Il Collezionista di Prime Partite – Ark Nova
Finalmente sono riuscito a mettermi al tavolo del gioco dell’anno!
Ok, era il 2022, non ho specificato QUALE anno…
Dopo lunghissime insistenze sono riuscito a convincere il mio amico ad intavolare il famoso titolo Cranio Creations. Non ero mai riuscito a convincerlo, ma questa volta mi dice “Visto che stasera siamo solo io e te si può fare”. Non un inizio confortante.
Arrivato al tavolo chiedo se posso aiutare con il setup e mi risponde “Mischia questo mazzo… E poi questo… E questo… E questo… Poi mettili tutti uno sopra l’altro lì”. Non so se sono più stupefatto per il crampo alla mano o per le impalcature necessarie a predisporre la torre di carte. Ora so come si sentiva Shu la Stella della Benevolenza poco prima del suo tragico finale.

Il gioco in breve: ATTENTI A NON DIRE CHE FACCIAMO UNO ZOO! Creiamo la migliore oasi naturalistica per i nostri amici animali. Equilibriamo i nostri sforzi tra biglietti venduti e obiettivi ecologici raggiunti. Riempiamo i nostri ampissimi recinti di animali di tutte le specie e da tutto il globo, partecipando a studi universitari e collaborazioni con altre associazioni. E non disdegnamo qualche soldino dagli sponsor.
Un gioco perfetto per risvegliare quella parte di noi che durante l’infanzia voleva fare un lavoro a contatto con gli animali (mio figlio vuole ammaestrare delfini in questo momento). Prima di accorgerci che avevamo ragione quando abbiamo cominciato a fare un lavoro a contatto con le persone.
Durante il nostro turno faremo una di queste cinque azioni, calcolandone la forza in base allo slot in cui sono piazzate sulla nostra plancia personale:
- ANIMALI: giochiamo una carta animale dalla mano pagandone il costo e piazzandola in un recinto libero. Attenti a non mettere leoni e gazzelle nello stesso recinto, anche se così forse vendereste ancora più biglietti
- CARTE: per prima cosa facciamo una pausa. Poi peschiamo carte dal mazzo. “Che bello fare le pause” sanciva il leggendario THE LADY.
- ASSOCIAZIONI: utilizzate un collaboratore per fare una delle azioni della plancia associazioni. Ovviamente solo i laureati che non avete messo al chiosco dei panini.
- COSTRUZIONE: mettiamo un recinto vuoto sulla nostra plancia personale così il notaio può dare l’ok anche per la meccanica “piazzamento tessere”
- SPONSOR: ma non pensate fosse più bello quando la chiamavano “la réclame”? Comunque giocate una carta sponsor o fate pausa per prendere qualche credito. Potevano anche chiamarla “lavoro in nero”
Una volta usata l’azione, questa andrà nello slot 1 facendo slittare in avanti le altre. Ogni tot pause faremo scattare la fine round con cambio carte nel mercato e un reset delle plance.

Il meccanismo più interessante è far scattare la fine della partita. Il tracciato dei punti è unico, ma i segnalini dei punti sono due e vanno ai due estremi. Un segnalino andrà in senso orario e segnerà i punti del tracciato conservazione, l’altro in senso antiorario per i punti attrazione. Una volta che i due segnalini di un giocatore si incroceranno, verrà innescata la fine della partita. Si farà un ultimo turno e si calcoleranno eventuali punti di fine partita; il punteggio sarà dato dai punti attrazione meno i punti conservazione.
Graficamente il gioco è divisivo. C’è a chi vanno bene le fotografie sulle carte e chi avrebbe preferito dei disegni più evocativi. Essendo un gioco molto realistico io sto dalla parte delle fotografie. La produzione oscilla tra un bellissimo organizer a delle plance giocatore di mezzo millimetro che sono uno sponsor per i tagli con la carta. Detto questo tutto più che sufficiente per giocar bene.

Ci troviamo di fronte ad uno di quei giochi di cui intuisci l’aura e la grandezza già durante la prima partita. Capisco perché abbia schiere di fan in giro per il mondo pronti a darsi fuoco per difendere il loro cinghialone. E per scaldare il salotto, dimostrandosi ampiamente ecosostenibili. La durata è un ostacolo non da poco. In due giocatori abbiamo giocato per quasi tre ore. A tavolo pieno penso duri quanto One Piece. Tutti mi consigliano di utilizzare l’espansione “Mondi sommersi”, ma ad aggiungere altre carte penso poi si sia costretti a pagarci l’IMU
La nostra partita – Uno struzzo val bene un pareggio
Vi ho già accennato alla torre di carte alta quanto la cupola del Brunelleschi, inutile parlarne oltre se non per dirvi che sono stato per tutto il tempo con l’espressione della statua del Bernini davanti alla chiesa di Borromini. E si, in Storia dell’Arte alle superiori andavo alla grande!
Comincio subito sentendomi un pischello fortunato quando non pesco neanche uno sponsor e ovviamente o quell’azione a livello 5 ad inizio partita. Potrei dire che è andata come è andata per questo motivo. Certo, un gioco di tre ore falsato dalla posizione iniziale di una carta. Roba che neanche il goal di Muntari…
Comincio a carburare e a giocare animali per avanzare nel tracciato attrazione, ma mi accorgo che i crediti finiscono alla velocità della luce e che forse dovrei essere un po’ più parco nei miei investimenti. E che forse il parco acquatico ed il parco avventura insieme non sono stati un’idea brillantissima. Però il bue muschiato e il tarsio di Horsfield si stanno divertendo come non mai.

Quando arrivo al momento in cui devo scegliere quale azione non potenziare vengo preso da panico più gelido! Alla fine opto per lasciare lì gli sponsor e ovviamente comincio a pescarne a raffica. Se mai dovessi darvi un consiglio, correte a fare esattamente il contrario.
Il mio avversario gioca o scarta animali straordinari ed iconici e allora mi impunto che anche io voglio un animale da cinque spazi sulla plancia, ma l’unica cosa minimamente giocabile che mi capita in mano è LO STRUZZO. Avete mai guardato negli occhi di uno struzzo? E’ come farlo con quelli che bevono birra analcolica. Vacui e privi di ogni felicità. Ma visto che sono il Signor di Ricca Mano non solo lo gioco, ma prima gli costruisco una voliera con lampadari di cristallo e docce con cromoterapia. E ci metto insieme pure il Nantù così può prenderlo per i fondelli tutto il tempo perché è piccolo e sconosciuto.
Piazzo l’ultima coppietta di animali piccoli solo per far incrociare i miei segnalini e far partire la fine della partita. Ho un vantaggio consistente sull’avversario e mi godo la mia area protetta così ben costruita e variegata. Non ho neanche un predatore. Così faccio felici pure i vegani che sono un pubblico complesso.

Il mio avversario fa avanzare il percorso conservazione di qualcosa come otto spazi tra i punti di fine partita degli sponsor e l’obiettivo segreto. Io di uno. E con l’obiettivo segreto faccio zero dimostrando una pianificazione al limite del ponte sullo stretto.
Io 31 punti, l’avversario 31 punti. Lui ha un cubetto più di me sulle carte progetto di conservazione. Io ho lo sguardo dello struzzo. E butto giù un sorso di birra analcolica.
Trovate il gioco dal nostro partner di fiducia Magic Merchant. E anche le bustine protettive che messe una vicina all’altra fanno la distanza tra Milano e Cortina.


