Recensione: Mezzosangue di Vincenzo Romano

Mezzosangue è un romanzo fantasy scritto da Vincenzo Romano, la sua prima opera. Eccovi la mia recensione. Attenzione, spoiler!

Titolo del libro: Mezzosangue

Autore: Vincenzo Romano

Trama: Kai, da cacciatore, è diventato preda. La sua ricerca si è trasformata in una fuga disperata. Un misterioso assassino lo tormenta da settimane con agguati continui, limitandosi a ferirlo e scappare. Il bosco nelle vicinanze di un piccolo villaggio sembra essere il luogo scelto dal suo persecutore per concludere quel gioco crudele. Kai cade, attende il colpo di grazia.
Narog è un giovane mezz’orco. Vive con il suo patrigno nel piccolo villaggio di Craughway dove solo in pochi conoscono il suo segreto. Un giorno, mentre è a caccia nella foresta che circonda il villaggio, si imbatte in uno scontro mortale.

Recensione: Sebbene l’idea base di questo libro, due razze diverse che si incontrano ed uniscono le loro forze, possa sembrare un’idea scontata, in Mezzosangue mi è piaciuta subito. Il libro si apre con l’immediata conoscenza dei due protagonisti, Kai il mezzelfo e Narog il mezz’orco, che si incontrano dopo che Kai è stato gravemente ferito. Da qui, si snoda la storia di questo libro: Kai la preda di un cacciatore e Narog che viaggia e combatte al suo fianco.

C’è una cosa che mi preme tantissimo dire: lo stile dell’autore Vincenzo Romano è davvero fluido, semplice ed efficace. Uno dei parametri con cui inizialmente giudico se un libro mi piace o no, è la facilità con cui riesco ad immaginarmi le scene, le ambientazioni ed i personaggi. In Mezzosangue, questo processo è stato immediato e facilissimo. Una delle prime scene ad esempio, il momento in cui Narog cura le ferite di Kai è subito apparso nella mia mente, vedevo la stanza, i colori, i due protagonisti, percepivo quasi la tensione.

Il libro poi però, si è un po’ perso nello svolgersi della trama. Forse visto che ho tanto apprezzato lo stile avevo aspettative alte, ma mi è sembrato che gli eventi della storia fossero un po’ lenti e troppo poco decisivi. Ad esempio, avrei voluto leggere di più sulla caccia di Kai e Narog e meno sulla scuola dei cavalieri che forma i nostri  due protagonisti. Avrei voluto più azione e meno tempi morti. Tuttavia, la profezia finale, con cui il romanzo si conclude, fa ben sperare.

È un libro di cui consiglio la lettura, anche se lascia un po’ la sensazione di essere non completo, di avere assolutamente bisogno che la storia prosegua in un secondo volume.

Trama via Amazon

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