Anteprima: Deckscape – Furto a Venezia

Il terzo Deckscape è ambientato a Venezia, siete pronti a visitarne un edificio in particolare? (Tranquilli, senza spoiler).

Deckscape è una escape room tascabile, a Silvano Sorrentino e Martino Chiacchiera bastano 60 carte per trasportarci in un laboratorio segreto, tra le strade di Londra o in un certo edificio di Venezia.

In Deckscape i giocatori (1-6) collaborano per risolvere enigmi di varia natura, quando avrete deciso quale è la soluzione vi basterà voltare la carta per scoprire se avevate ragione o se dovrete segnare una X su un foglio. Ogni X vale una penalità, cercate di non accumularne troppe.

Ma veniamo a Venezia. In questo nuovo Deckscape vi troverete di fronte a un capitolo più impegnativo dei due precedenti e a una dinamica di gioco più articolata, dove verranno messe sotto esame anche la vostra capacità di osservazione e la vostra memoria. Alcuni enigmi sono decisamente più articolati e diversi, mentre aver giocato ai primi due Deckscape, vi potrebbe essere di aiuto a risolverne alcuni di tipologia già nota.

Senza entrare nel dettaglio, in modo da non rovinarvi la sorpresa, vi posso dire che se nel secondo capitolo era consigliabile essere più di due, qui sarebbe auspicabile essere 4 o anche 6.

Se non volete alcuno spoiler, fermatevi a questo, altrimenti proseguite dopo le conclusioni, per alcune note con dei lievissimi spoiler.

Conclusioni

Io sono un grande fan di Deckscape e per la prima volta ho perso miseramente (complice, forse, anche il fatto che i miei compagni di gioco non avevano mai affrontato una sfida del genere), ma nonostante questo ci siamo divertiti un sacco. Non avevo mai affrontato un Deckscape in così tanti partecipanti e, devo dire, ho visto pro, ma ho visto anche contro. In sei è più evidente il giocatore alpha (qualcuno che si impone più degli altri), è più difficile guardare tutti le carte a tempo, è più difficile confrontarsi. Per contro, l’esperienza è più corale e i punti di vista variegati aiutano, anche letteralmente: vedere una carta da un’angolazione diversa, talvolta rende più evidente la soluzione dell’enigma.

Furto a Venezia esce a Play 2018, che abbiate un gruppo di amici con cui non riuscite a intavolare nemmeno Dark Tales o uno di gamer esperti, Deckscape è un’ottima soluzione per una serata insieme.

Se vi spaventa il fatto che non potrete più giocarci dopo la prima volta… beh, potete regalarlo o venderlo a qualcuno, altrimenti potete tenerlo nel cassetto per un po’ di tempo, scommetto che tra un anno o due vi sarete dimenticati la quasi totalità delle soluzioni e potrete affrontare di nuovo questa sfida.

Lievissimi spoiler

In questo capitolo troverete 6 carte personaggio, ognuno ha conoscenze peculiari che potrà condividere con gli altri, ma senza mai mostrare il retro della propria carta. È possibile giocare in meno di sei, ma dovrete dividervi i personaggi e almeno due non dovrebbero mai essere nelle mani dello stesso giocatore, si tratta di Firewall e Mastermind, tenetelo a mente.

Un’altra particolarità di Furto a Venezia è che nella scatola troverete un foglio piegato in quattro, che dovrete aprire solo quando vi verrà chiesto, questo foglio introduce un aspetto che non avevamo mai visto in Deckscape e che ho molto apprezzato. Badate bene a ciò che vedrete.

Nota per Martino e Silvano: non mi avete fregato con quell’indizio che si può vedere su più livelli, sappiatelo 😛

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