Verso Lucca C&G 2017 – Gate On Games

Diciottesima puntata del viaggio verso Lucca C&G 2017, si parla di Gate On Games, ma non prima del solito link alle altre puntate.

Gate On Games ha fatto il colpaccio stringendo un accordo di distribuzione con Thundergryph, se ancora non conoscete questo nome, dovreste segnarvelo. La loro missione è pubblicare giochi belli e se avete messo le mani sull’edizione deluxe di Overseers a Play, avete un’idea di cosa intendo. Dopo averlo provato nell’area Gate On Games con Gonzalo, “The big boss” di Thundergryph, attorno al tavolo eravamo tutti concordi nel dire “Shut up and take my money”, “Non dire altro, qui ci sono i miei soldi”. Di questo gioco vi ho parlato in una puntata dello Spacciagiochi, ma ne faccio menzione perché a Lucca uscirà l’edizione italiana.

Fino all’ultimo c’è stato un incredibile numero di dita incrociate, ma la spedizione dovrebbe arrivare giusto in tempo per Lucca Comics & Games, parlo di due giochi targati Thundergryph e distribuiti da GOG

Pot de Vin

Viviamo in tempi incerti, sin dal colpo di stato c’è stata una vacanza di potere e tutti, dagli aristocratici di più alto lignaggio ai più infimi malviventi cercano il sostegno delle gilde. Ottenere questo risultato si traduce in tangenti, furfanterie e conoscenza delle quattro figure più potenti e influenti dell’intera città. Sapere quando colpire richiede astuzia e prudenza, anche i muri hanno orecchie e nessuna gilda cerca la notorietà… a meno che da ciò non possa trarne guadagno!

Pot de Vin è un gioco che ha una meccanica ispirata alla briscola, ma è molto più articolato perché il calcolo dei punti si basa su quante carte si hanno per ogni gilda (seme) e se avere 1 carta vale un punto, 2 ne vale 3 e 3 carte valgono 6 punti, averne 4,5 o 6 comporta un malus di 1/3/6 punti vittoria, sarà meglio cercare di averne 7 o 8, per ottenere 10 o 15 punti. Va da sé che bisogna sfruttare al massimo il vantaggio di essere primi di mano, bluffare e giocarsi bene le gemme corruzione, che consentono di non giocare una carta durante il proprio turno. A questo si aggiunge che c’è la variante a squadre se siete in 4 o 6, altro punto a favore. Un gioco che vedo bene per un pubblico che apprezza Overseers, insomma.

Tao Long

Prima della nascita dell’universo esisteva un’entità perfetta, senza forma. È serena. È vuota. È solitaria. È eternamente presente. È la madre dell’universo.

In mancanza di un miglior termine, la chiamerò Tao.

Lao Tsu.

Così si apre il regolamento di Tao Long…

Un gioco astratto circolare in cui ciascuna azione intrapresa influisce sulle scelte rimaste all’avversario. Ogni giocatore controlla uno dei due dragoni che lottano l’uno con l’altro per indebolirsi. Entrambi sono manovrati tramite il Bagua, una speciale zona condivisa della plancia che i giocatori manipolano durante il proprio turno e che influenza le opzioni di gioco rimaste all’avversario. Nel corso di scenari personalizzabili e modalità di gioco sempre più profonde, entrambi i dragoni voleranno, si attaccheranno ostacolando i movimenti dell’avversario per ottenerne la resa.

Ho avuto modo di vedere il prototipo a Torino a Idea G quasi un anno fa, ma non sono riuscito a giocarci. Il tema ha un che di affascinante e la sfida sembra essere tutt’altro che banale. Un mio amico l’ha finanziato su Kickstarter, se l’avete perso, questa potrebbe essere l’occasione buona per averne una copia in italiano.

Che siate diretti a Lucca o che facciate parte del team #luccant, vi ricordo che su MagicMerchant.it trovate così tanti giochi che ci vorrà un drago per trasportarli tutti.

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