Lo spacciagiochi – Hats

Hats è un gioco di carte, il primo di una nuova collana di ThunderGryph, dall’aspetto sontuoso e tutt’altro che banale. 

Hats è un gioco di Gabriele Bubola per 2-4 giocatori, magistralmente illustrato da Paolo Voto con la direzione di Pierpaolo Paoletti che sta per uscire e a cui ho avuto modo di fare diverse partite quest’estate grazie a ThunderGryph che me ne ha mandata una copia, con tanto di bustine di tè!

La storia

Qualche tempo fa ho ricevuto una busta sigillata con la ceralacca, si tratta invito per le ore 5 pomeridiane nel giardino del cappellaio matto. Al mio arrivo, la tavola era già pronta e ho subito allungato la mano su un vassoio ricolmo di invitanti biscotti. Impossibile dimenticarne la bontà: si sciolgono in bocca con un paradisiaco sapore al burro, ottimi per accompagnare un tè forte e speziato.

Stavo proprio per cercare una bella tazza di tè caldo (ma non bollente, mi piace farlo raffreddare un poco), quand’ecco, all’improvviso, una voce squillante rompe il silenzio.

Dell’altro zucchero?

Ma io non avevo nemmeno scelto il tè!

Non ho fatto in tempo a rispondere al Cappellaio Matto, non ha atteso conferme, né dinieghi: con fare perentorio ha esclamato:

Non c’è tempo!

E lì ho provato a replicare un timido

Mi scusi, tempo per…?

Ma forse era solo nella mia mente. Credo, in realtà, di essere rimasto fermo, attonito, come scriveva qualcuno, mentre assistevo a uno spettacolo che per sempre rimarrà impresso nella mia mente.

Zucchero, biscotti e milioni di cappelli hanno iniziato a volteggiare ovunque, ho visto schizzi incontrollati di tè macchiare la tovaglia, e il caos regnare sovrano.

Nulla di tutto questo ha scosso minimamente il Cappellaio che, sorridendo, ha esclamato:

Mio caro Francesco, è ora di fare un gioco!

Nella scatola (che è a forma di libro, con la chiusura magnetica)

1 plancetta pieghevole di ottimo cartoncino

42 carte cappello illustrate splendidamente

1 lavagnetta cancellabile segnapunti a forma di tovagliolino di carta

1 pennarello cancellabile a secco

1 biscotto al cioccolato (non tentate di addentarlo, non è edibile, ha un altro scopo)

Preparazione

Fate scaldare dell’acqua nel bollitore e versatela in una teiera in cui avrete immerso in precedenza un infusore pieno del vostro tè preferito e lasciate riposare per alcuni minuti (in funzione del tipo di tè), e intanto…

Le carte hanno 7 diversi colori e valori da 1 a 6, si mescolano, se ne pescano sei e si vanno a posizionare sulla plancetta, posta al centro del tavolo e che, probabilmente state rimirando da dieci minuti, a causa delle illustrazioni a tema Alice nel Paese delle Meraviglie. Noterete che gli spazi per le carte sono numerati da 1 a 6, questo è il valore in punti vittoria di quello spazio.

Distribuite 9 carte (coperte) a ogni giocatore, chi ha mangiato un biscotto più di recente è il primo giocatore. Si parte!

Mentre scrivo queste righe, per rimanere nell’ambientazione, ho mangiato due biscotti.

La partita

La partita si svolge a turni, in cui i giocatori utilizzeranno le carte della propria mano fino a che non ne sarà rimasta una soltanto, a quel punto la partita avrà termine e si conteranno i punti.

Ma come si fanno questi punti? Dipende dal colore dei cappelli che avete raccolto.

Prestate attenzione, il gioco sembra una banalità, ma non lo è affatto. Richiede ragionamento ed è necessario stare attenti alle carognate dei vostri avversari.

Nel proprio turno si deve giocare una carta dalla mano e questa può essere giocata

  1. A faccia in giù, davanti a voi. Il dorso della carta rappresenta un cappello nero. Il nero è anch’esso un colore, se ve lo state chiedendo.
  2.  A faccia in su, sulla plancetta, ponendo davanti a voi una di quelle presenti, seguendo un paio di regole:
      • Le carte sono della stessa tipologia (colore)
      • Il numero sulla carta giocata è più alto di quella che stiamo sostituendo.

La partita dura 8 turni, quindi avremo davanti a noi 8 carte, mentre una ci rimarrà in mano. Questo gioco di sostituzioni serve sia per avere davanti a noi le carte con cui faremo i punti, sia per cercare di avere sulla plancia le carte dei colori che vogliamo.

Se non siamo soddisfatti della nostra mano possiamo, in qualsiasi momento del nostro turno, scartare una carta e pescare una carta dal mazzetto avanzato in fase di preparazione.

