Lo spacciagiochi: Deckscape – Dietro il sipario

Con Dietro il sipario, Deckscape torna sulla strada delle escape room tascabili e lo fa alla grande.

Partiamo dalla solita premessa, non farò alcuno spoiler su questo gioco, per darvi modo di giocarci senza rovinarvi la sorpresa.

Dicevo che Deckscape torna sulla strada delle escape room perché, come vi avevo raccontato un paio di settimane fa, Il mistero di Eldorado aveva preso una deviazione e si era perso nella giungla. Ribadisco che questo non è un demerito, è una strada che la casa editrice e gli autori hanno intrapreso e, a mio avviso, hanno coniugato bene i due elementi, quello degli enigmi e quello dell’avventura alla Indiana Jones.

Se Eldorado ha diviso i fan tra “Mi ha molto deluso” e “Il Deckscape che più mi è piaciuto in assoluto” (ho letto davvero questi commenti in giro), Dietro il sipario è un’escape room classica, piena zeppa di enigmi in un ambiente controllato, ma non manca di premiare il pensiero creativo.

I giocatori vengono catapultati nella scintillante città di New York e hanno l’eccezionale opportunità di assistere all’ultimo spettacolo di magia del grande prestigiatore Lance Oldman. Lo show però prende una piega inaspettata: quando si parla di magia bisogna essere pronti a tutto!

Ora, Deckscape non è mai stata una collana nota per la sua capacità di far sentire i giocatori nell’ambiente di cui si parla, per ovvi limiti fisici (è pur sempre un gioco incentrato su sole 60 carte), eppure in questo caso, gli enigmi sembrano proprio studiati da un illusionista.

Sin dall’inizio, ci troviamo di fronte a trucchi da prestigiatore e da illusionista, ma quando la strada diventa meno lineare (ovvero, quando ci troviamo a dividere il mazzo in diversi mazzetti e proseguiamo la nostra avventura su diverse strade, in parallelo), allora ecco che veniamo invitati ad aprire un piccolo pacchetto misterioso che accompagna le 60 carte di questo Deckscape e si apre un mondo di possibilità grazie al suo contenuto.

Nel mazzo, poi, troviamo una carta molto particolare, il cui retro ci aiuterà a risolvere alcune sfide altrettanto particolari. Chiaramente non posso dirvi di più, ma questa, assieme ad alcune altre, contribuirà a farvi sentire più immersi nell’ambientazione.

Lo avrete capito dai toni di questo articolo, a me Deckscape: Dietro il sipario è piaciuto molto, nonostante non sia andato benissimo in termini di tempo di risoluzione. Martino Chiacchiera e Silvano Sorrentino sono una coppia collaudata e devo far loro i complimenti ancora una volta, bravi!

Chiudo con una piccola anticipazione, anche la prossima scatola di Deckscape avrà un’ambientazione alla Indiana Jones, ma non lo stile “avventuroso” di Eldorado, non vi rivelo dove ci troveremo, ma sappiate che… non saremo soli!

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