Doppia intervista: il Fisico intervista la Volpe Giocosa (e viceversa!)

Oggi abbiamo il piacere di intervistare Matteo Volpi, creatore del blog “Volpe Giocosa”.  Matteo, oltre ad interessarsi di giochi da tavolo e di tutto il mondo ad essi connesso, lavora per un’importante azienda spaziale italiana. Da buon Fisico non potevo certo lasciarmelo sfuggire!

Parliamo del tuo blog. Come hai iniziato e qual era la tua idea di partenza?

Nel 2015 alcuni amici mi hanno regalato un Monopoli. Siamo andati oltre: all’inizio seguivamo i video di Alkyla nella rubrica “Tocca a te” per indirizzare i nostri acquisti. Abbiamo notato che i vari siti internet usavano un linguaggio troppo “specialistico”, ci sembrava quindi mancasse un’”offerta” dedicata ad un pubblico non “professionale”. Eravamo persone che comunque volevano confrontarsi con “giochi moderni”, anche più complessi. Mescolando tutti questi ingredienti, con la voglia anche di giocare a fare i divulgatori, è nato in modo semi-serio Volpe Giocosa.

Volpe Giocosa oggi è una realtà che possiamo dire essere piuttosto affermata nel campo dei giochi da tavolo: la pagina Facebook conta centinaia di follower e il sito riceve anch’esso un traffico notevole. Quanto tempo (e quanto stress) ti occupa gestire tutto questo?

Stavo vivendo un periodo di forte stress e questo hobby mi aiutava ad affrontarlo. Il sito, però, stava cominciando a stressarmi ulteriormente: il cercare di incontrare il favore del pubblico mi stava riportando a quella situazione di tensione che cercavo di alleviare. Così ho fatto una riflessione e ho cominciato a prendere la cosa un po’ più serenamente. Tra l’altro ci sembra di essere più efficaci ora che in passato, con meno stress e meno consumo di tempo libero, ma solo qualche mattina nel weekend. Poi, ovviamente, fa sempre piacere se qualcuno apprezza il nostro lavoro.

Come siete organizzati all’interno di Volpe Giocosa?

Adesso la Redazione vanta 6 persone.  Alessandra mi aiuta con gli articoli, comunicazioni e la parte più “tecnica” di gestione del sito.  Sara s’interessa dell’aspetto grafico; cura anche fotografia e “logistica”.  Fabio, Giulia e Bernardo hanno il ruolo di revisori: il loro atteggiamento critico-costruttivo corregge la rotta di Volpe Giocosa quando serve.  Sono anche pietre miliari nel test dei giochi, dandoci diversi punti di vista. Altri collaboratori ci danno una mano saltuariamente su vari aspetti, sia per il test dei giochi che da un punto di vista tecnico.  Ci permettono inoltre di mantenere un collegamento con la piattaforma di Giocatori Inesperti che sono all’origine di Volpe Giocosa.

Veniamo a noi adesso. Sappiamo che lavori in un’azienda del settore spaziale e che, in particolare, lavori al lanciatore VEGA. Possiamo quindi dire che lo spazio, almeno un po’, deve appassionarti! Come si riflette questo fatto sulla tua libreria di giochi o sui titoli che intavoli più spesso?

Buona parte della Redazione ha a che fare con lo Spazio, portandoci a vedere diversi tipi di giochi… già pubblicati, Kickstarter e prototipi. Ci giochiamo più in ottica di “critici” per vedere quanto “ci prendano”. Siamo partiti dai titoli di Andrea Crespi (1969 e Apollo XIII) ma sconfiniamo anche nel fantascientifico, come di recente con Battlestar Galactica di Angiolino e Mainini. Qui c’è anche una componente, sebbene fantascientifica, di Meccanica del Volo, non potevo perderlo.

Secondo te esistono titoli a tema spazio che ricalcano almeno in parte ciò che fai?

Devo dire che sono molto critico sull’argomento: o li trovo troppo laboriosi o superficiali. Comunque ce ne sono alcuni davvero ben fatti, “simulativi”.

Hai mai giocato a Leaving Earth? Ti piace?

Purtroppo non ho giocato mai fisicamente a Leaving Earth, ma mi sono molto documentato, anche tramite la tua intervista. Mi sembra simuli molto bene il concetto di “Delta-V Budget”, che è alla base del design di missione. Tiene anche in conto, nonostante tutte le attenzioni e precauzioni, che qualcosa possa andare storto. Questo fa parte del mestiere e bisogna conviverci.

E a High Frontier? E di questo che opinione hai?

