Anteprima – Iwari su Kickstarter

Ho avuto modo di giocare a Iwari qualche settimana fa, ed è l’ennesimo spettacolo targato ThunderGryph che viene finanziato su Kickstarter.

Siamo agli albori dell’umanità, gli uomini vivono in tribù sparse in foreste, tundre e deserti. C’è vento di speranza e gruppi di avventurosi lasciano le loro dimore ancestrali per esplorare vaste regioni ignote, incontrando altre tribù in uno scambio di conoscenze e culture. La Terra tornerà a respirare in un viaggio di scoperta.

Quasi due decadi or sono, nel 2000, usciva Web of Power, un gioco da tavolo di Michael Schacht (sì, quello di Spirits of The Forest, tra le altre cose), che poi ha visto una nuova versione in China (2005), per essere rivitalizzato da Han (2014), ma questo gioco è così interessante che, a distanza di cinque anni, esce una nuova versione tutta rinnovata da ThunderGryph. 

Se conoscete ThunderGryph, non sto per dire nulla di nuovo, diversamente, vi consiglio di guardare l’ultima campagna (ma vi invito a guardarle tutte) di questa casa editrice per capirne lo stile. 

ThunderGryph ci ha abituati a bei giochi belli. No, non è un errore, sono proprio bei giochi (a me piacciono tutti, tranne uno, per estrema sincerità) e sono belli, ma di una bellezza abbacinante (cit.).

Sono bellissimi alla vista e al tatto, ma sono anche dei giochi a cui è bello giocare, ognuno nel suo genere.

Nella scatola

Come al solito troviamo due versioni: base e deluxe, della prima non frega niente a nessu… ehm, volevo dire, è bella, ma la deluxe è quantomeno sfarzosa e, chiusa la campagna, non esisterà più. Quale delle due scegliere, per me è quasi automatico, anche se ci sono 20€ di differenza.

Il gioco base (40€) comprende una mappa double face, 105 tende di legno con sagome differenziate a seconda del colore, 40 segmenti di totem (8 per colore), 57 carte, una ventina di segnalini in legno, il segnapunti e tutti gli stretch goal del gioco base. 

Il gioco deluxe (60€) include una mappa extra, 21 tende e 8 segmenti di totem, 12 carte, 10 segnalini e le regole per il gioco in solitaria. 

Il gioco

Iwari è un gioco di maggioranze e, durante il turno, posizioneremo le nostre tende per stabilirci su vari territori della mappa, cercando di controllarne il più possibile. 

Nel proprio turno, un giocatore può giocare carte dalla propria mano seguendo la regola del 3-2-1: può giocare fino a 3 carte (tutta la mano) per piazzare fino a 2 pezzi su 1 territorio. 

Giocando una carta di un colore vado a piazzare un pezzo su un territorio di quel colore, giocandone due, posso piazzare un secondo pezzo, ma giocare due carte uguali è un jolly e vale qualsiasi colore, pertanto giocare tutta la mano non è inusuale, anzi, spesso è un’ottima idea. 

I pezzi che si possono giocare sono tende e totem. 

Le tende forniscono punti con una logica di maggioranza, ma chi ha la maggioranza di tende determina anche il numero di segmenti di totem che possono essere piazzati. 

Nell’immagine qui sotto, il rosso ha la maggioranza sul territorio blu (3 tende), pertanto non è possibile aggiungere nuovi pezzi al totem, che è già formato da tre segmenti.

Conclusi i piazzamenti, si ripescano carte fino a ripristinare la mano di tre carte scegliendo tra le quattro carte scoperte e la prima del mazzo (coperta) e il turno passa al giocatore successivo.

Il calcolo dei punti

Quando si esaurisce il mazzo di carte, si rimescolano gli scarti e si procede al primo calcolo dei punti (ignorate i totem, per il momento): il giocatore che ha la maggioranza di tende in un territorio ottiene un numero di punti pari al numero totale delle tende presenti nel territorio (di qualsiasi colore), il secondo un numero di punti pari al numero delle tende del primo giocatore, il terzo pari al numero di quelle del secondo e così via. Va da sé che se non avete nemmeno una tenda in un territorio, non partecipate al calcolo dei punti di quel territorio. 

Quando si esaurisce nuovamente il mazzo di carte, si procede al secondo e ultimo calcolo dei punti. 

