un certo grado di organizzazione politica al fine di utilizzarli al meglio. Per fare questo è necessario costruire e posizionare le proprie basi, fino a un massimo di tre per sistema, queste consentiranno di pescare dai mazzi leader, conflitto e governo (in successione). Va da sé che le carte governo sono le più potenti di tutte.

Ad aiutarci nella nostra missione, avremo i leader, si tratta di carte che vengono pescate in seguito alla realizzazione di carte sviluppo e hanno poteri anche molto diversi tra loro, ma attenzione: davanti a un giocatore non possono esserci mai più di 7 carte, ma ne pescherete molte di più. Ogni carta scartata consente di aggiungere al proprio sacchetto nuovi cubetti, per cui avrete da pensare anche a quale valore abbiano le varie carte: converrà usarne le abilità o sacrificarne per aumentare le proprie riserve?

Per ottenere la vittoria è possibile, oltre a posizionare tutte le proprie basi, ottenere la supremazia in uno dei campi sopra citati, per farlo dovremo controllare sistemi solari o realizzare progetti sulle nostre carte che ci conferiscono simboli supremazia, appunto: si vince avendone 5 uguali.

L’ultimo dei mezzi per vincere è quello del dominio militare, conquistare il sistema solare originario di un avversario fa terminare il gioco con una vittoria schiacciante.

Conclusioni

Se vi intriga la meccanica del bag building qui avete occasione di vederla sfruttata in un contesto fantascientifico, un’ambientazione molto lontana da quella dei giochi che vi citavo prima.

Personalmente trovo che sia un buon compromesso tra l’aleatorietà e la strategia, siamo noi a decidere quali cubetti aggiungere al sacchetto e non ci è richiesto nemmeno uno sforzo mnemonico, perché è possibile guardare nel sacchetto in qualsiasi momento.

Interessante anche come è strutturato il conflitto, troppo oneroso perché sia usato solo per rompere le scatole al prossimo, è bene ponderarne l’uso e, talvolta, evitarlo proprio, visto che alcuni benefici del gioco sono disponibili solamente se si controlla solo uno dei due estremi di una rotta!

Un altro fattore che mi è piaciuto, è il fatto che col procedere del gioco la nostra civiltà prenda forma e si sviluppi con una specie di “albero delle tecnologie”, che però non è prestabilito, pertanto le partite saranno potenzialmente sempre molto diverse tra loro. Badate, non è un gioco che vi richiederà soltanto una mezzoretta, sulla scatola c’è scritto 60+, in quattro giocatori si potrebbe arrivare a quasi due ore.

Esiste anche una variante con un draft delle razze iniziali, che consiglierei solo a chi ha già fatto alcune partite e ha compreso le potenzialità delle razze: la scelta diventa molto meno casuale, ma un giocatore con più esperienza potrebbe trarne molto più vantaggio di chi è alle prime armi.

Se deciderete di sostenere Master of The Galaxy, il gioco arriverà a casa vostra con poco più di 40€, con tanto di specie riservata ai sostenitori di Kickstarter. A me è piaciuto e, se non fosse che spesso gioco con persone che non conoscono a sufficienza l’inglese (le carte riportano scritte fondamentali per l’utilizzo), lo sosterrei al volo. Sono molto curioso di provarlo, quindi se qualcuno di voi lo prende, invitatemi per una partita, vi porto una birra in cambio! Vi ricordo il link alla pagina su Kickstarter, avete ancora due settimane per convincervi!

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