Ho monitorato in silenzio il Kickstarter High Frontier 4 All: non so quanto riuscirà ad essere davvero per tutti. Il pacco con 5 regolamenti spaventerebbe anche il più accanito giocatore. Ho comunque fiducia in Phil Eklund, un buon game designer ed anche un “collega”. Spero sia riuscito a rendere fruibile il gioco ad un pubblico più ampio possibile, senza snaturarlo.

Elon Musk continua a portare avanti la sua compagnia privata (la SpaceX) per la conquista dello spazio. Il tema delle compagnie private che colonizzano altri pianeti è ripreso in praticamente tutti i titoli che abbiamo citato. Tu cosa ne pensi?

Non so quanto sia realmente privato: esiste un’opinione che mantenga questo standard grazie a contratti a prezzo maggiorato firmati con istituzioni governative americane. Credo che l’esplorazione di altri pianeti, colonizzazione compresa, potrà essere sì fatta dai privati, ma con soldini pubblici.

Adesso dicci i tuoi 10 titoli a tema spaziale preferiti!

Sai che non so risponderti? Ma “ho interessanti prospettive per il futuro” (cit.) 🙂

Oltre ai titoli già citati (“Leaving Earth” e  “High Frontier 4 All”), aspettiamo “Xtronaut 2.0” e “Downlink: The Game of Planetary Discovery”di Dante Lauretta, uno scienziato che si occupa di spazio per lavoro. Attendo con vivo interesse “Rocketman” di Wallace, che porterà in Italia Pendragon Game Studio in Autunno: un buon autore per un buon tema?

Space Race” lo abbiamo visto nascere nel Kickstarter del 2017: i ragazzi di Boardcubator erano a buon punto all’epoca, così da aspettarci grandi cose nel 2020.

Poi vorrei giocare a “On Mars”: un Lacerda incuriosisce sempre Volpe Giocosa.

Come vedi ho ancora posti liberi: autori affrettatevi a contattarci!

Bene e, visto che mi hai messo in difficoltà l’altro giorno, adesso la tua top 5!

Forse ti deluderò per banalità:  questa la Top Five, per ordine alfabetico e non di merito.
Tra l’altro non sono nemmeno i titoli più giocati.

  • 7 Wonder \  7 Wonder Duel
  • Alta Tensione
  • Coloni di Catan
  • La Festa per Odino
  • Vinhos 2016

Cambiando argomento, la realtà dei giochi da tavolo è sempre stata un po’ di nicchia ma negli ultimi anni ha preso piede ad una velocità esponenziale (se pensiamo ad esempio che il kickstarter di Frosthaven, conclusosi qualche giorno fa ha raccolto oltre 12 milioni di dollari…). Il mercato italiano in questo senso sembra un po’ indietro rispetto al resto del mondo, secondo te come mai?

12.969.608 $. In cifra fra ancora più spavento. Mi sono sempre chiesto come vengano poi gestiti questi capitali, a volte raccolti con progetti non stupefacenti come questi numeri. Tornando alla domanda, ho trovato interesse per i giochi da tavolo in persone “insospettabili”.
Senza che le contagiassi! Credo che in realtà questo hobby sia semplicemente arrivato dopo, in confronto a paesi come la Germania. Diamo tempo al tempo…

E secondo te la velocità con la quale si sono diffusi i giochi da tavolo nel mondo c’entra con il fatto che chi compra oggi giochi da tavolo sono i così chiamati “giovani adulti”, cioè gente nata tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90?

Siamo cresciuti con Pictionary e Trivial PursuitQualcuno, come me, ha in cantina L’Isola di Fuoco e Hero Quest. Tutti abbiamo giocato a Risiko e Monopoli. Questi ultimi due titoli in particolare erano molto lunghi, per alcuni monotoni e con un’interazione fra i giocatori negativa.
Secondo me gli eurogame (es: Agricola) hanno portato a ridurre i tempi, o almeno a fissarli a priori. Si crea inoltre un tipo di interazione amichevole (quando c’è). Una volta poi i giochi venivano pubblicizzati solo con spot martellanti in TV, ora Internet offre una visibilità che prima non c’era.

Bene, noi Matteo ti ringraziamo per il tuo tempo e ti lasciamo con la nostra domanda di rito. Che pizza preferisci?

Se dico pizza margherita con aggiunta di wurstel e patatine fritte mi radiate?

 


Sicuramente non radieremo il buon Matteo cui piace una pizza di tutto rispetto 😀 e vi invitiamo ad un giretto nell’universo di Magicmerchant.it

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