Nell’immagine qui sopra, potrei prendere il 3 viola giocando una carta di qualsiasi colore, ma di valore tra 4 e 6, ad esempio, ma anche con un 1 o un 2 viola.

Il 6 marrone è un po’ più ostico, devo giocare una delle altre cinque carte marroni.

Il calcolo dei punti è presto fatto: si moltiplica il valore della posizione di un colore sulla plancia per il numero di carte di cui disponiamo.

A questo si aggiunge il valore di tutte le carte che rappresentano il nostro cappello preferito (quello che ci è rimasto in mano), meno il valore della carta che abbiamo in mano (insomma, cercate sempre di tenere in mano un 1).

Non rimane che il biscotto, che va a chi ha più varietà di cappelli e vale 5 punti.

Visto che è molto più semplice mostrarlo, che spiegarlo, ecco un esempio. Scusate la pessima messa a fuoco dell’immagine.

Lo spazio da 6 conteneva una carta marrone, ma c’è una carta marrone in uno spazio più basso, ergo viene eliminata.

Lo spazio da 5 è verde. Io avevo una carta verde. 5×1=5 punti

Lo spazio da 4 è rosso. Avevo tre carte rosse, da cui 3×4=12 punti

e così via.

Avevo un cappello nero: 1 punto

Avevo più tipologie di cappelli di Davide: biscotto! 5 punti.

L’1 rosso sotto il tovagliolino segnapunti è il mio “cappello preferito”, la somma delle carte rosse vale 10. 10-1=9.

Elucubrazioni

Ora, se avete prestato attenzione, vi siete resi conto che Gabriele Bubola (bravo!) vi consente di fare diverse cose in questo gioco, anche se state sempre e comunque giocando una carta dalla mano.

1) Potete togliere dal gioco una carta che può servire a un avversario \ temporeggiare, giocando un cappello nero.

2) Volete prendere un bel 5 dalla plancia per fare punti con il cappello preferito? Benissimo, ma dovete lasciare al centro del tavolo o una carta bassa dello stesso colore, o un 6. Nel primo caso, quella posizione della plancia può essere facilmente sostituita con un altro colore, nel secondo caso avete lasciato un 6 a un avversario. Siete sicuri che nessuno possa prenderlo e usarlo per il cappello preferito?

3) Quando prendete una carta di un colore, di norma, la sostituite con una carta di un altro colore. State prendendo il rosso, togliendolo dalla plancia e quel rosso davanti a voi vale esattamente ZERO punti se non c’è almeno un rosso al centro del tavolo a fine partita. In sostanza in una mossa ne state facendo due, dovete tenere conto sia di cosa state prendendo, sia di cosa state lasciando e, soprattutto, dove: la posizione è cruciale!

L’interazione con gli avversari, benché apparentemente ciascuno operi per coltivare il proprio orticello, è altissima. Si possono fare delle carognate di alto livello, ad esempio sostituendo la carta di valore 1 sul tavolo all’ultimo turno. In caso vi siano due carte dello stesso colore sulla plancia, quella più alta viene scartata e viene considerata solo quella più bassa. Questo scherzo mi è costato 16 punti in una partita dove, invece di moltiplicare per 5 quattro carte (=20), mi sono trovato con quattro carte da 1 punto.

Il bello di Hats è che non c’è tempo di inalberarsi e sbattere i pugni sul tavolo: si fa prima a fare una nuova partita e vendicarsi, impiegherete sì e no 15-20 minuti.

In conclusione

L’opera di Lewis Carrol, Alice nel Paese delle meraviglie, è così radicata nella nostra cultura che, vedere la scatola di Hats con un figuro che indossa un bizzarro cilindro, una carta di cuori, un set da tè e un orologio a cipolla, non lascia adito a dubbi. È lui, è il Cappellaio Matto!

Hats è un gioco su cui si poteva appiccicare qualsiasi tematica e, anche una volta scelta la tematica, si poteva pagare 100€ un illustratore per disegnare otto banalissimi cappelli e via, ma non è stato fatto. Anche in questo gioco abbiamo il marchio ThunderGryph: illustrazioni disseminate di riferimenti a Il mago di Oz, La volpe e l’uva, I tre porcellini, Cappuccetto Rosso… io ho passato diversi minuti a guardare ogni tipologia di cappello: sono così peculiari che anche se l’arancione non è così diverso dal rosso, è veramente impossibile confonderle. Un plauso a Paolo Voto.

Il regolamento, al momento, è solo in inglese, ma so che sul sito dovrebbe arrivare anche quello in italiano. Al momento Hats è disponibile solo sul sito di ThunderGryph a 20€.

Non fermatevi alla prima partita, in cui giocherete sostanzialmente a caso, una volta capite le potenzialità di Hats credo proprio che farete amicizia!

Se cercate i titoli precedenti di ThunderGryph (io vi consiglio Spirits of The Forest, ad esempio), potete trovarli su MagicMerchant.it

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