Perché Lovecraftesque è il gioco di ruolo dell’anno?

Ha vinto il premio Gioco di ruolo dell’anno 2018, è stato argomento di discussioni e dibattiti nelle ultime settimane; ma perché Lovecraftesque colpisce tanto i giocatori?

Partiamo dal presupposto che le ambientazioni di H.P. Lovecraft sono state usate in ogni tipo di salsa: giochi di ruolo, giochi da tavolo, editoria, cinematografia e videogiochi hanno attinto a piene mani da quello che è uno dei canoni letterari più apprezzati dal mondo ludico; cosa rende speciale l’ennesimo titolo che riporta sul tavolo il segno degli antichi?

L’obiettivo che Lovecraftesque si pone è quello di ricreare le sensazioni di orrore crescente, di mistero legato a verità imperscrutabili e l’idea di un destino oscuro che sovrasta le scelte dell’uomo. Lo scopo di questo gioco è dunque ricreare un vero e proprio racconto nello stile del Solitario di Providence e, lasciatemelo dire, ci riesce maledettamente bene.

Il gioco viene classificato come masterless (o masterfull per alcuni) perché privo di una figura unica che gestisca il mondo di gioco (individuo altrimenti noto come Game Master). Non ci sarà inoltre un gruppo di personaggi, come nei migliori racconti di Lovecraft avremo un unico protagonista della storia e dovremo gestirlo come gruppo. Ci sono infatti tre ruoli che ruotano a turno fra i giocatori:

  • Il Testimone: colui che deve raccontare ciò che il protagonista dice, pensa e fa.
  • Il Narratore: colui che decide ove la scena si svolge, chi è presente e quale Indizio si presenterà al Testimone, gestisce inoltre i personaggi non giocanti
  • Gli Osservatori: tutti coloro che non occupano uno dei due ruoli sopra descritti hanno il compito di arricchire di dettagli le scene, creare particolari che aiutino l’atmosfera ad avvolgere il Testimone e possano fornire ulteriori spunti al Narratore.

Questa spartizione dei ruoli prende il via dopo la creazione di gruppo di un protagonista e del contesto in cui si svolgerà il racconto.

Si parte quindi con una sequenza di scene in ognuna delle quali il Testimone riceverà i cosiddetti Indizi, si tratta di eventi inspiegabili che accadono attorno a lui, tutti razionalmente plausibili e senza nulla di evidentemente paranormale.
Al termine di ogni scena c’è una fase in cui ogni giocatore scrive segretamente sulla propria scheda le proprie conclusioni, chedevono collegare in maniera coerente tutti gli indizi scoperti finora; in questo modo il gioco si assicura una coerenza narrativa nell’alternarsi tra un Narratore e l’altro, dato che ognuno nella propria scena inserirà elementi legati alla sua idea di Orrore finale (che magari non coincide affatto con quella degli altri).

Prosegue nell’alternarsi dei ruoli la storia del protagonista che, a un certo punto, si ritroverà a imboccare (metaforicamente) il sentiero che lo conduce verso l’Oscuro segreto celato dietro gli indizi.

Lo scorrere del gioco, grazie alla sua struttura, alterna momenti in cui tutto sembra chiaro nella nostra mente (quando siamo Narratori), ad altri in cui ogni conclusione si infrange lasciandoci di fronte a un mistero da dover riconsiderare (quando siamo Testimoni o Osservatori). La sensazione è proprio quella di essere a un passo dal risolvere il mistero fino alla fase finale in cui in una spirale ancora più veloce e orrorifica si para di fronte a noi proprio l’Orrore finale.

Lovecraftesque riesce, a modo suo, a farci vivere da protagonisti racconti nello stile del buon H.P. Lovecraft; è un gioco che probabilmente non piacerà a chi cerca l’azione adrenalinica o vuole creare un personaggio che si getta in imprese eroiche; allo stesso tempo rimane un ottimo gioco di ruolo, originale e molto fruibile, oltre che essere un onesto, e decisamente riuscito, omaggio all’autore e al suo canone.

Insomma, per gli appassionati del genere, per chi cerca un’avventura thriller e dalle sensazioni forti o per chi si sta avvicinando al modo dei giochi di ruolo Lovecraftesque è davvero un ottimo prodotto!

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