Come ti aggiro il regolamento del Gioco dell’Anno in poche mosse

Oggi è l’ultimo giorno per iscrivere i giochi al Gioco dell’Anno, vi propongo una riflessione sul regolamento di questo premio.

2.1.

Requisiti di partecipazione

Al concorso possono partecipare i giochi che rispondono ai seguenti requisiti:

A. Sono giochi tradizionali, inclusivi eventualmente di parziale componentistica multimediale (sono esclusi ad es. i videogiochi in tutte le forme);

B. Sono prodotti interamente in lingua italiana o comprensivi di traduzione in lingua italiana di tutti gli elementi indispensabili per giocare;

C. Sono prodotti in vendita nei negozi specializzati o nella grande distribuzione al momento della chiusura delle iscrizioni;

D. Sono giochi pubblicati tra il 1 giugno dell’anno precedente a quello di riferimento del concorso ed il 31 maggio dell’anno corrente.

Tralasciamo i punti A e B, vediamo invece come sarebbe possibile aggirare il punto C dei requisiti.

C – Potrei mettere in prevendita un gioco sul mio sito entro il 31 maggio, garantendo la consegna entro 6 mesi. Problema risolto.

C – Se avessi per caso un gioco bloccato in dogana da prima di Play (Un giorno voglio indagare su come funzionano le dogane) o comunque in ritardo, potrei farmene arrivare in qualche modo dall’estero 200 copie, mandarne 4 a 50 negozi sul territorio. Problema risolto.

D – Posso presentare il gioco in fiera, et voilà, il gioco è pubblicato.  (Non è vero, il punto C lo impedisce, errore mio)

Ora, chiariamo subito un punto nodale: per Il gioco dell’anno avere in lizza un gioco bello è meglio, il gioco in questione dopo un anno è già vecchio e non ha senso ricandidarlo. A corollario di questo punto abbiamo il fatto che per Il gioco dell’anno avere in lizza due giochi belli è ancora meglio. Quando il vincitore è già scontato, (qualcuno ha detto Kingdomino?), l’interesse verso questo premio cala notevolmente. La sfida reale e l’interesse, però, arrivano subito quando abbiamo piastrelline contro dadi colorati, per dire due temi di fantasia, assolutamente scorrelati da potenziali pretendenti al premio.

Cosa non mi entusiasma di questi punti C e D? Non mi entusiasma il fatto che solo una casa editrice con le spalle larghe (ovvero una che può permettersi di spendere qualche migliaio di Euro per fare arrivare poche scatole via aereo in Italia) può sfruttare questo escamotage. Sia chiaro, fanno bene a farlo, visto che si può e sono ben contento di vedere questa sfida per il 2018, ma mi chiedo se non sia il caso di rivedere qualcosina per il 2019.

Voi che cosa ne pensate?

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