Game of Thrones 8×03 – La battaglia di Winterfell raccontata dagli autori

Ecco perché Benioff e Weiss hanno usato così la cavalleria Dothraki, perché Arya, perché Jon e via dicendo.

[Attenzione: spoiler]

Questa è la traduzione integrale del commento all’episodio 3×08 di Game of Thrones di Benioff e Weiss, gli showrunner della serie.

La quiete prima della tempesta.

Benioff:

Stavamo progettando questo momento da un sacco di tempo. Se pensate all’inizio del primissimo episodio, siamo oltre la Barriera e ci sono gli Estranei che stanno braccando dei ranger. Insomma, è il culmine di una delle trame chiave della serie.

Stiamo raccontando da parecchio di come le armate del Night King stiano diventando sempre più potenti e di come la maggior parte dei vivi continuino a ignorarne la minaccia, ma ora non c’è scelta: bisogna combatterlo.

Mi piace molto lo svolgimento dei primi dieci minuti, c’è moltissima tensione ancor prima di incontrare i nemici. Per quanto tentino di nasconderlo, sono tutti terrorizzati, perché c’è la morte che avanza inesorabile.

Da una parte dà l’idea di che cosa vedremo nell’episodio e dall’altra ci mostra dove troveremo i personaggi.

Weiss:

Tutto l’episodio si svolge a Winterfell e coinvolge 19 o 20 personaggi in una situazione molto caotica che richiede parecchi luoghi per essere raccontata.

E noi in questi dieci minuti abbiamo un assaggio del buio che permea tutta la puntata e di cui avremmo volentieri fatto a meno, visto l’effetto caotico che ha generato.

I Dothraki

Benioff:

Dato che c’è una battaglia di queste proporzioni in quest’episodio è importante percepire il flusso e riflusso, per cui ci sono momenti in cui si pensa che la situazione volga a favore dei vivi

Weiss:

Ritenevamo importante un momento di speranza, quando Mel arriva e infiamma gli arakh e partono tutti alla carica. Volevamo che i personaggi avessero la sensazione che potesse andare per il verso giusto.

Benioff

Abbiamo visto gli effetti devastanti di una carica dei Dothraki con le loro armi normali, ma questa volta partono al galoppo con gli arakh fiammeggianti. Cosa potrebbe mai arrestarli?

E quel che vedono è la fine dei Dothraki, in sostanza.

Weiss:

Hanno un piano, ed è importante aspettare che il Night King esca allo scoperto e poi avere 2 draghi contro  e buone possibilità di socnfiggerlo. Una cosa che non avrebbero mai potuto prevedere è la reazione di Dany alla vista della disfatta dei Dothraki. Jon è la persona che vuole attenersi al piano, ma i Dothraki non sono di Jon, non sono leali a lui ma a Dany e penso che lei non sia in grado di rimanere a guardare mentre muoiono e il piano inizia ad andare a rotoli nel momento in cui sale sul suo drago, allora lui la segue e da lì nasce tutto.

Insomma, i Dothraki sono una forza inarrestabile, combattono così, andando allo sbaraglio, in maniera inconcepibile per qualsiasi stratega, ma è questa la loro natura e anche la ragione della loro disfatta. Anche io me l’ero presa con Benioff e Weiss, inizialmente, ma devo ammettere che ha un suo senso.

Lyanna Mormont

Benioff

Sapevamo che questo episodio sarebbe stato quasi esclusivamente un’unica battaglia e questo può annoiare parecchio e parecchio alla svelta.

Se ne possono guardare un tot di minuti prima che l’effetto inizi a svanire. Lo sforzo era concentrarsi sui personaggi, che fosse la storia di Arya, o Sansa e Tyrion nella cripta, quella di Jon e Dany sui draghi… Sono un po’ tutte mini battaglie all’interno della grande battaglia.

Weiss

Lyanna Mormont era un personaggio che avrebbe dovuto comparire in una sola scena, ma poi abbiamo conosciuto Bella Ramsey e abbiamo capito che non avremmo fatto bene il nostro lavoro, se l’avessimo confinata a una singola scena.

Sapevamo di non poter dare una morte epica a tutti coloro che muoiono in questa battaglia, sarebbe stato veramente eccessivo, ma era impossibile far passare in sordina la sua morte ed è qui che entra in gioco il gigante zombie. Ha aggiunto un ulteriore livello di complessità a quel momento a cui, sicuramente, un sacco di persone avrebbero rinunciato volentieri, ma penso che abbiano capito il motivo per cui dovevamo dare a uno dei personaggi più forti e più piccoli della serie la possibilità di cadere portando con sé una delle cose più grosse e potenti che abbiamo mai visto.

E così casa Mormont ha fine, una fine epica, però.

Arya Stark

Benioff + Weiss

In qualsiasi situazione dove ci sono persone che combattono, Arya deve avere un ruolo centrale perché è la migliore in questo campo ed è la più divertente da guardare.

Anche Arya, però, non può abbattere da sola un’orda di wight e, quando riceve la botta in testa, non è più al 100% e a quel punto è solo questione di sopravvivere.

