Star Wars: Rian Johnson parla del controllo sulla storia de Gli ultimi Jedi

Siete pronti a scoprire cosa ha preteso Disney nella storia di Star Wars: Episodio VIII? Rian Johnson racconta come ha lavorato in questi mesi.

In un’intervista al New York Times, Johnson ha raccontato come è arrivato sulla poltrona di autore\regista di Episodio VIII e di com’è stato il processo creativo che lo ha portato a scrivere la storia che vedremo a fine anno nei cinema.

Johnson ha quasi rifiutato l’incarico

È stato di punto in bianco. Avevo avuto incontri generici con Kathy Kennedy, quando ha preso le redini di Lucasfilm. Non ho mai pensato di essere davvero in lizza, perché pensavo che ogni regista del pianeta avrebbe voluto fare un film di Star Wars. Poi me l’ha chiesto, ha sganciato una bomba. All’improvviso ho capito perché stavamo facendo quella riunione. Non ho cercato di nascondere il fatto che fossi al settimo cielo, ma ho anche detto “Ci posso pensare?”.

Era un po’ confusa, credo. Nei giorni seguenti non sono riuscito a dormire, ho pensato di fare una lista dei pro e dei contro, ma in verità era una decisione che doveva venire dal cuore: mai al mondo ci avrei rinunciato.

Il controllo creativo

Sicuramente qualcuno di Disney leggerà i copioni, ma non ci sono paletti a priori.

Immaginavo di trovare una mappa gigante sul muro con la storia delineata, invece no. In sostanza mi hanno dato il copione di Episodio VII, ho potuto vedere il lavoro che J.J. svolgeva ogni giorno e ci siamo chiesti: dove si va ora? È stato fantastico!

Io stesso immaginavo che lo story group avesse delineato qualche evento chiave, ma evidentemente questo è accaduto solo per il lasso temporale che va da La minaccia fantasma a Il risveglio della Forza, al fine di evitare il caos tra le trame di libri, fumetti, serie TV e film.

Niente del genere, ma è il secondo film di una trilogia. Il primo film ha portato a un certo punto i personaggi, il secondo deve scavare nella loro storia e metterli alla prova. Volevo che questa fosse un’esperienza soddisfacente di suo. Non volevo che finisse con “puntini, puntini, punto interrogativo”.

Kylo Ren non è Darth Vader

Rey e Kylo son praticamente due metà del nostro protagonista. Kylo non è il nostro Vader. Nella trilogia originale Vader è il padre: è di lui che abbiamo paura e di cui cerchiamo l’approvazione. Kylo, al contrario, rappresenta la rabbia e la ribellione, il desiderio (talvolta sano, talvolta no) di separarsi dai genitori. È il mio tipo di “cattivo”, tra virgolette, perché si vede quanto sia debole.

I genitori di Rey

La questione dei genitori di Rey non è importante in funzione dei genitori, ma di Rey stessa.

Se avessi avuto delle domande come “Cosa avevi in mente per questa cosa?”, “Qual è la tua idea per quest’altra?” avrei potuto tranquillamente chiederlo [a J.J.], ma queste domande spiegano solo cosa vogliono questi personaggi e come sono arrivati a quel punto.

Prendi la questione dei genitori di Rey: se hai questa informazione ti dici “Ah, è così!”, ma a chi importa? So che importa a molte persone, ma si tratta di una cosa interessante e non di impatto. “Che ruolo ho io nel mondo?”, “Da dove vengo?”, “Dove mi sento a casa?”, sono domande molto più interessanti. Si può giocare con queste domande e le relative risposte per avere un impatto emotivo molto rilevante sui personaggi.

Luke Skywalker

Johnson avrà la possibilità di far dire la prima battuta della nuova trilogia a Mark Hamill.

È stata la prima questione da risolvere. Perché Luke si trova su quell’isola? Non avevo una risposta, ma non potevo scegliere una cosa a caso. Sono cresciuto con l’idea di sapere chi è Luke Skywalker, quindi doveva esserci un motivo particolare. So che non si sta nascondendo, so che non è un codardo. Deve esserci una ragione in cui crede. Certo, c’era da deciderne il futuro, ma alla fine le opzioni erano molte meno di quelle che uno potrebbe pensare.

La morte di Carrie Fisher

Da parecchi mesi si parla di un certo punto in cui succede una certa cosa a Leia, benché non sia ufficiale, le parole di Johnson fanno pensare che sia proprio così. Potete leggere ciò di cui parlo seguendo questo link, attenzione: spoiler.

Quando è morta, eravamo in una fase inoltrata della postproduzione. Quando siamo tornati al montaggio dopo capodanno è stata dura. Abbiamo visto tutte le sue scene e sentivamo che non dovevamo cercare di modificarne il lavoro. Non abbiamo ritoccato ciò che le succede in questo film. Dal punto di vista emotivo non si può fare a meno di ricontestualizzarlo, ora che non c’è più. È quasi inquietante il fatto che ci siano scene con un impatto emotivo e un significato diverso a questo punto.

L’ultimo Jedi

Ultimo, ultimi… eppure era tutto già all’inizio di Episodio VII e ci viene indirettamente detto che quel che viene detto nella trilogia originale si può aggirare, volendo (sì, parliamo proprio del fatto che Kanan ed Ezra debbano morire entro la fine di Rebels, possibile, probabile, ma non obbligatorio) .

È nel crawl di apertura de Il risveglio della Forza. Luke Skywalker al momento, è l’ultimo Jedi. C’è sempre modo di cavarsela in questi film: tutto viene visto da un certo punto di vista, ma nella nostra storia è davvero l’ultimo Jedi, è andato in esilio ed è da solo sull’isola per motivi sconosciuti.

È giunta l’ora della fine degli Jedi

Lo dice davvero, sembra proprio una cosa disperata e la esploreremo. Il cuore del film sono Luke e Rey, vedremo anche altri personaggi, ma tutto ruota attorno a loro due e alla domanda: “Qual è il sentimento di Luke verso i Jedi?”.

Nell’intervista, Johnson aggiunge poi che Han Solo tornerà come fantasma della forza e Jar Jar è Snoke, ovviamente.

Ora via ai commenti, ma ricordate che prima di giudicare un film, lo si deve guardare.

Fonte: NY Times

1 commento su “Star Wars: Rian Johnson parla del controllo sulla storia de Gli ultimi Jedi

  1. Al di là di tutto, per me la più grossa cavolata che ho letto nell’articolo è “posso pensarci?” Ah Ah Ah
    Poi, per il resto, mi risparmio ogni commento, soprattutto su quello che il film sarà, proprio perché non è ancora uscito. Certo, se mi devi bastare sul VII non posso essere che molto scettico e dubbioso, perché la possibilità di vedere un film realizzato bene, ma che non ha altro che questa cosa, un po’ di effetti nostalgia e qualche futuro gadget da offrire è altissima (che comunque oggi giorno, con la povertà creativa che c’è in giro, non è comunque poca cosa…).
    Dubito comunque che vedremo un altro incredibile e strepitoso Rogue One, lo Star Wars dell’era moderna che non ti aspetti.

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