Anteprima: Barbarians – The invasion

Ho avuto modo di giocare a Barbarians – The Invasion con l’editore e uno degli autori del gioco, ne sentirete parlare parecchio, una volta che uscirà sugli scaffali, eccone un’anteprima.

In attesa di poter giocare nuovamente a Barbarians, ecco le riflessioni dopo una sola partita, che è davvero poco per capire appieno la profondità del gioco, ma già da subito traspaiono notevoli potenzialità, combinazioni da poter sviluppare e poi c’è la questione dei due “gusti” con cui viene pubblicato il gioco…

Se vi siete persi l’intervista agli autori, potete rimediare cliccando qui.

La storia

Entrate nel misterioso mondo dei Feniani, un luogo dove clan di barbari governano terre selvagge e civiltà corrotte prosperano in città decadenti. Un luogo ricco di poteri conferiti da antichi dei e infidi demoni.

Diventate i signori di un clan e guidatelo alla conquista di nazioni civilizzate, prendete possesso delle loro terre e saccheggiatene le ricchezze.

Necessiterete di una forte economia, di un ancor più forte esercito e di tutti i miglioramenti tecnologici che potrete permettervi di ricercare. Dovrete gestire risorse, unità belliche ed edifici, oltre a evocare il potere di antichi dei e demoni per ottenerne il favore.

Solo il clan più forte dominerà il cammino verso la gloria e lascerà il suo segno nella storia!

Nella scatola

Prototipo – Immagine non definitiva

Fate spazio sul tavolo: Barbarians si sviluppa su una plancia e una mappa, sulla prima sono presenti i miglioramenti delle razze, il segnapunti, le carte che caratterizzano i 7 turni di gioco e, soprattutto, il vulcano! La mappa, invece, rappresenta i territori che potrete conquistare, ma non crediate che le isole più lontane siano alla portata delle vostre misere barchette…

Accanto alla plancia troverete le carte degli edifici da acquistare, gli dèi da venerare e i guerrieri che condurranno i vostri eserciti.

Tra carte e segnalini, il materiale è veramente tanto e per sfruttarlo, ogni giocatore ha anche una sua plancetta su cui tenere traccia delle risorse e delle unità del proprio esercito.

Il gioco

Barbarians si gioca su sette ere, in cui si alterneranno sfide contro demoni e festività. Le ere si dividono in fasi: mantenimento, azione, conclusione.

Il mantenimento è il momento in cui si riattivano le carte utilizzate nell’era precedente, rimettendole in verticale. Ho scoperto che dal 2014 forse si può dire “tappare” e “stappare” anche se non si parla di Magic, comunque ci siamo capiti. Se avete acquistato degli edifici, è il momento di attivarli, ma solo quelli consentiti dal livello della vostra conoscenza di costruzione.

Durante la fase delle azioni, andremo a posizionare i nostri lavoratori sul vulcano, ogni giocatore ne ha tre (ma è possibile ottenerne temporaneamente un quarto, in taluni casi). Si parte dal livello più alto del vulcano: si sceglie un’azione e se ne sbloccano due, perché nel turno successivo si potrà posizionare il proprio lavoratore solamente nelle due aree del livello successivo del vulcano direttamente collegate a quella già occupata.

Un po’ statico? Niente paura, ogni anello del vulcano è mobile e può ruotare indipendentemente dagli altri, in tal modo potrete scombinare i piani agli avversari e innescare combo che possano avvantaggiarvi al meglio. Proprio per evitare combo troppo potenti, il quarto e ultimo anello presenta una parte fissa, che impedisce ad alcune delle sue aree di trovarsi in prossimità di alcune del terzo anello.

Le azioni possibili sono:

  • Ottenere risorse (cibo, legno, metallo, pietra, oro)
  • Ottenere Punti Dominio
  • Erigere edifici (pagandone il costo)
  • Invocare un dio o un guerriero
  • Andare in guerra

La parte bellica introduce una certa aleatorietà, si tratta di un push your luck molto interessante, perché sarete voi a scegliere i termini della sfida, muovendovi militarmente solo contro eserciti di cui conoscete le tattiche o, ancora, migliorando le vostre armature prima di combattere.

