Una New York per ogni addicted di serie TV

Un mini tour della Grande Mela attraverso tre serie TV.

Ogni serie tv che si rispetti è il risultato perfetto della combinazione di una moltitudine di elementi. Se da un punto di vista tecnico possono essere delimitati dei criteri abbastanza precisi per definire l’importanza di tali elementi, l’impatto di altri fattori è più difficile da quantificare ma può diventare addirittura più importante.

Il “parterre” dei protagonisti è, spesso, molto più ampio di quello che IMDb riesce ad elencare; se, ad esempio, diamo uno sguardo alle tendenze twitter  in madrepatria (dei serializzati) noteremo che I Medici è in cima ai trend; tra Lorenzo, Francesco, Cosimo e Contessina chi entra di diritto tra i protagonisti più amati della seria? LA CUPOLA!

Tornando ad ampliare i nostri orizzonti, qual è quel luogo che a dispetto di storie, trame, regia, categorie riesce ad imporsi senza particolari sforzi?

NEW YORK! Nessuno può avere dubbi in merito.

NY è a furor di popolo la capitale del mondo, la città che non dorme mai, dove i sogni diventano realta; Neal Caffrey la ama seguendo il profilo dalla sua terrazza, Sherlock (rivisitato) cerca di capirne i segreti orientandosi tra i cunicoli della metro, Rodrigo De Souza cerca di ritrovare il ritmo a Central Park, un gruppo di F.R.I.E.N.D.S. si racconta al Central Perk, proteggerla per i Defenders è diventata una ragione di vita.

Mettendo da parte eroi, truffatori e artisti di strada soffermiamoci su tre serie il cui successo è imprescindibilmente legato alla Grande Mela.

Sex and the city, Gossip Girl, Girls aspettando il tour delle Spice Girls il “girl power” la fa da padrona.

Sex And The City

Chi non ha immaginato di essere un po’ Carrie Bradshaw, Samantha Jones, Charlotte York o Miranda Hobbes? Cosa ha reso Sex And the City così unico da essere studiato nelle aule molto prima che Netflix & Co facessero diventare le serie TV così “mainstream”?

Sesso, Manolo e cuori infranti sono temi con cui vincere facile, ma il successo della serie ha una radice più profonda che va oltre le borse di Gucci e il Cosmopolitan con le amiche.

Affermazione. Carrie scrittrice in erba alla ricerca del grande amore riesce a fare dei suoi insuccessi amorosi un insegnamento per milioni di ragazze, ma mentre fallisce ripetutamente la scalata al cuore di “Big” riesce a centrare a pieno quella per Vogue. Allo stesso modo Samantha e Miranda conquistano Manhattan con lo stesso stile (e con meno melodramma), Charlotte afferma la propria identità  non avendo paura di desiderare una famiglia da copertina piuttosto che una seduta in una multinazionale. Figlie degli anni ’90 quando tutto sembrava possibile le quattro donne ci mostrano come l’individualità viene premiata in una metropoli che ha fame di originalità.

Benvenuti nell’era dell’anti-innocenza, nessuno fa colazione da Tiffany e nessuno ha storie da ricordare. Facciamo colazione alle 7 e abbiamo storie che cerchiamo di dimenticare il più in fretta possibile. L’autoconservazione e concludere affari hanno priorità assoluta… Cupido ha preso il volo dal condominio. Come ci siamo finite in questo pasticcio? Sono a migliaia le donne così in città, forse decine di migliaia, le conosciamo tutte e tutti pensiamo che siano fantastiche, viaggiano, pagano le tasse, spendono 400 dollari per un paio di sandali all’ultimo grido e sono sole. Perché ci sono tante fantastiche donne non sposate e nessuno uomo non sposato? Era così? Le donne di NY stavano davvero rinunciando all’amore, stavano diventando potenti?

Pur restano a New York ci spostiamo di quartiere, abbassiamo l’età di interesse, il periodo della messa in onda e puntiamo lo schermo su Upper East Side.

Gossip Girl

Gossip Girl si pone in modo diametralmente opposto rispetto a Sex And The City. Nonostante il glamour sia anche qui elemento fondamentale, i super ricchi, ricchi ed aspiranti ricchi protagonisti non escono dalla loro “safety zone” dorata, considerano Brooklyn  un quartiere per sfigati e vivono la loro vita alla costante ricerca dell’approvazione di una società che infondo disprezzano.

Con l’ascesa dei social e il cambiamento della percezione del termine popolarità, Gossip Girl va a colmare la curiosità adolescenziale che si aveva quando si leggeva di uno scandalo su Paris Hilton o su Sofia Richie. La voglia di successo non è più legata all’affermazione lavorativa, ma alla voglia di superare il proprio predecessore che sia un parente, un amico, un rivale. L’Upper East Side di Gossip Girl vive la vita in un castello dorato, il forestiero che desidera entrarci (Dan Humphrey) diventa schiavo di quell’idea di vita e si redime solo in un finale un po’ scontato e sottomesso alla necessita di una morale a mio avviso forzata.

Sinatra canta New York New York è proprio un diavolo di città.
Ma nell’Upper East Side a volte sembra davvero di stare all’inferno.
Anche quando siamo sicuri di aver meritato quel finale da favola non sempre si realizza.
Ripensamenti si insinuano.
Le missioni segrete spuntano fuori furtivamente.
E solo la Bella Addormentata trova il suo Principe.
In questa città non c’è niente di certo.
La notte può spingerti verso un futuro oscuro o sprofondarti in un passato misterioso.

Concludiamo il nostro mini tour con il capolavoro di Lena Dunham.

Girls

fino ad ora abbiamo parlato di serie il cui connubio New York – moda era pressoché vitale, in Girls niente di tutto questo accadrà.

Proprio come Sex and the City abbiamo quattro amiche, proprio come in Sex and the city sono a New York alla ricerca del successo e dell’amore, come in Gossip Girl fino al trasferimento nella Grande Mela non hanno idea di cosa voglia dire pagarsi una bolletta; ma le somiglianze finiscono qui.

Hannah, Marnie, Jessa e Shoshanna fanno i conti con le speranze disattese, le amicizie che finiscono, dipendenze da cose e persone che sono quasi impossibili da battere. Vivono la città nella sua interezza, camminano di notte e vengono aggredite senza nessun principe in limo che le salvi, ottengono il lavoro dei propri sogni scoprendo di non essere poi così brave, si impallano in relazioni inconcludenti con uomini di poco conto e fanno tutto questo intelligenza, ironia e senza alcun filtro.

Fotografia perfetta della situazione attuale, Girls ultima, in termini temporali, ad andare in onda ha aperto la tenda facendo scorgere al pubblico un po’ di verità. Non basta trasferirsi a New York per avere successo, non basta essere belle ed intelligenti per trovare l’amore, non basta pianificare tutto per ottenere quello che si vuole. L’imprevisto è il filo conduttore della serie e in genere della vita.

Non voglio spaventarti ma penso che potrei essere la voce della mia generazione. O almeno una voce di una generazione.

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