Avengers: Endgame – La fine di tutto

Endgame è la fine di un viaggio. Uno dei più belli della storia del cinema.

Il viaggio di Tony

Tutto inizia e finisce con Tony Stark. Si comincia dalla sua “genesi” come Ironman, in quella caverna umida che lo avrebbe cambiato per sempre. Lo scontro con il suo “padrino”, la scena finale con un memorabile “fanculo, sono io Ironman”.

Andiamo avanti con un Ironman 2, di cui si sarebbe potuto fare a meno se fosse stato su un altro eroe qualsiasi, ma la presenza di Tony è stata sufficiente a renderlo comunque gradevole nonostante tutto!

Ironman 3, la caduta dell’eroe.

Stark cade a pezzi e riparte da un garage in un posto sperduto, grazie a un ragazzino non troppo sveglio e un orologio di plastica. L’eroe risale dal baratro e anche grazie alla sua amata Pepper riesce a sconfiggere il cattivone di turno.
Ci mostra che anche un deus ex machina può sanguinare.

Avengers

“Io il filo spinato lo taglierei.” tra le meravigliose perle di Tony nel film è questa la mia preferita. Conferma la sua imprevedibilità quando anziché tagliare il filo spinato si lancia in uno spiraglio del portale e lancia un’atomica contro la flotta dei cattivi, riuscendo a tornare tramite lo spiraglio per una frazione di secondo, già da lì ci dimostra che è il più intelligente sì, ma anche il più coraggioso e disposto al sacrificio. Quello che sarebbe potuto essere il suo ultimo pensiero era rivolto a Pepper.

In Age of Ultron, che comunque è una sua creazione in qualche modo, ci mette del suo per rimediare ai propri sbagli.

In Civil war (il mio preferito della saga) deve scontrarsi con quell’essere ottuso di Capitan Scemotto e i suoi seguaci, dimostra tuttavia di essere sempre fedele alla squadra e ai suoi ideali, anche se si batte per ciò che sarebbe stato indispensabile per proteggere l’umanità. (Come poi farà presente in Endgame, ovviamente, aveva ragione.)

Infinity War vede la sua massima realizzazione. Si incontra con l’unico altro eroe dotato di cervello (Strange) e insieme riescono persino a mettere sotto scacco Thanos, ce l’avrebbero anche fatta se non fosse stato per la stupidità di Starscemo.

In Endgame hanno voluto regalare un finale epico a uno dei personaggi più azzeccati (e meglio interpretati) di questa era cinematografica. Epico ma amaro, ho ancora addosso la tensione che c’era in sala. Sentivo singhiozzare ovunque e ce l’ho messa tutta per non piangere.

Un ultimo incontro con suo padre, vederlo emozionato per l’arrivo di un figlio, abbracciarlo un’ultima volta e dirgli che stava facendo un ottimo lavoro…

Lo scambio di battute con Strange era stato un segnale di avvertimento enorme: “se ti dico come andrà, non andrà così”. Lì c’era solo da farsi il segno della croce per un sacrificio imminente. Se ne va da eroe immenso, da gran figo con la sua battuta prima di schioccare le dita, con le lacrime di bimboragno e Pepper, con il messaggio dolcissimo per la figlia, con il funerale tesissimo.

Whatever it takes, come dicevano nel trailer.

Avrebbe potuto tenersi la bella famiglia che aveva creato ma ha partecipato alla battaglia prendendosi i suoi rischi e risolvendola, da eroe.

E così finisce tutto. Endgame.

Senza scena dopo i titoli di coda stavolta.

Non so se sarete tutti d’accordo (e non credo) ma per me tutto questo è stato la storia di Tony, come Star Wars è la storia di Anakin.

Per tanti i protagonisti sono Cap/Luke, ma anche no. La vera storia è la loro, e si è conclusa in un modo amaro ma bellissimo.

Grazie di tutto Tony, adesso vai ad abbracciare Stan e digli che la saga è finita in un modo spettacolare e ha avuto un succeso enorme.

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