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Giocatore in solitario #6: la mia isola non è terra di conquista per nessuno!

Giocatore in solitario #6: la mia isola non è terra di conquista per nessuno!

Per questo sesto appuntamento il nostro Giocatore Solitario ha abbandonato il suo corpo fisico per diventare un potente spirito che difende la sua isola e gli abitanti che vivono in armonia con lui, dagli spietati invasori che cercano di violarla con la loro “civiltà”.

Giocando in solitario ci si isola un po’ dal mondo e penso che questo sia un comportamento positivo se non lo si porta agli estremi. Intavolando un gioco ci si concentra sulle sue problematiche, si può smettere di sottoporsi al bombardamento dei social e si può smettere di andare in quello che si chiama overthinking, cioè pensare ossessivamente rimuginando su qualsiasi cosa. E’ un modo per scaricare la tensione e dialogare un po’ con noi stessi.

Anche nel prossimo gioco di cui vi parlerò l’argomento principale è un’isola: un’isola in cui vivevamo bene, in armonia con le cose e con i suoi abitanti… un’isola che ora è minacciata da forze esterne che vogliono violarla perturbandone la tranquillità.

Spirit Island

Durata media 100′ | Autore R. Eric Reuss | Artwork Jason Behnke, Loïc Berger, Loïc Billiau, Kat G Birmelin, Cari Corene, Lucas Durham, Rocky Hammer, Sydni Kruger, Nolan Nasser, Jorge Ramos, Adam Rebottaro, Moro Rogers, Graham Sternberg, Shane Tyree, Joshua Wright (I) | Editore Ghenos Games

Spirit Island é un collaborativo eccezionale sotto molti punti di vista: le regole “meccaniche” non sono difficili e anche lo svolgimento del turno è molto esemplificato dalla sola disposizione degli elementi sulla scheda degli spiriti.

La difficoltà è saper combinare adeguatamente i poteri che si hanno a disposizione, con particolare riguardo alle tempistiche secondo le quali questi poteri si attivano: benché infatti vengano giocati tutti a inizio turno, alcuni si attivano prima che lo faccia il nemico, i Poteri Veloci, altri dopo che quest’ultimo ha agito, i Poteri Lenti, creando una peculiare necessità di pianificazione fra un turno e l’altro (se siete interessati ad approfondire, vi rimando alla recensione).

La sua modalità in solitario é identica a quella multigiocatore, se si eccettua il fatto che tutti i poteri che beneficiano “altri spiriti” nel solitario beneficiano noi stessi, e questo si deve proprio alla struttura del gioco e alla quantità e complessità dei poteri giocabili dagli spiriti, tutte cose che renderebbero difficoltoso l’instaurarsi del “giocatore alfa” che pianifica per tutti: in Spirit Island c’è interazione, ma ognuno deve fare il suo gioco, la sua strategia, stando attenti alle sinergie e a non… pestarsi i piedi.

Va da se che un gioco così strutturato consente di avere una modalità in solitario perfetta: non ci sono altri spiriti ma noi abbiamo solo la nostra plancia.

Giocare in solo a Spirit Island è quindi sfidante e soddisfacente come il gioco multigiocatore e in questo devo dire che è stato fatto un lavoro davvero eccellente.

E se volete visitare un’isola felice che non c’entra niente con quella di Gilligan (se non sapete di cosa parlo, meglio per voi, vuol dire che siete ggiovani), potete salpare per quella di MagicMerchant.it!

Luca "il ludografico"

Il Ludografico (all'anagrafe Luca Canese) è un graphic designer e modellista, con una passione smodata per i giochi da tavolo, i libri, la storia antica, i boschi, gli orsi, gli unicorni, i giochi di Ryan Laukat, le opere di Paolo Chiari e i libri pop-up di Robert Sabuda. Scrive articoli bizzarri su vari aspetti del mondo dei GdT, realizza recensioni grafiche (le Ludografiche) dei giochi che ha provato, crea giochi sotto l'egida della LuxLu GD (con il suo collega Luigi Maini), lavora come grafico freelance per le aziende e agenzie, collabora con lo studio Labmasu come progettista di organizers per giochi da tavolo e, in passato, con la 4Grounds per la progettazione di navi di legno. E trova pure il tempo per giocare e badare alla sua casa. Consumato (e a volte scostumato) master e giocatore di GdR, passa da Eberron agli oscuri miti lovecraftiani con nonchalance, mentre la sua casa è invasa (oltre che da libri fantasy, di illustrazioni, di storia, Funko Pop e altre cose strane) da miniature dipinte e non dei più svariati giochi.

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