Pendragon Game Studio: il punto sulla casa editrice e uno sguardo al 2019

Con un po’ di ritardo, ma abbiamo fatto due chiacchiere anche con Silvio di Pendragon.

Ciao Silvio, benvenuto su Geek.pizza. Ti vuoi presentare in due righe, partendo da prima di Pendragon?

Ho iniziato a lavorare nei giochi nel lontano 1998 con Giovanni Ingellis, come responsabile editoriale di Stratelibri, pubblicando i primi giochi da tavolo e di ruolo, fino a seguire la produzione e il lancio di Magic. Successivamente ho seguito il marchio Stratelibri in Counter, New Media e Giochi Uniti. Quattro anni fa mi sono unito in questa nuova avventura con dei vecchi amici.

Ci fai un bilancio del 2018 per il dragone bianco?

Siamo molto soddisfatti. Abbiamo lavorato su importanti localizzazioni, come This War of Mine, First Martians, Detective e Breaking Bad. Ma anche su alcuni prodotti proprietari, come Xi’An, La Via dei Panda e Odissea: è stato un anno molto importante sia per il nostro catalogo e che per lo sviluppo dell’azienda per cui abbiamo ottenuto ottimi risultati.

Fondamentale è stato anche l’apertura del Temporary Store, che ha gettato le basi per il nostro nuovo progetto del 2019, i Pendragon Point, ovvero negozi specializzati con una sezione interamente dedicata ai nostri prodotti, accessori e promo.

 

This War of Mine è un titolo che ha stregato mezza comunità ludica (tra cui il nostro Matteo) ed è al 147° posto della classifica globale di BGG. Come siete arrivati a localizzare questo titolo così particolare?

Come sempre quando scegliamo un prodotto, prima dobbiamo amarlo, e This war of Mine ci ha stregato e colpito dal principio. È stata come la prima visione di Schindler’s List, impossibile non rimanerne impressionati. Sapevamo che sarebbe stato un azzardo, ma in questo prodotto c’è molto più che un gioco e la localizzazione era inevitabile. La risposta dei giocatori italiani ci ha però veramente stupito: dopo meno di tre mesi la prima tiratura è esaurita e siamo stati costretti a ristampare; ma anche la seconda tiratura è ormai terminata, il tutto in solo dodici mesi.

La vostra relazione con Portal è iniziata parecchio tempo fa, ma non sempre avete portato in Italia i titoli di casa Trzewiczek, cosa vi ha convinti di Detective?

Ha un meccanismo semplice e originale; inoltre l’interazione con un portale dedicato ha dato quel tocco di novità che ci ha convinto a localizzarlo. Questo è un gioco che riesce a coinvolgerti a tal punto da farti sentire un vero Detective.

A Lucca avete annunciato Ride, ma non si sa nulla di questo titolo. Cosa ci puoi anticipare?

Ride è un gioco di carte che ripropone l’ambientazione dell’omonimo film italiano del regista Jacopo Rondinelli, prodotto da Fabio Guaglione e Fabio Resinaro (già registi dell’ottimo The Mine), realizzato dall’autore Luca Maragno, con cui ci siamo trovati perfettamente i sintonia dal principio. Ti posso già annunciare che sarà possibile provarlo in anteprima a Cartoomics.

Il titolo Pendragon che sto aspettando con più trepidazione!

Ci vuoi fare una panoramica di ciò che avete in mente per quest’anno?

Per il mercato italiano, sicuramente essere più presenti sul territorio nazionale attraverso eventi in-store, fiere locali e i Pendragon Point di cui già ti ho parlato. Ma daremo seguito anche al mercato internazionale, che ancora oggi è la parte più redditizia di Pendragon. L’apertura di una pagina Facebook dedicata solo al prodotto proprietario per un pubblico internazionale è solo il primo passo verso l’uscita dei nostri prossimi titoli e dei prossimi grandi annunci.

La domanda sulla pizza! Immaginati sulla Rocinante con Holden e gli altri. Se potessi essere in The Expanse per una serata, a cosa giocheresti e che pizza ordineresti?

Forse, perché alla fine sono un vecchio nostalgico, non sarebbe male una partita a Scopa, per ricordare il mitico volo di rientro da Madrid della nazionale italiana del 1982. Ma forse ci potrebbe essere lo spazio per intavolare un Mega Civilization…

La pizza? Margherita con patatine fritte!


Le patatine, sicuramente sono a latere, non sopra, salutiamo Silvio con questa convinzione e attendiamo l’uscita de L’isola dei vulcani (si chiamava Moai of The Lost Continent quando l’ho provato) e di Last Aurora!

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