Lo spacciagiochi: Il trono di spade – il Primo Cavaliere

Giocare con i personaggi di Game of Thrones richiede ore e ore di gioco? Nemmeno per idea, bastano 20 minuti e una copia de Il Primo Cavaliere.

In realtà, oltre al gioco da tavolo amato da molti, mal sopportato da altri (io sono tra questi ultimi, confesso), ci sono giochi di carte, un Risk, una riedizione di Coloni di Catan, di Trivial, di Cluedo, di Cosmic Encounter e altro ancora. Oggi, però, vi parlo de Il Primo Cavaliere (The Hand of The King). Si tratta di un gioco di Bruno Cathalà per 2-4 aspiranti al ruolo di consigliere di chi siede sul Trono di Spade, edito in Italia da Asmodée/Asterion. La partita può durare 15-30 minuti stando alla scatola, ma dubito andrete oltre i 20 minuti.

Nella scatola

36 carte personaggio, 14 carte compagno, 7 segnalini vessillo e 4 Corvo a tre occhi.

Già, tutto qui, eppure…

La storia

Diventare Primo Cavaliere è l’ambizione di molte persone, ma c’è da perderci la testa, come diceva sempre nonno Eddard. Dovete sapere che, all’epoca, c’era una donna molto ambiziosa, che si approfittò del buon cuore del nonno e uno stupido ragazzino, nato da un rapporto incestuoso col fratello, ha fatto uccidere nonno Eddard. Praticamente poi il ragazzino è stato avvelenato da un’anziana signora che poi è morta avvelenata a sua volta e la donna, che odiava i passeri perché le ricordavano di una volta che aveva dovuto camminare nuda per strada, ha fatto esplodere una torre piena di gente.

Mamma e papà hanno provato a ragionare con lei, ma era accecata dalla bramosia di potere e li ha ingannati. Alla fine, però, non sapeva che a pagarne il prezzo più alto non sarebbero stati loro, ma lei stessa. Infatti venne uccisa dal fratello, quello dell’incesto, che aveva capito che la sorella era uscita di senno.

Ma ora vi racconto la storia di coloro che volevano diventare Primo Cavaliere, facendosi amico Varys, che non avrà avuto le palle, ma sapeva un sacco di segreti!

Il setup

Si mescolano le 36 carte personaggio, delle diverse casate + Varys e si distribuiscono casualmente sul tavolo a faccia in su a formare un quadrato 6×6, questo è Approdo del Re.

Accanto a queste carte, vengono poste 6 carte compagno pescate casualmente dal mazzo. Riponete le altre nella scatola, non verranno usate in questa partita (salvo non lo preveda la carta compagno di Petyr Baelish).

La partita

Durante il proprio turno, il giocatore sposta la carta di Varys in maniera ortogonale (su, giù, destra, sinistra) di quanti spazi desidera, scavalcando tutti gli eventuali spazi e le carte che la separano dalla carta scelta come destinazione. Il giocatore potrà quindi prendere, oltre alla carta su cui è “atterrato” Varys, tutte le carte appartenenti alla stessa casata. Nella foto sopra, Varys potrà prendere un’unica carta, quale che sia la direzione in cui si muoverà. Se fosse stato al posto di Eddard Stark, muovendosi verso Stannis Baratheon avrebbe preso anche Robert Baratheon.

Al termine di ogni mossa, si controlla se un giocatore ha più carte di una data casata, nel qual caso otterrà il relativo vessillo, sia che si trovi a margine dell’area di gioco, sia che sia già stato reclamato in precedenza da un avversario.

Ottenere l’ultima carta di una casata, inoltre, consente al giocatore di ottenere l’aiuto di uno dei compagni, che conferisce un bonus una tantum, scegliete accuratamente quale compagno reclamare, sbagliare potrebbe costarvi caro.

A rendere più interessanti le cose, c’è il numero di membri delle casate, che varia: 8 Stark,7 Greyjoy, 6 Lannister, 5 Targaryen, 4 Baratheon, 3 Tyrell, 2 Tully e in caso di parità di vessilli, quello della casata più numerosa è vincente. Potete anche cercare di accaparrarvi subito i due Tully, ma è lecito pensare che non sarà la casata del pesce a regalarvi la vittoria…

Una volta che le carte iniziano a essere rimosse, Varys si troverà a scavalcare dei buchi, ma quando si troverà soltanto buchi e non potrà più muoversi, la partita sarà finita.

Esiste anche una variante a squadre in cui si utilizzano i segnalini del corvo a tre occhi, ma la cattiveria del tutti contro tutti, mi è piaciuta molto di più, resta comunque carina l’idea di offrire un’alternativa ai giocatori.

Conclusioni

Il trono di spade – Il primo cavaliere prende 50 carte, quattro regolette e si trasforma in 20 minuti di cattiverie nei confronti degli avversari. Cathalà conosce il suo mestiere, se per caso qualcuno avesse ancora dei dubbi.

La sua semplicità consente a chiunque di giocarci, anche più di una partita di fila e anche se non conosce Game of Thrones. Il bello, però, arriva quando conoscete la saga (televisiva o cartacea che sia), perché un conto è prendere due carte rosse e gialle, un altro è prendere Jaime Lannister e Geoffrey Baratheon e ridacchiare per la scelta (doverosa) di aver messo Geoffrey coi colori dei Lannister, benché non ne porti il cognome.

L’ambientazione c’è tutta e conoscere la saga la fa percepire ancora di più, come dicevo, ma non ci si limita a rubare il vessillo dei Baratheon a un avversario esclamando Ours is the fury! (cosa che, comunque, dà una certa soddisfazione). Il tocco di classe arriva leggendo le abilità dei compagni. Jaqen H’gar ha l’abilità di uccidere un personaggio ad Approdo del Re (carta ancora in gioco), uno di un avversario e un altro compagno. Ricordate cosa dice ad Arya? “Three lives I will give you, no more, no less”. Gendry conta come una carta Baratheon, Hodor consente di prendere la carta di Bran dovunque si trovi (in gioco o davanti a un avversario) e poi leggendo l’abilità di Loras Tyrell inizierete a discutere sul reale significato di “prendi Renly Baratheon”…

Tutti coloro che hanno giocato a Il primo cavaliere con me sono rimasti soddisfatti, sia per il meta-gioco derivato dalle discussioni su Game of Thrones, sia perché quello che sembra un giochino semplicissimo, è in realtà tutt’altro che banale. Su MagicMerchant.it lo trovate a meno di 15€, se siete fan di Game of Thrones, io ve lo consiglio.

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