Giochi Atipici – Etherstone
Quando la Thundergryph Games pubblicò la prima illustrazione di Etherstone, capii subito che sarebbe entrato nella mia collezione! Colori, atmosfera e stile grafico trasmettevano immediatamente qualcosa di magico. E grazie a Ghenos Games, che lo ha portato in italiano, ho finalmente avuto la possibilità di provarlo. Scopriamolo insieme.
Nato dalla mente di Virginio Gigli e Simone Luciani (un duo d’autori che è una garanzia), Etherstone è un gioco competitivo per 2-4 giocatori, con una durata media di circa 20 minuti a giocatore.
Già la copertina cattura lo sguardo, ma andiamo oltre, potrei parlarne per ore!

All’interno della scatola troviamo materiali di ottima qualità: fustelle spesse e resistenti, dadi ben realizzati (attenzione, sono nascosti in una delle scatoline interne… non fate come me che non li avevo notati xD). Unica nota dolente: le carte. In un gioco che si basa principalmente su di esse, mi aspettavo una qualità più robusta. Il cartoncino è piuttosto leggero, quindi imbustarle è praticamente obbligatorio. È vero che si mescolano poco, ma come dico sempre: meglio prevenire che curare. In compenso, questo dettaglio giustifica un prezzo piuttosto accessibile.

Le illustrazioni di Paolo Voto sono semplicemente spettacolari. Il suo nome è già una garanzia, ma qui ha davvero superato sé stesso. Ogni carta è un piccolo capolavoro: dettagli, ambientazioni e personaggi che danno vita al mondo di Nobura. Confesso che alcune carte le appenderei volentieri come poster in casa! Tuttavia, come spesso accade nei giochi di carte, l’ambientazione resta in secondo piano: per quanto suggestive, le illustrazioni non riescono a far dimenticare che Etherstone è, a tutti gli effetti, un titolo astratto.

Il gioco è tutt’altro che complesso. Il regolamento è chiaro e ben strutturato, e grazie alle carte riassuntive delle fasi e dei simboli, già dal primo turno tutto scorre in modo naturale.

Il cuore del gioco è il gameplay, e qui i fan di Magic: The Gathering sentiranno vibrare corde familiari. All’inizio si parte con un draft: ogni giocatore sceglie 7 carte e un Leader. Importante: non ci sarà alcuna pesca durante la partita. Quelle sette carte saranno tutto ciò che avrete, né più né meno. Da lì inizia la vera magia: combo, combo e ancora combo. Nel proprio turno si possono evocare carte pagando Etherstone, scegliere un dado colorato per ottenere risorse e attivare poteri, attaccare le minacce (che forniscono Etherstone, abilità e punti), oppure riposare per “ricaricare” le proprie unità.

Le scelte non sono tantissime, ma ogni decisione pesa. Quale carta giocare? Quale dado scegliere? Ogni mossa va pensata con cura, e questa essenzialità è uno dei punti di forza del gioco: ti tiene sempre concentrato.

L’interazione tra i giocatori è ben presente. Si possono infliggere danni agli avversari, farli “morire” e perdere un turno per rigenerarsi, a costo di 7 punti a fine partita.
Chi ama i giochi competitivi e la costruzione di combo troverà pane per i suoi denti. Tuttavia, da giocatrice abituata ai mazzi preformati (colpa del mio passato con i Pokémon!), ho trovato la limitazione delle 7 carte un po’ frustrante.

Il gioco offre 5 mazzi preimpostati, e lì le combo funzionano davvero bene, ognuno con il suo stile: c’è chi punta sui punti vita, chi sull’attacco, chi sull’accumulo di punti. Ma durante le partite con draft, soprattutto in due giocatori, può capitare di trovarsi con sinergie deboli e un senso di “vorrei pescare una carta in più”. E quando un gioco si basa sulle combo, questa sensazione pesa un po’. Nonostante ciò, quando le combo funzionano, la soddisfazione è enorme. Gli attacchi agli avversari, in particolare, regalano momenti di pura adrenalina!
L’autore avverte dell’errore sulla carta Etherblade, che consiglia di non usare durante le vostre partite perché non riporta gli effetti, rendendola troppo potente (ringrazio Claudio Ciccalè alias Klax180 per la segnalazione).

Consiglio Etherstone? Sì, assolutamente.
Il gioco funziona, è elegante e scorre bene. Ha un ottimo bilanciamento tra strategia e immediatezza, e un’estetica che conquista al primo sguardo. Tuttavia, chi ama la costruzione profonda dei mazzi o la possibilità di adattarsi durante la partita potrebbe sentirlo un po’ rigido. Personalmente, credo che Etherstone sia perfetto per chi vuole avvicinarsi al mondo dei giochi da tavolo partendo da un’esperienza “ibrida” tra gestionale e card game. E anche se forse non è il titolo perfetto per me, mi ha lasciato la voglia di rigiocarlo. Ma la domanda più gettonata del momento è una: meglio Etherstone o Echoes of Time (titolo dello stesso autore in uscita con Cranio Creations)?
Etherstone e Echoes of Times parlano a due tipi diversi di giocatori: il primo soddisferà chi ama la precisione tattica dei giochi alla Magic, mentre il secondo strizza l’occhio a chi preferisce la libertà e l’improvvisazione dei giochi da tavolo. Da giocatrice, ho trovato Echoes of Times più vicino al mio modo di giocare: mi piace poter cambiare rotta, adattarmi e pescare nuove carte, senza sentirmi intrappolata in un mazzo fisso come accade in Etherstone, che predilige una strategia a lungo termine. E voi invece quale vi ha convinto di più?
Nel frattempo, se volete tuffarvi anche voi nel mondo di Etherstone, lo trovate sul nostro store di fiducia: MagicMerchant.it