Tolto questo, è inarrestabile, non perde mai il controllo, è fantastica, è divertente da vedere, ma è un’unica nota, per cui abbiamo deciso di portare indietro le lancette dell’orologio: chi era Arya Stark prima di diventare questa specie di figura magica? Ci sembrava interessante e ci dava la possibilità di cambiare la natura della storia che stavamo raccontando.

Winterfell è sempre stata un po’ “casa” per la serie e una delle cose che ci ha sempre colpiti è l’aspetto terrificante che avevano i corridoi e le stanze: i luoghi dove abbiamo vissuto molti bei momenti, momenti sereni con i personaggi a cui vogliamo bene erano diventati il set di un horror, perché sono stati invasi da soldati non morti.

Prima di quel momento c’è una specie di agorafobia: abbiamo un ampio spazio, enorme, e dovunque uno si giri è possibile vedere qualcosa che vuole ucciderti.

Entrati a Winterfell diventa tutto più compresso e, letteralmente, i muri ti si stringono attorno e c’è qualcosa nell’oscurità, ma non sai esattamente dove.

Ci sembrava che il cambio di ritmo e di tono fosse importante, per non avere l’impressione di un episodio monotono.

Dracarys!

Weiss

Ci sembrava importante che, quale che fosse il piano, non funzionasse, perché sarebbe stato un po’ noioso e benché non ci sia ragione di essere certi che il fuoco non sia in grado di uccidere o distruggere il Night King, non c’è ragione nemmeno di credere il contrario. E dopo un attimo che succede questa cosa, il Night King crea un problema molto più grande, trasformando tutti coloro che sono caduti in battaglia in soldati nemici.

Chi ha obiettato che il Night King avrebbe potuto uccidere Jon, non credo abbia considerato quanto poco il Night King consideri una minaccia un singolo uomo con una spada e mostra tutta la sua noncuranza voltandogli le spalle e lasciandolo a vedersela con gli zombie appena creati.

Ser Jorah Mormont

Benioff

Abbiamo valutato diverse opzioni per la fine di Jorah per un sacco di tempo, ma quando si pensa a Jorah la prima volta che lo abbiamo visto, era assieme a Dany e da quel momento in poi è quasi sempre stato al suo fianco.

Parte della tragedia di Jorah è dovuta al fatto che è innamorato di una donna che non poteva ricambiare i suoi sentimenti, ma lui se n’è fatto una ragione da tempo e avrebbe comunque combattuto per lei fino all’ultimo.

Weiss

Non c’è mai stato un momento in cui Dany aveva più bisogno di qualcuno che la proteggesse e se Jorah avesse potuto scegliere un modo di morire, sarebbe stato questo. Abbiamo pensato che fosse il massimo che potevamo dargli.

Theon Greyjoy

Benioff

Il motivo per cui abbiamo scelto Godswood è che un’incredibile fonte di potere per chi crede nei Vecchi Dèi e, in particolare, per Bran. Sappiamo che l’albero e il corvo a tre occhi sono interconnessi, non c’era dubbio che fosse lì che avremmo trovato Bran in attesa del Night King

Weiss

La serie non parla sempre di redenzione dei personaggi prima che ci lascino, ma se uno ha lo spazio, si può inserire qualche momento di redenzione.

Benioff

Penso che fosse molto importante per Theon alla fine sentire quel “grazie” da Bran, perché Bran sa cosa sta per succedere. Theon sa di essere morto, sa di non essere in grado di uccidere il Night King, ma la cosa eroica è che anche se tutti prima o poi moriremo e sappiamo di non poter sconfiggere la morte, è questione di come si affrontano quei momenti e lui scegliere di andare alla carica e penso che il modo in cui muore lo renda orgoglioso del cammino che ha affrontato.

Arya Stark Vs The Night King

Weiss

Saranno circa tre anni che sapevamo che sarebbe stata Arya a sferrare il colpo decisivo. Ci sembrava la candidata migliore, ammesso che lo spettatore non stesse pensando a lei in quel momento. Uno dei pro dell’avere così tante persone a cui si tiene in una unica sequenza è che si può distrarre l’attenzione dello spettatore per farlo concentrare su personaggi cui tiene come Jon, Dany, Theon, Bran o anche Tyrion nella cripta con Sansa. C’è pieno di personaggi per cui lo spettatore è preoccupato e, si spera, potrebbe dimenticarsi del fatto che Arya Stark è corsa fuori dal castello con un sottofondo di tamburi di guerra ed è diretta da qualche parte e non sappiamo dove, finché non la vediamo.

Benioff

Volevamo evitare di essere prevedibili. Jon Snow è sempre stato l’eroe, il salvatore, ma non ci sembrava la persona giusta per questo momento. Sapevamo che doveva essere acciaio di Valyria nel punto esatto in cui i Figli della Foresta mettono la lama di vetro di drago per creare il Night King ed è l’acciaio di Valyria a mettere fine alla sua esistenza. È una vittoria per i vivi, ma giunge a duro prezzo, perché alcuni dei nostri personaggi preferiti sono caduti.

Qui Benioff dice proprio “uncreated”, non credo ci siano dubbi sulla sua fine.

Ora, se volete fare altri mille post su Facebook, potete farlo riflettendo sulle parole degli autori e, di conseguenza, con un po’ più di cognizione di causa.

Valar Morghulis.

Ma non sono gli spettatori a decidere quando.

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