Lo spacciagiochi: Origami

Origami è un gioco che vedremo sugli scaffali a partire da Essen\Lucca, grazie a dV Giochi ho potuto provarlo in anteprima e mi è piaciuto un sacco.

Mi sbilancio subito, Origami mi è piaciuto. Per prendere 90 carte e fare un gioco, bisogna avere un’idea carina. Christian Giove (bravo Chris!) in questo gioco per 2-4 giocatori della durata di una mezz’oretta, ha messo insieme regole semplici ottenendo davvero un bel risultato.

Nella scatola

90 carte, il regolamento, l’origami del primo giocatore.

Sì, l’origami. C’è un pezzetto di carta gialla, ci sono le istruzioni… cosa ci vorrà mai a tirarne fuori una farfalla? Ve lo dico io cosa ci vuole, le mani della mia dolce metà, io avrei fatto un disastro.

La storia

Oru, piegare, e Kami, carta.

L’origine degli origami giapponesi è strettamente legata alla religione shintoista e la valenza sacrale della carta è anche testimoniata dal fatto che in giapponese la parola carta e dei si pronunciano entrambe kami: le prime forme di origami, dette go-hei, erano costituite da semplici strisce di carta piegate in forme geometriche e, unite ad un filo o ad una bacchetta di legno, utilizzate per delimitare gli spazi sacri.

Il setup

In Origami troviamo 5 famiglie di 18 carte: fattoria, cielo, mare, savana e prato. Ogni carta rappresenta un animale di queste tipologie. Scegliete un numero di famiglie pari al numero di giocatori e riponete le altre nella scatola, non vi serviranno.

Le carte hanno un valore in “pieghe” (sono origami, cosa vi aspettavate?), scopritene dal mazzo fino a rivelare 10 pieghe o più: questo è il mazzetto di partenza di ogni giocatore.

Scoprite 4 carte a formare la fila del “mercato” e siete pronti a partire.

La partita

Le carte hanno un valore in pieghe, dicevamo, e un costo in pieghe. Per realizzare una carta origami è necessario pagare indicativamente il doppio del suo valore in pieghe (come riportato sulla carta).

Nel proprio turno un giocatore può compiere una di queste tre azioni:

  • Prendere carte per un valore massimo di 4 pieghe dalla fila
  • Giocare un origami dalla propria mano pagandone il costo scartando, sempre dalla propria mano, origami dell’esatto valore in pieghe. Se la carta ha un effetto immediato, si attiva in questo momento.
  • Giocare l’azione speciale di un origami, se uno degli origami visibili nella nostra collezione ne ha una.

Tutto semplicissimo, no?

In questo gioco realizziamo origami, è per questo che nelle meccaniche si riflettono l’armonia e la precisione necessaria a un’attività di questo tipo.

Nel giocare le carte, dovremo pagare l’esatto costo in pieghe, non una più, non una meno. Non si può realizzare un origami piegando un foglio a caso e dovremo porle davanti a noi in due colonne dette collezioni. Nel momento in cui aggiungeremo una carta davanti a noi dovremo disporla in una delle due collezioni, in modo che venga sempre mantenuto l’equilibrio, pertanto il numero delle carte tra di esse non dovrà mai avere una differenza superiore a uno.

Con questo semplice accorgimento, diventa importante collocare le carte con le azioni speciali nel momento giusto, se intendiamo usarle, altrimenti ce le ritroveremo ricoperte (e inutilizzabili) in men che non si dica.

All’esaurimento del mazzo, gli scarti vengono mescolati per rimpinguarlo. Quando questo avviene una seconda volta, si conclude il turno, se ne gioca uno ulteriore e la partita ha termine.

Le carte giocate hanno un valore in punti vittoria, a questi vanno sommati eventuali punti ottenuti da carte con la caratteristica “Punteggio”.

Partiamo dal punto debole di Origami. Il costo in pieghe e il valore in pieghe sono messi uno accanto all’altro (graficamente ben distinti, va detto) e inizialmente risulta un po’ ostico fare la distinzione tra i due e ci si confonde, tentando di pagare una carta con il costo di un’altra e non il valore. Ci vogliono un paio di partite perché tutto fili liscio come l’olio, ma visto che sarete sedotti immediatamente dalle illustrazioni delle carte, non ci farete caso più di tanto. Un plauso a Francesco Perticaroli, quindi, che ha realizzato dei bellissimi origami-animali. Mi sarei aspettato di vederne uno gigante sulla copertina della scatola, se devo dire.

Il gioco ha un’alta rigiocabilità, in quanto si possono sviluppare combo e sinergie diverse a seconda delle famiglie di carte in gioco, i cui poteri sono sempre appropriati all’animale che rappresentano. Il cane fa pescare una carta più una per ogni pecora visibile, il maiale fa riprendere in mano una carta usata per realizzarlo (del maiale non si butta via veramente niente!), l’economico bruco può essere scambiato con una costosa farfalla, il ghepardo fa eseguire un’altra azione, le formiche valgono più punti se sono in gruppo, il serpente si infila sotto la collezione invece di coprire l’ultima carta e così via.

Avete presente quando cercate un gioco da proporre al giocatore occasionale e volete colpirlo con qualcosa di particolare? Spesso si opta per un sacco di trenini, per un adorabile panda, e così via. Da oggi avete una possibilità in più, un sacco di bellissimi origami.

Badate, però, Origami non è un gioco riservato ai neofiti, chi è abituato a giochi più articolati ci si avvicinerà con uno spirito diverso, potrà programmare più a lungo termine per cercare di innescare combo tali da poter eseguire anche tre azioni in un unico turno, visto che il limite di mano è di 8 carte (e se ne possono fare cose con 8 carte…).

Chiudo dicendo che costa veramente pochissimo (nemmeno 11€) e nella scatola ci stanno persino le carte imbustate, si schiaccia un po’ l’origami del primo giocatore, ma la scatola si chiude, direi quindi che se passate da Lucca, questo è da portare a casa.

Se non sarete a Lucca, vi ricordo che trovate Origami e gli altri giochi in uscita a Lucca Comics & Games su MagicMerchant.it.

P.S. state seguendo la rubrica sulle novità di Lucca Comics & Games?

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