Sul divano col prof. Episodio 2: la profezia autoavverante di Saul Goodman

Oggi ci mettiamo comodi sul divano col prof e parliamo di Saul Goodman e di profezie che si autoavverano. Immagino che anche chi non ha visto Breaking Bad abbia sentito nominare Saul Goodman, non è vero?

Saul Goodman, uno degli avvocati più controversi della serialità televisiva, non è sempre stato il truffatore che conosciamo. Ha certo avuto i suoi alti e bassi, ma possiamo verificare come la sua esperienza possa essere un esempio di “profezia che si autoavvera” e, nello specifico, di effetto Pigmalione (o effetto Rosenthal). Scopriamo insieme perché.

“Better Call Saul” è lo spin-off della pluripremiata serie “Breaking Bad”. Come la serie madre, anche la storia di Saul Goodman (che si svolge cronologicamente prima delle avventure di Walter White) nasce dal genio di Vince Gilligan e Peter Gould. Saul Goodman è, come sapete, l’avvocato di Walter e Jesse e, questo prequel, racconta la genesi del vincente (e truffaldino) legale.

Saul Goodman nasce in realtà come Jimmy McGill, conosciuto ai più come “sleeping Jimmy”, un lavativo che cerca di sopravvivere tra un’abile truffa e l’altra. Come ci si può aspettare, una vita di inganni porta, prima o poi, al carcere. Jimmy, grazie alla buona condotta e al supporto del fratello (e grande avvocato) Charles “Chuck” McGill, esce rapidamente dal carcere e decide di redimersi. Inizia a lavorare nello studio legale del fratello, al settore corrispondenza. Durante questa gavetta decide di cambiare la sua vita seguendo un corso legale per corrispondenza, ottenendo l’abilitazione per diventare avvocato. La serie racconta dell’evoluzione di Jimmy McGill, dei suoi successi legali e, con ripetuti flashback, della sua vita truffaldina e del rapporto con il padre e del fratello. Ad oggi, finita la terza stagione, possiamo intuire come il brillante Jimmy sia diventato il “pessimo” Saul Goodman, difensore dei criminali, esperto in escamotage per aggirare la legge.

 

Jimmy McGill, la cui infanzia è “traumatizzata” dalla bontà estrema del padre che è la causa della relativa povertà della sua famiglia, è in realtà un buono. L’esperienza del carcere e l’aiuto del fratello hanno fatto sgorgare in lui nuovamente il suo lato positivo. Sarà però proprio il fratello l’origine del suo ritorno alla truffa e all’inganno. Chuck McGill è l’avvocato più in vista di tutta Albuquerque, aiuta il fratello ad uscire di prigione e cerca di tenerlo lontano dai guai. Purtroppo però, egli è profondamente convinto della natura egoista e pronta a tutto di Jimmy, e non perde occasione per sottolinearla a lui e a tutte le persone che hanno a che fare con Jimmy. Così facendo, nessuno crede nelle capacità di Jimmy e, anche quando ottiene un risultato sorprendente come avvocato, tutti pensano abbia usato mezzi non leciti per raggiungere il suo obiettivo.

Senza dilungarci oltre circa la trama, andiamo a vedere cosa questo telefilm può insegnarci, o meglio, quale processo può aiutarci a comprendere: l’effetto Rosenthal.

 

Robert K. Merton
William Thomas

L’effetto Rosenthal è un particolare caso di profezia che si autoavvera. Sono definite così tutte quelle previsioni che si avverano per il semplice fatto di essere credute vere dagli attori sociali. In estrema sintesi, provate a immaginare di essere in una piccola banca che, casualmente, è decisamente più affollata del solito. Alcuni investitori iniziano a pensare che la banca, una granitica istituzione del paese, stia per fallire e che tutta questa gente sia venuta a ritirare i soldi proprio per evitare di perdere i propri risparmi. Pensando questo, tutti gli investitori ritirano a loro volta il loro capitale indebolendo la banca e portandola al fallimento. Nient’altro che la credenza (peraltro errata) degli investitori ha fatto avverare la previsione. Questo esempio, ideato da Robert K. Merton, lo psicologo che ha teorizzato la profezia autoavverante, può essere esplicitato con il teorema di Thomas (dal suo enunciatore, William Thomas), che afferma: “Se gli uomini definiscono certe situazioni come reali, esse sono reali nelle loro conseguenze”.

 

 

Robert Rosenthal

Se applichiamo la profezia che si autoavvera in una situazione sociale, in particolare educativa, possiamo scoprire l’effetto Rosenthal. Robert Rosenthal guidò un equipe di psicologi alla ricerca di quanto gli insegnanti potessero influenzare successo e insuccesso degli studenti. In questo esperimento, il team di Rosenthal creava credenze false negli insegnanti circa il rendimento di studenti a loro sconosciuti. Gli insegnanti così, valutando i risultati pregressi dei propri alunni, si creavano un’idea (completamente artificiale) di quale potessero essere le capacità degli stessi. Così, alla fine dell’anno, Rosenthal notò che, quando i docenti erano convinti della buona riuscita di uno studente, questi effettivamente brillava mentre, al contrario, quando non credevano nelle capacità di un alunno, quest’ultimo non raggiungeva risultati sufficienti. Se si considera la completa casualità delle indicazioni fornite da Rosenthal, si comprende come un’etichetta applicata su uno studente tenda a realizzarsi nei suoi risultati, complici gli atteggiamenti inconsci del corpo docente e le risposte, altrettanto inconsce, degli studenti.

Come si collega l’effetto Pigmalione con Saul Goodman? Bene, successivi studi hanno dimostrato come, in realtà, questo meccanismo psicosociale sia riscontrabile in qualsiasi contesto sociale. Ogni persona tende ad essere ciò che la gente si aspetta che sia. In altre parole, le persone tendono a soggiacere alle aspettative altrui che, in qualche modo, le condizionano. Jimmy McGill diventa Saul Goodman non perché è la vita che vorrebbe, ma piuttosto perché è la vita che Chuck prevede continuamente per lui. La visione di Chuck, inoltre, è particolarmente pesante, poiché modifica anche la percezione che altre figure importanti nella vita di Jimmy hanno di lui (ad esempio l’avvocato Hamlin, socio giovane di Chuck).

Come possiamo salvare Jimmy McGill? Due sono le strade possibili (anch’esse evincibili dalla serie). La prima, e più ovvia, è evitare il pregiudizio e dare fiducia a Jimmy (chiunque esso sia nel nostro quotidiano). Accrescere la fiducia nel prossimo, secondo l’effetto Rosenthal, può aiutarci a realizzare il mondo nel quale vorremmo vivere. La seconda strada è uguale alla prima, ma prevede la presenza di una persona speciale. Nella serie, questa persona è Kimberly “Kim” Wrexler. Kim è la fidanzata di Jimmy, è l’unica a credere in lui e a supportarlo in ogni situazione. È un personaggio fondamentale non tanto per la salvezza di Jimmy ma per dimostrarne la bontà. Per Kim, infatti, Jimmy è disposto a tutto. Sempre. Se per buona parte della serie Jimmy si è spesso sacrificato per Chuck, per Kim Jimmy eclissa totalmente se stesso. Perché Kim crede in lui. E così, egli si realizza come la persona che Kim si aspetta che sia.

Ora, se avete un problema legale, sapete che è meglio chiamare Saul. Se però volete cambiare il mondo, allora chiamate Jimmy e credete in lui, così che non debba trasformarsi in Saul.

Buona visione!

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