Daisy Ridley dopo Episodio IX non sarà più Rey (e molto altro ancora)

The Rolling Stone ha intervistato Rian Johnson e alcuni dei protagonisti de Gli ultimi Jedi, Daisy Ridley appenderà la spada laser al chiodo dopo Episodio IX.

In queste interviste Johnson e il cast coprono moltissimi argomenti, rivelando dettagli e fornendo spunti di riflessione.

Daisy Ridley (Rey) inizia con lo spiegare uno dei motivi per cui ci piace tanto Star Wars: ha due nature ben amalgamate.

In qualche modo è un riflesso della società, ma è anche una forma di evasione, ci sono strane creature, gente che corre con dei laser in mano e cose così. Io lo vedo come uno spettacolare mix delle due cose.

Gwendoline Christie (il capitano Phasma), aggiunge:

In momenti difficili, non c’è nulla di male a lasciarsi trasportare dall’arte. Penso sia un bisogno di tutti, siamo in molti a condividere l’amore per questa cosa.

Gli ultimi Jedi è sicuramente figlio dei nostri tempi, ma Rian Johnson sottolinea che i trailer hanno mostrato solo i tratti più cupi della pellicola:

Spero che sia una delle cose che stupirà gli spettatori. Penso che sia molto divertente. I trailer sono un po’ cupi, tratto che è presente del film, ma mi sono impegnato molto perché fosse un tumulto. Voglio che abbia tutte le caratteristiche che associo a Star Wars, quindi non solo il lato Wagneriano, ma anche quello tipo Flash Gordon.

Johnson aggiunge ancora una volta che la morte di Carrie Fisher non ha influito sul personaggio di Leia o della storia:

Non abbiamo dovuto cambiare niente, per fortuna avevamo tutto ciò che ci serviva. È una triste realtà… e per quanto riguarda il futuro… solo il tempo ci dirà cosa verrà fatto.

The Rolling Stone sottolinea poi come il regista sia perplesso quando si parla delle idee dei fan riguardo la realizzazione della storia.

Dice che non c’è nessuno che impone pezzi della trama, che decide cosa succederà ed è perplesso per la preoccupazione dei fan che si inventino cose man mano che si va avanti. “La verità è che tutte le storie si inventano! Che ci sia qualcuno che le ha concepite 10 anni prima e messe su una lavagna e si debba rispettare quello che c’è scritto o che ci sia un continuo sforzo organico, non significa che ci sia meno impegno profuso”.

Sinceramente, non posso che trovarmi in sintonia con Johnson, questa idea che chiunque sappia come funziona il processo creativo di Lucasfilm e sia convinto di poter fare di meglio mi sembra, francamente, una scemenza incredibile.

Johnson e Mark Hamill (Luke) hanno parlato a lungo di come si arriva alla storia del personaggio ne Gli ultimi Jedi partendo dal punto in cui è finito Il risveglio della Forza. Johnson, inizialmente, aveva accarezzato l’idea di rendere Luke cieco, ma all’epoca questa caratteristica non era ancora stata usata per Chirrut in Rogue One. Tra i due non c’è stata subito sintonia sulla storia di Luke, il fatto che Luke fosse diventato questa persona sconfitta e senza speranza non gli andava a genio, il che dimostra quanto attaccamento abbia Hamill per il suo personaggio, anche dopo tutti questi anni.

Adam Driver (Kylo Ren) sottolinea l’impegno mentale che richiede ricevere un fardello come quello di Jonson e continuare una storia già iniziata.

Una cosa simile per me sarebbe oltremodo stressante. Riprendere da dove qualcuno ha concluso e portare avanti il progetto e introdurre un vocabolario mai visto in un film di Star Wars è davvero impegnativo e difficile. [Johnson] è una persona molto intelligente e non sente l’esigenza di farlo sapere a tutti.

Driver aggiunge poi che Kylo Ren è più giovane di lui, ma si pente subito di aver fatto cenno al’età.

È una persona a cui è stato detto per tutta la vita che è speciale e probabilmente percepisce tutto in modo molto più intenso di coloro che lo circondano. È un po’ un nobile elitario, in qualche modo.

Quando accenna al fatto che il personaggio è più giovane di lui (Driver ha 34 anni), aggiunge:

Non voglio dire quanto più giovane, perché poi si scatenerebbero mille teorie.

L’età di Kylo Ren è irrilevante, ma è logico che la sua nascita sia stata inserita in un punto preciso della trama della nuova trilogia e, di conseguenza, in un anno preciso.

Driver non evita nemmeno il tema di chi viveva sulla Morte Nera e l’ipocrisia delle persone che si ritengono sempre nel giusto.

Non è che sulla Morte Nera non vivesse nessuno. Non è anche questo un atto di terrorismo? Non avevano delle famiglie? Vedo che ci sono persone che fanno sempre esempi che le fanno sentire nel giusto. Quando si crede di avere il sostegno di qualcuno superiore e di essere moralmente nel giusto, non c’è un limite a ciò che si è disposti a fare per ottenere la vittoria, questo capita da ambo le parti.

Per alleggerire un po’ il tono, Adam Driver ha parlato del lato ridicolo di Star Wars

Guardare Star Wars è un’avventura piena di azione, ma girarlo è tutta una commedia. Assaltatori che cercano un bagno, gente vestita da troll che sbattono contro le porte, c’è da morire dal ridere.

E quando ha l’elmo in testa…

Dovresti essere quasi invisibile e poi inciampi in una radice e finisci per terra!

Daisy Ridley, infine, alla domanda sul suo futuro nei panni di Rey, post Episodio IX, ha spiegato che

Non sapevo in cosa mi stessi imbarcando. Non avevo letto il copione, ma da quello che potevo capire dalle persone coinvolte, ho pensato “Fantastico!”. Ora penso di essere stata ancora più fortunata di quanto avessi immaginato, sono entrata a far parte di qualcosa che sembra proprio come essere a casa.

Sono felicissima di fare il terzo film per chiudere la storia, perché mi sono impegnata per tre film e nella mia testa sono sempre stati tre film. Penso che sarà il momento giusto per chiudere.

Insomma, Ridley appende la spada laser al chiodo. Ne riparleremo tra un po’ di anni, quando a Lucasfilm vorranno togliere dalla naftalina i protagonisti di questa trilogia, anche se dubito che Johnson farà una cosa del genere tanto presto.

Fonte: Star Wars News Net

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