Ricalcolate le tende (v. sopra), è il momento di prendere in considerazione i totem.

Un totem di per sé non fa punti, ma diamo un’occhiata alla mappa qui sotto per capire come calcolarli.

Una coppia di totem fa punti solo se il giocatore ha la maggioranza sui due totem in territori adiacenti. Nell’esempio qui sotto, la connessione 9 (sono numerate per rendere più semplice il calcolo dei punti) è il confine tra due territori dove il giocatore giallo ha la maggioranza sui totem e quindi totalizzerà 5 punti: uno per segmento di totem. 

In ultimo si calcolano gli insediamenti: per ogni gruppo di quattro o più tende del proprio colore connesse, ogni giocatore ottiene tanti punti quante sono le tende. Nell’esempio qui sopra, se il giallo avesse posizionato una quarta tenda, avrebbe ottenuto 4 punti

Considerazioni

Ho giocato soltanto una partita a Iwari e non era nemmeno con i materiali definitivi (come totem abbiamo sfruttato i gettoni di Eko, se non erro), per cui non vi posso dire che effetto farà in modalità sontuosa sul tavolo e non ho mai giocato a China, ma vi posso dire che se questo gioco ha visto così tante riedizioni, un motivo c’è. 

Parto dal commento di Ale Rubbo del Dunwich Buyers Club: 

Iwari ha fondamenta solide, Web of Power ha cementato fermamente quello che è il cuore del gioco: un astratto simmetrico puro, severo, in cui azioni molto semplici si rivelano in realtà strumento per scelte difficili.

L’ambientazione è solo uno stratagemma che però ha consentito a Thudergryph di riconfermare la splendida vena artistica che caratterizza ogni loro gioco.

Ho fatto pochissime partite (2) eppure sono innamorato. Ho staccato Tabletop Simulator con una voglia atroce di fare un’altra partita.

La spettacolare copertina del regolamento di Iwari

In Iwari c’è tattica, ma c’è tanta, tantissima strategia e questo non sarà sfuggito nemmeno a una prima lettura del regolamento: si inizia a costruire il proprio punteggio sin dalla prima tenda, ma senza tenere d’occhio i totem, la sconfitta è sicura. 

Come dice Ale, l’ambientazione è uno stratagemma, ma mi piace molto il concetto di fondo, che riflette la filosofia di questa casa editrice. 

Vi spiego cosa intendo con le parole di Gonzalo Aguirre Bisi di ThunderGryph 

Come suggerisce la parola in Yoruba, Iwari è un gioco di scoperta e diversità, dove l’umanità è protagonista in tutta la sua bellezza. 

Iwari è un gioco simil-astratto dove i giocatori rappresentano diverse tribù in cerca della propria identità, una ricerca che passa attraverso il viaggio in terre distanti, in cerca di altre tribù e di Titani con cui legarsi e da cui imparare. 

Stiamo stringendo un accordo con la fondazione Jimmy Nelson per collaborare a preservare l’identità culturale. La diversità è ciò che ci rende umani ed è questo che vogliamo celebrare con questo gioco.

Non mi posso spingere oltre nel giudizio del gioco, ma vi posso dire che ci sono un sacco di stretch goal (non posso dirvi il numero preciso, ma sono veramente TANTI, starà ai sostenitori sbloccarli tutti) e alla fine potremo avere un sacco di mappe (non basta una mano per contarle), che renderanno il gioco sempre diverso. 

Gli stretch goal sbloccati finora hanno portato a una maggior qualità della scatola delle carte e dei totem. Dal punto di vista del gameplay, invece, abbiamo una serie di mini espansioni che alterano il sistema di calcolo dei punti e le regole per il gioco cooperativo. 

Tra gli add-on (opzionali), invece, vi segnalo le bustine. Vi assicuro che le carte sono così belle che chiunque le vorrà proteggere e il formato gigante valorizza le immagini, ma non rende facilissimo l’imbustamento. 

Il gioco, ovviamente, è anche in Italiano (distribuito da GateOnGames), per cui non dovete preoccuparvi nemmeno di questo aspetto. 

Vi lascio il link alla campagna, so che il vostro portafogli non mi ringrazierà, ma quando ho intavolato Spirits of The Forest deluxe edition la soddisfazione è stata davvero tanta, la mia copia di Tang Garden arriverà tra non molto e, sapete come si dice: non c’è due senza tre… 

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