Non aspettatevi di potervi rubare territori già conquistati: siamo in un gioco con un’anima rivolta all’interazione indiretta, la potenza militare però viene premiata durante le conquiste con una vittoria schiacciante: è possibile utilizzare più truppe del necessario per ottenere maggiori ricompense.

Nell’economica del gioco, sono molto importanti i tracciati della conoscenza, parte riguardano la conoscenzabarbarica” e parte quella “tattica”. I primi serviranno per migliorare le potenzialità della vostra tribù in termini tecnologici (navigare più lontano, ottenere più risorse, avere armature migliori e rendere produttivi più edifici per volta), i secondi migliorano l’efficacia del vostro esercito contro le diverse tipologie di nemici, come anticipavo poco sopra. Com’è evidente, questi avanzamenti sono fondamentali per vincere la partita.

Nel dettaglio, ogni volta che scenderete in battaglia, dovrete voltare un certo numero di carte dal mazzo della popolazione che state invadendo e sottrarre dal vostro esercito le unità necessarie a sconfiggere le minacce rivelate. Gli scudi consentono di ignorare i malus in caso di sconfitta, la tattica consente di rivelare meno carte per volta, rendendo il combattimento più facile da affrontare. Fortuna sì, ma avete comunque modo di limitarne foremente l’impatto.

Prototipo – Immagine non definitiva

Ogni aspetto sembra davvero essere stato ben concepito per integrarsi con l’ambientazione, che viene aiutata dal comparto grafico. Come avevamo evidenziato ai tempi della campagna, inoltre, il gioco esiste in “due gusti”, in uno vengono usati dei semplici meeple, nell’altro ogni giocatore sfrutterà delle miniature che hanno colpito anche me, che notoriamente sono tipo da meeple e cubetti.

L’edizione “Iron” comprende ben 95 miniature e tutti i bonus di Kickstarter, mentre quella “Wood” sarà sicuramente meno di impatto visivo, ma vi permetterà di giocare a Barbarians con costi più contenuti.

Al momento potete trovare Barbarians solo su MagicMerchant.it e si tratta dell’edizione Iron (quella più sciccosa, con le miniature), ma mi dicono i miei informatori che a breve dovremmo avere novità anche per l’altra edizione.

Per comprendere appieno le potenzialità delle azioni, in sinergia con il movimento vulcano, servirà almeno un’intera partita e anche quando avrete preso dimestichezza con questi meccanismi, avrete la possibilità di introdurre nuove sfide, giocando in modo asimmetrico grazie ai poteri specifici delle razze o a una nuova regione da invadere.

Barbarians mescola in modo molto interessante piazzamento lavoratori e push your luck controllato con un condimento di produzione risorse e interazioni indirette di cattiveria inaudita, perché rubare un’area del vulcano a un avversario potrebbe costringerlo a rivedere pesantemente la tattica che aveva pensato per quel turno, ma non solo.

Nella mia prima partita, giocando con i poteri delle razze con persone che conoscevano bene il gioco (tra cui Martino, uno degli autori), sono stato sonoramente battuto, ma il gioco mi ha molto intrigato e non vedo l’ora di riprovarlo con più cognizione di causa. Oltre al vulcano, mi ha colpito favorevolmente la molteplicità di approcci che un giocatore può tenere, ovvero indirizzarsi più verso l’aspetto bellico oppure verso quello gestionale, gli autori garantiscono che non ce n’è uno vincente a priori.

La longevità del gioco è garantita da diversi fattori, esistono diverse mappe da conquistare, che comunque contengono gettoni bonus posti casualmente all’inizio della partita, le carte demoni\festività non sono poche e solo 7 entrano in gioco in ogni partita (considerate poi che c’è anche una mini espansione che aggiunge alcune carte in questo mazzo) e il vulcano è double face, pertanto potrete capovolgere i dischi con le azioni, per ottenere combinazioni tutte nuove.

In definitiva, in Barbarians trovate l’estetica (le minature e gli artwork che ho visto finora sono decisamente curati), quel che di unico (il vulcano 3D rotante) e un solido gioco gestionale. Davvero un bel lavoro da parte di Pierluca Zizzi, Martino Chiacchiera e Marta Ciaccasassi, unito a una bella edizione ben curata da Tabula Games, bravi.

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